L’ALFABETO SARDO – PARTE I

L’Antica civiltà sarda – Parte I

(Spanish version)

Di Fabio Garuti

Cominciamo dunque ad addentrarci in una materia oltremodo ostica : gli Alfabeti Mediterranei e non solo, le Lingue, le forme di scrittura, al fine di provare a fare un po’ di chiarezza in proposito. Fine ultimo, giungere a comprendere quale sia potuto essere lo o gli alfabeti, conosciuti, utilizzati o ideati dalla Antica Civiltà Sarda, quale la numerologia, quali le forme di misurazione. Cosa assai complessa, in verità, dato l’accavallarsi di età e di Civiltà, di testimonianze non sempre chiare, di possibilità di confondere simboli e provenienze. Avrete certamente notato come, fino ad oggi, io non abbia mai affrontato l’argomento; ciò è dovuto al fatto che, in questo specifico caso, la ricerca va intrapresa in modo completamente differente, a mio avviso, da come la si possa intraprendere laddove si vogliano studiare monumenti, iconografie (raffigurazioni teistiche e di culto), organizzazione sociale, tradizioni ed altro. Perchè? 

Innanzitutto perché non esiste mai uno stacco netto nella utilizzazione di forme alfabetiche, per cui diventa molto complesso identificare fasi precise. Poi perché lo studio di uno o più alfabeti non implica automaticamente il poter interpretare ciò che sia stato scritto. Esempio : in Europa,oggi, utilizziamo un alfabeto simile, eppure tra Italiano, Tedesco, Inglese, Francese e Spagnolo di differenza ne corre,ed anche parecchia. Ma c’è di più: lo studio degli alfabeti presuppone non solo l’analisi comparativa dei simboli grafici, ma anche una analisi Storico-Geografica relativa al come sia possibile che determinate Civiltà siano entrate in contatto tra loro. Il tutto Vi risulterà chiaro non appena entreremo nel vivo della trattazione. Ultima premessa: l’argomento è complesso, e molto. Ci torneremo più e più volte, al fine di essere esaurienti e chiari. Vi sottoporrò il metodo utilizzato personalmente, affinché possiate esprimere al meglio dubbi, riflessioni, approfondimenti e critiche.
Dunque, alfabeto od alfabeti utilizzati dalla Antica Civiltà Sarda: si è sempre detto che, ufficialmente, non è stato ancora reperito, con certezza assoluta, un Alfabeto Sardo Antico. Discussioni di ogni genere, su cui non torniamo. Analizziamo la questione, tanto per cominciare, oggi, sotto altri punti di vista:

  1. La Antica Civiltà Sarda , come abbiamo evidenziato in mesi e mesi di analisi, è da ritenersi pre-Celtica. Per ora ci basti questo dato fondamentale. Lo è proprio in virtù delle relazioni intessute con il Nord della Britannia (Scozia Settentrionale ed Insulare), ben prima dell’arrivo dei Celti. Parliamo di (almeno) Terzo Millennio avanti Cristo. Altro dato fondamentale.
  2. Pensare o ritenere che i Sardi non abbiano utilizzato alfabeti o sistemi numerici e di misurazione già (almeno) 5.000 anni fa, e tenendo presente che viaggiavano per mari aperti, edificavano strutture complesse, riproducevano iconografie particolarissime, possedevano i segreti dell’Arte Bronzea è assurdo. Francamente non vale neanche la pena scherzarci su ; piuttosto, cosa da non sottovalutare, retrodatando la Civiltà Sarda almeno al Terzo Millennio avanti Cristo, si può fare una importante considerazione: quanti alfabeti ha potuto utilizzare, od almeno con quanti di essi, è entrata in contatto la Antica Civiltà Sarda ? Più d’ uno. Nel corso di migliaia di anni di Storia è possibile variare la propria forma di comunicazione e di scrittura, e di esempi al mondo ce ne sono tanti : basti pensare alla Cina, all’Egitto, alle Civiltà Centro-Americane ed a quelle Medio-Orientali.
  3. Ora, quanti alfabeti sono stati utilizzati in Sardegna ? Almeno tre. Esattamente. Non uno, ma tre. Cosa si intende per “utilizzare”? Si intende il poter comunicare, ripeto, già in epoca pre-Romana, con altri popoli che utilizzino la medesima forma di scrittura, e non è certamente poco. In questa fase della ricerca non ci interessa ancora sapere chi abbia inventato cosa; vogliamo solo appurare il fatto che in Sardegna si utilizzava una forma alfabetica migliaia di anni prima di Roma e che poi, addirittura, se ne è utilizzata anche una differente, sempre ben prima della storia di Roma. E non mi sembra un particolare secondario questo, nell’ambito della nostra ricerca “alfabetica”.

Analizzeremo tutto in dettaglio,con immagini e quant’altro, s’intende. Per oggi dettiamo le linee–guida : tre alfabeti. Quali ?

  1. Alfabeto le cui tracce evidenti sono reperibili anche nel Nord della Britannia, ecertamente pre-Celtiche;
  2. Alfabeto “Mediterraneo” e post-Celtico;
  3. Alfabeto Latino, derivato da quello Greco. Parliamo ovviamente di classificazioni “ufficiali”.

Il primo è totalmente estinto, viene definito, tra le tante altre denominazioni, Alfabeto Pittico o Pitta, ed era utilizzato, ovviamente, dai Pitti (che ormai ben conosciamo) prima, ed in parte dai Celti, con alcune modifiche, poi.

Il secondo, è utilizzato sostanzialmente da Fenici, Greci, Etruschi ed anche Celti, con distinguo e particolarità che analizzeremo molto a fondo, inclusa la “questione” dell’isola di Lemno (Mare Egeo) che crea un certo scompiglio a livello di individuazioni certe e di cronologie tra Greci, Fenici ed Etruschi. Faremo le opportune riflessioni.

Il terzo è quello Latino, o Romano, di derivazione Greco-Etrusca.

Cercheremo di inquadrare i riscontri necessari a quanto affermato, partendo, sin da ora,da un punto fermo : la Antica Civiltà Sarda li ha conosciuti, e bene, tutti, e ve ne forniremo opportuna documentazione. Da ciò una conseguenza :
In Sardegna si utilizzano alfabeti da “almeno” 5.000 anni. Per ora ci fermiamo qui; non possiamo ancora dire se ne abbia solo “utilizzato” od anche “inventato/ideato” uno o più. La materia è complessa e l’importante è aver tracciato “il quadro” o meglio, la “cornice” della ricerca. Ogni aspetto del tutto, inclusi i riscontri visivi, che vi sottoporremo affinché possiate esaminare lo stesso identico materiale visionato anche da noi, necessitano di articoli e trattazioni specifici, onde non dover pubblicare una sorta di tomo.
Ci torneremo molto presto. Siamo solo agli inizi.

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