ENUMA ELISH – TAVOLA V

Milkau_Oberer_Teil_der_Stele_mit_dem_Text_von_Hammurapis_Gesetzescode_369-2

«Vi sistemò le Stazioni per i grandi dèi; vi suscitò in Costellazioni le Stelle che ne sono le immagini. Definì l’anno, di cui tracciò il quadro; e per dodici mesi attribuì a ciascuno tre stelle. Quando del seguito dell’anno ebbe così tracciato il piano, fissò la stazione della Polare (?) per definire la coesione (?) degli astri e, affinché nessuno di essi commettesse errori o disattenzioni nel suo percorso, stabilì, accanto alla suddetta Polare (?), le stazioni di Enlil ed Ea [23]. Avendo allora, dalle due parti del Cielo, aperto grandi porte, vi pose solidi catenacci a sinistra e a destra. Nello stesso fegato di Tiamat sistemò le alte zone celesti. Poi fece apparire Nanna (la Luna) al quale affidò la notte. Gli assegnò il Gioiello notturno per definire i giorni, gli disse: “Ogni mese, senza interruzione, mettiti in cammini con il tuo disco. Al primo del mese illuminati al di sopra della Terra; poi mantieni i tuoi corni brillanti per segnare i primi sei giorni; al settimo giorno, il tuo disco dovrà essere a metà; al quindicesimo, ogni mezzo mese, congiungiti con Shamash (il Sole). E quando Shamash dall’orizzonte si dirigerà verso di te, in modo acconcio diminuisci e scompari. Nel giorno dell’oscuramento, riavvicinati alla traiettoria di Shamash, affinché al trentesimo, di nuovo, tu ti trovi in congiunzione con lui. Seguendo questo cammino, definisci i presagi: congiungetevi … per rendere le sentenze divinatorie. Che Shamash … uccisioni e spoliazioni … Quando … Shamash … in … che … al primo giorno dell’anno … il chiavistello d’uscita … quando ebbe assegnato il giorno a Shamash e affidato a … la guardia della notte e del giorno, raccolse … la bava di Tiamat e Marduk ne formò la nuvola (?) che assegnò ad Adad (?), condensata in nuvole, la fece galleggiare nel firmamento. Alzata di vento, Caduta di acquazzone, Fumo di nebbia, Accumulo della schiuma di Tiamat [24], ecco ciò che assegnò personalmente e ciò in cui tramutò (Tiamat). Disposta allora la Testa di Tiamat, vi ammucchiò sopra una montagna, dove aprì una fonte, nella quale un fiume fremeva. Aprì nei suoi occhi l’Eufrate e il Tigri. Otturò le sue narici che riservo à … sui suoi seni, ammucchiò le montagne nuove e vi creò delle fonti per defluire in cascate. Infine, curvò la sua coda e l’attaccò al Grande Cavo al di sopra del quale egli … l’Apsu. Dispose il sedere di Tiamat a sostenere il Cielo e soffittò la sua altra metà (?) a consolidare la Terra. La sua opera così completata la equilibrò all’interno (di Tiamat); poi, svolgendo la sua Rete, la aprì in ogni sua parte, formando così un involucro per il cielo e la Terra e assicurandone perfettamente la coesione (?). Quindi, tracciò le Regole-della-buona-marcia e dispose gli Statuti-del-funzionamento: stabilì i poteri delegati degli dèi e ne investì Ea. Trasse la tavoletta dei destini che aveva preso a Quingu e la prese per offrirla ad Anu, come primo dono di benvenuto. Nella rete-del-combattimento che si era sospesa al fianco, condusse davanti ai suoi padri gli dèi della cricca di Tiamat, non meno che le undici creature create da lei e che egli … legò ai suoi piedi, dopo averne spezzato le armi, e ne fece immagini che pose sulle porte dell’Apsu, disse: “Affinché questo resti come ricordo, per non dimenticare mai in seguito!” Quando gli dèi videro ciò essi furono pieni di gioia e allegria, di tutto cuore, come Lahmu e Lahamu, loro padri, al completo. Anshar, avendolo abbracciato, lo salutò con rispetto come Re; Anu, Enlil ed Ea lo coprirono di doni e Damkina, sua