ENUMA ELISH – TAVOLA I

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«Quando in alto il cielo non aveva ancora un nome nè in basso la terra era chiamata per nome, Apsu, il primo [2], il loro generatore (del cielo e della terra) e madre Tiamat, che generò tutti loro, mescolavano insieme le loro acque, nè banchi di canne vi erano ancora raggruppati, nè ha scoperto letti di canna [3]; quando ancora nessun dio si era manifestato, nè i loro nomi pronunziati, nè i destini decretati, allora in Apsu-Tiamat alcuni dèi furono creati. Lahmu (e)Lahamu emersero, i loro nomi pronunciati. Prima che fossero maturati e formati pienamente, nacquero Anshar e Kishar, superiori a loro [4]. Quando ebbero prolungato i propri giorni, moltiplicati i propri anni, Anu fu il loro figlio primogenito e divenne simile ai suoi genitori: come Anshar aveva fatto simile a lui Anu, suo rampollo, Anu ugualmente ha generato Nudimmud a sua somiglianza. Egli, Nudimmud, era superiore ai suoi antenati: profondo di comprensione, era saggio, era molto forte con le armi. Più possente da lontano del creatore di suo padre Anshar, non aveva nessun concorrente fra gli dèi i suoi pari [5]. Gli dei di quella generazione si misero insieme e il riverbero del loro clamore disturbò Tiamat.