genitrice, lanciò grida di gioia davanti a lui: per i suoi auspici di buona fortuna, gli fece brillare il viso. Al dio Usmu, che aveva portato in segreta i doni di benvenuto di sua madre, conferì la luogotenenza dell’Apsu, per ispezionare le sale da cerimonia. Allora tutti gli Igigi, radunati, si inchinarono davanti a lui e tutti gli Anunnaki gli baciarono i piedi: la loro assemblea fu unanime nel porre il viso a terra, poi, essendosi rialzati, davanti a lui si inchinarono, dicendo: “Ecco il Re!” Quando gli dèi suoi padri si furono saziati del suo splendore, Marduk, ancora ricoperto dalla polvere della battaglia, … nell’acqua: addolcì il suo corpo con unguenti di cipresso e di …, si rivestì del mantello principesco, dello splendore soprannaturale della regalità, della corona terrificante. Sollevò la mazza d’armi e la afferrò con la destra e tenne nella sinistra … mise su … egli … ai suoi piedi; sistemò sul suo fianco lo scettro del successo e della riuscita. Quando il suo splendore soprannaturale … e il suo irraggiamento terrificante ebbe ricoperto l’Apsu che gli serviva come stuoia, installato come … nella sala del trono … nel sancta sanctorum … tutto quello che aveva degli dèi … Lahmu e Lahamu … avendo aperto la bocca, dichiararono agli Igigi: “Prima, Marduk non era che il nostro figlio amatissimo, ora è il vostro Re, rispettate i suoi ordini!” E, riprendendo la parola, dissero insieme: “Il suo nome è Lugal.dimmer.ankia: Affidatevi a lui!” Quando ebbero, in tal modo, conferito la regalità a Marduk, pronunciarono ugualmente per lui la formula di buona fortuna e riuscita: “A partire da questo giorno, sii il curatore dei nostri luoghi di culto! Tutto ciò che ordinerai, noi lo eseguiremo!” Anche Marduk, avendo aperto la bocca, prese la parola per rivolgere questo discorso agli dèi suoi padri: “Al di sopra dell’Apsu, dimora che voi occupate; come copia dell’Esarra che io stesso ho costruito per voi, ma più in basso: in un luogo di cui ho consolidato la base, voglio costruirmi un tempio che sarà la mia dimora preferita, in mezzo al quale impianterò il mio santuario e assegnerò i miei appartamenti, per stabilirvi il mio regno. Quando voi lascerete l’Apsu per salire all’assemblea, quella sarà la vostra sosta, per ricevervi tutti insieme! Gli darò il nome di Babilonia: il Tempio dei grandi dèi, ed è là che terremo le nostre feste, noi altri!” Glidèi suoi padri, sentitolo parlare, fecero questa richiesta al loro rampollo Marduk: “Su tutto ciò che le tue mani hanno edificato, chi più di te avrà autorità? Su queste fondamenta che le tue mani hanno edificato, chi più di te avrà autorità? A Babilonia, di cui tu hai pronunciato il nome, in quel luogo puro, per sempre stabilisci la nostra residenza: che proprio là ci vengano portate le nostre provviste quotidiane e che ci si … ma che un altro in nostra vece compia questo lavoro … e, nello stesso luogo, ci permetta di valerci del suo lavoro!” Marduk gioioso diede la seguente risposta, a questi dèi che aveva … e che, immolata Tiamat, aveva liberato. Aprì dunque la bocca – ora la sua parola era sovrana! – e … disse loro: “E’ … che saranno affidate le vostre provviste quotidiane! [25]” Allora, inchinati davanti a lui, gli dèi parlarono, a Lugal.dimmer.ankia, loro signore, dissero: “Prima, il Signore non era che il nostro figlio molto amato! Oramai è il nostro Re, saggio e … è colui che con il suo saggio incantesimo ci ha reso la vita, colui che ha splendore soprannaturale della mazza e dello scettro! Che Ea, esperto nei procedimenti di tutte le tecniche, prepari i piani …: noi li eseguiremo!”»

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