Fecero sussultare la pancia di Tiamat, con i loro svaghi turbarono l’interno della sua dimora divina. Apsu non poteva reprimere il loro rumore e tuttavia Tiamat rimase impassibile davanti a loro; comunque i loro maneggi le erano sgraditi, ma lei fu indulgente con loro per la loro condotta biasimevole [6]. Finalmente Apsu, generatore dei grandi dèi [7], ha chiamato fuori indirizzando il suo Mummu: “Oh Mummu, tu, mio paggio che mi appaghi l’anima! Vieni, andiamo a trovare Tiamat!” Quindi se ne andarono, sedettero di fronte a Tiamat e discussero gli affari riguardanti gli dei loro figli. Apsu fece sentire la sua voce e parlò a Tiamat con voce forte: “Le loro vie sono divenute molto angosciose a me, di giorno non posso riposare, la notte non posso dormire. Abolirò le loro vie e li disperderò! Affinchè sia ristabilito il silenzio, così che possiamo dormire.” Quando Tiamat sentì questo, era furiosa e ha gridato al suo sposo; ha gridato orrendamente ed era accanto a lui con ira, perché le aveva insinuato del male nell’animo: “Come possiamo permettere di far perire quello che noi stessi abbiamo creato? Sebbene le loro vie sono così angosciose, dovremo sopportare essi pazientemente.” Mummu allora parlò e consigliò Apsu, il paggio non era d’accordo col consiglio di sua madre: “O padre, metti una fine alle loro vie fastidiose, così che possiamo permetterci di riposare di giorno e dormire di notte.” Così Apsu si è compiaciuto con lui, la sua faccia illuminata divenne corrucciata per gli dèi suoi figli. Mummu si sedette sul suo grembo e Apsu l’abbracciò. Ora, tutto ciò che avevano tramato tra di loro fu riferito agli dèi loro figli. Gli dèi ascoltarono e si agitarono; poi, abbattuti e zitti, si sedettero muti. Superiore in comprensione, saggio e capace, Ea che tutto comprende intuì il loro piano. Contro i progetti di Apsu progettò e dispose un piano d’insieme: adottò contro di lui il suo puro incantesimo, che era superbo. Ielo recitò e, con un filtro, lo fece riposare. Ha versato sonno su lui così che dormiva sonoramente, ha messo Apsu a dormire, l’ha inzuppato con il sonno. Mummu il consigliere era in uno stato di stordimento e non stava in guardia. Egli (Ea) quindi ha slegato la sua cintura, ha messo via la sua corona, ha preso il suo manto di radianza e l’ha messo su di sè. Abbattè Apsu e lo uccise; legò Mummu e sbarrò su di lui la porta. Installò la sua abitazione sulla cima di Apsu e, afferrato Mummu, l’ha legato ad una corda [8]. Quando quando ebbe immobilizzato ed ucciso questi malvagi, Ea ebbe riportato il suo trionfo sopra i suoi nemici. Allora riposò molto quietamente dentro i suoi alloggi privati e li chiamò Palazzo Apsu; vi creò cappelle (sale da cerimonia [9]) e vi stabilì la sua residenza ed Ea e la sua sposa Damkina abitarono nello splendore. Nella camera di destini, sala dei disegni, fu procreato il più intelligente degli dèi, il più saggio degli dei, il signore degli dèi. E dentro l’Apsu, Marduk è stato creato; dentro il puro Apsu, Marduk è nato [10]. Ea suo padre l’ha creato, Damkina sua madre l’ha fatto nascere. Egli fu allattato ai capezzoli di dee; la levatrice lo ha riempito di meraviglie. La sua natura era orgogliosa, penetrante il suo sguardo fisso, il suo sguardo fulminante, era potente sin dalla partenza. Anu il generatore di suo padre lo vide e fu allietato, radioso; il suo cuore si riempì di gioia. L’ha fatto così perfetto che la sua divinità è stata raddoppiata. Elevato lontano sopra gli altri dèi (gliAnunnaki), era superiore in ogni via [11]. I suoi lembi erano ingegnosamente fatti oltre ogni comprensione, impossibili da capire, troppo difficili da percepire. Quattro erano i suoi occhi, quattro erano i suoi orecchi [12]; quando le sue labbra si mossero, il fuoco è arso avanti. I quattro orecchi erano enormi e similmente gli occhi; percepivano ogni cosa. Più alto fra gli dei, la sua forma era notevole. I suoi lembi erano molto lunghi, la sua altezza (?) notevole. Anu piange fuori: “Mio figlio è un’Utu, mio figlio è un Sole, il vero Sole degli dèi!” Vestito nel manto raggiante dei dieci dèi, porta alto sopra la sua testa cinque (cinquanta?) raggi terribili raggruppati sopra lui. Anu allora creò i quattro venti e ha dato loro nascita, li mise nella mano di Marduk: “Figlio mio, lasciali giocare! [13]” Ha forgiato la polvere ed fatto un forte vento che la porta; ha provocato l’onda che ha disturbato Tiamat, Tiamat è stata svegliata e il cielo fu agitato giorno e notte. Gli dei, incapaci di riposare, hanno dovuto sopportare i colpi del vento. Hanno quindi ordito del male nei loro cuori e si sono rivolti a Tiamat la loro madre, dicendo: “Quando hanno ucciso Apsu tuo marito, non sei stata dalla sua parte lato ma hai seduto muta ed ora, avendo Anu creato i quattro venti terribili, le tue viscere sono state fortemente disturbate e noi non possiamo più dormire! Non è più in te il tuo amoroso Apsu, nè Mummu che è stato catturato: nessuno si meraviglia che siedi sola! Non sei tu nostra madre? Tu sei agitata dallo sforzo ma chi di noi, chi può riposare? Tu dunque non ci ami più? La nostra presa è allentata, e i nostri occhi sono incavati. Liberaci da questo giogo senza riposo e lasciaci dormire! Alzati in piedi contro di loro (i venti [14]) e vendicati! Conquista il nemico e riducilo a niente!” Tiamat ascoltò e questo discorso le piacque: “Già che abbiamo deciso insieme, creiamo tempeste! Gli dèi in lui (Apsu) saranno disturbati, perchè hanno adottato la cattiveria per gli dèi che li hanno generati. Si sono accalcati attorno e correvano accanto a Tiamat. Essi erano fieri, intriganti e inquieti notte e giorno. Lavoravano per la guerra, ringhiosi e furiosi [15]. Sono convenuti a un consiglio e hanno creato un conflitto. Madre Hubur, che modella tutte le cose, quindi creò un’arma irresistibile: mise al mondo serpenti giganti, dai denti affilati e aguzzi. Riempì loro corpi con veleno invece di sangue. Lei ha coperto i dragoni feroci con un mantello dotato di terribili raggi e fatto loro divini: “Chiunque li guarderà crollerà in terrore assoluto! Non arretreranno mai!” Ella ha creato un serpente cornuto, un dragone formidabile ed un mostro marino, un leone colossale, un molosso rabbioso, un uomo-scorpione, un mostro aggressivo, un uomo-pesce e un bisonte gigantesco. Tutti portavano armi spietate, senza paura in battaglia. I suoi ordini erano così potenti, che non avrebbero potuto essere vinti. In più ella ne ha creato undici così. Quindi gli dèi suoi discendenti tennero consiglio con lei ed ella esaltò Qingu, conferendogli il rango più alto tra loro, il comando dell’esercito, la direzione del consiglio di guerra, il compito dell’arruolamento, la condotta della battaglia. Ed ella lo mise sul trono: “Io ho gettato l’incantesimo per te e ti ho fatto il più grande dell’assemblea degli dèi! Io ti ho messo al potere al di sopra tutti gli dei! Tu sarai il più grande, te solo sarai il mio amante! I tuoi comandi prevarranno sempre sopra tutti gli Anunnaki!” Allora gli ha dato le Tavolette dei Destini e lo ha messo stretto alla sua mammella: “La tua espressione non sarà alterata mai! La tua parola sarà legge!” Quando Qingu è stato promosso e ricevette il potere di Anu e aveva decretato destini per gli dèi suoi figli, ella disse: “Quello che scaturisce dalla tua bocca estinguerà il Fuoco! Il vostro veleno (dei mostri) accumulato paralizzerà il potente!” .»

 

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