ENUMA ELISH – TAVOLA VI

7478461_f260«Marduk, udita la dichiarazione degli dèi, il suo cuore lo spingeva a creare nuove meraviglie! Aprì dunque la bocca e disse ad Ea, spiegandogli il progetto che aveva chiuso nel cuore: “Voglio condensare del sangue, costituire un’ossatura e creare così un prototipo umano, che si chiamerà Uomo! Questo prototipo, questo Uomo, voglio crearlo perché gli siano imposte le fatiche degli dèi e che essi abbiano tempo libero. Nuovamente, voglio render più gradevole la loro esistenza, affinché anche se separati in due gruppi, siano ugualmente onorati!” Come risposta, Ea gli pronunciò queste parole, comunicandogli il suo progetto per il divertimento degli dèi: “Che mi sia dato uno dei loro fratelli: costui perirà perchè siano creati gli uomini! Che i grandi dèi si riuniscano affiché sia scelto il colpevole, gli altri saranno sani e salvi!” Marduk, radunati dunque gli dèi, li comandò benevolmente e diede i suoi ordini e, quando aprì la bocca, tutti gli dèi ascoltarono con rispetto; il Re rivolse dunque queste parole agli Anunnaki: “Fino ad ora voi non avete mai detto che la verità, certo! Ebbene! Non pronunciate ancora che parole veritiere! Chi ha ordito il combattimento, spinto alla rivolta Tiamat e organizzato la battaglia? Che me lo si porti, colui che ha ordito il combattimento, che gli infligga il suo castigo affinché voi stiate in ozio!” Gli Igigi, i grandi dèi, gli risposero, a lui Lugal.dimmer.ankia, il Sovrano degli dèi, loro Signore: “Quingu solo ha ordito il combattimento, spinto alla rivolta Tiamat e organizzato la battaglia!” Venne dunque incatenato e messo di fronte ad Ea; poi, per infliggergli il castigo, fu dissanguato e con il suo sangue Ea creò l’umanità, alla quale impose il lavoro degli dèi, liberando questi ultimi. Dopo che Ea-il-saggio ebbe creato l’umanità e che le ebbe imposto il lavoro degli dèi – ora, c’era un’opera che va al di là della comprensione; e se Nuddimud l’ha creata, è grazie alla genialità di Marduk! – Mardk, il Re, divise gli dèi – gli Annunaki al completo – in-alto e in-basso: la assegnò ad Anu, perchè obbedissero ai suoi ordini, e ne installò come guardie trecento in cielo e altrettanti per regolare il funzionamento della Terra. Tra Cielo e Terra, ne insediò quasi seicento in tutto. Quando ebbe loro distribuito le totalità dei poteri delegati e ne ebbe suddiviso gli attributi agli Anunnaki celesti e terrestri, questi stessi Anunnaki avendo aperto la bocca, si rivolsero personalmente a Marduk, loro Signore: “Ora che, nostro Signore, hai deciso la nostra emancipazione, quale beneficio, in cambio, ti offriremo? Ebbene! Costruiamo il santuario di cui hai pronunciato il nome! I tuoi quartieri saranno la nostra sosta: vi riposeremo! Gettiamo le fondamenta di questo santuario, dove sarà installato il nostro Divano: ogni volta che vi verremo, noi vi riposeremo!” Marduk, quando ebbe udito ciò, i suoi lineamenti brillarono infinitamente, come il pieno giorno, e disse: “Erigete dunque Babilonia, poiché ve ne volete assumere la fatica! Che ne venga preparata la muratura, poi alzatene la copertura!” Gli Anunnaki scavarono il suolo con le loro zappe e, per la durata di un’anno, fabbricarono mattoni; poi, a partire dal secondo anno, dell’Esagil, copi dell’Apsu, posero il coronamento. Erassero anche, alta, la torre a gradoni di questo nuovo Apsu. E vi apprestarono una dimora per Anu, Enlil ed Ea. Allora, in maestà, egli venne a prender posto davanti a questi ultimi dal piede dell’Esarra. Se ne poteva contemplare la cima! Quando fu completata l’opera dell’Esagil tutti gli Anunnaki vi portarono il loro luogo di culto: trecento Igigi del Cielo e seicento con quelli dell’Apsu, vi si erano stabiliti, in totale! Il Signore, nel luogo molto augusto che gli avevano costruito come dimora, al suo banchetto invitò gli dèi suoi padri e disse loro: “Ecco, Babilonia, vostra dimora e residenza: trastullatevi! Riempitevi di letizia!” I grandi dèi presero dunque posto e, posando le loro coppe, restarono a banchettare. Quando ebbero eseguito un’aria di festa e, nel maestoso Esagil, ebbero proceduto all’oblazione ed i loro poteri delegati furono confermati e anche tutti i loro uffici e Marduk ebbe distribuito a tutti loro le Stazioni del Cielo e della Terra, i grandi dèi, in numero di cinquanta, presero posto e incaricarono delle decisioni gli dèi dei destini, in numero di sette. Il Signore presentò allora il suo Arco e depose davanti ad essi questa arma e gli dèi suoi padri contemplarono la Rete che si era costruito e ammirarono quanto meravigliosa fosse la fattura dell’Arco e lodarono le grandi gesta che aveva compiuto! Anu, sollevato l’Arco, lo baciò e declamò all’assemblea degli dèi: “Sì! E’ mio figlio!” Ecco i nomi che attribuì all’arco: “Il primo sarà Lungo-legno; il secondo Vittorioso; il terzo Costellazione-dell’arca-che-brilla-in-cielo!” – di cui stabilì la posizione tra gli astri divini, suoi fratelli! Quando Anu ebbe stabilito i destini dell’Arco, eresse un trono regale che superava quello degli altri dèi e, nel mezzo di questa assemblea divina, Anu vi insediò Marduk: e i grandi dèi, unanimi, esaltarono i destini di Marduk e si inchinarono davanti a lui. Formularono essi stessi un giuramento esecratorio, giurando per l’acqua e per l’olio e la mano alla gola, lo autorizzarono ad esercitare la regalità sugli dèi, confermandolo nel potere assoluto sugli dèi del Cielo e della Terra. Anshar aggiunse ai suoi nomi quello di Asalluhi e disse: “Quando si pronuncerà questo nome poggiamo il viso a terra! Quando aprirà la bocca, che gli dèi lo ascoltino con rispetto e che i suoi ordini prevalgano in-alto e in-basso! Che sia esaltato nostro figlio e vendicatore! Che la sua supremazia prevalga e che sia senza eguali! Che eserciti l’ufficio del Pastore delle teste-nere [26], sue creature! D’ora innanzi, senza mai dimenticarla, che si racconti la sua impresa! Che assicuri ai suoi padri ricche offerte alimentari! Che eserciti per loro l’ufficio del Curatore e si assuma l’incarico dei loro luoghi di culto! Che faccia esalare il profumo delle fumigazioni! Che diriga i sortilegi contro il male! Che realizzi sulla Terra la copia di ciò che ha realizzato in Cielo! Che insegni alle teste-nere a riverirlo! E che le popolazioni abbiano timore dei loro dèi e li invochino; che alla sua parola trattino con rispetto le loro dèe! Che alle loro dèe e dèi portino le offerte alimentari e non dimentichino di offrirle ai loro dèi! Che illuminino il loro paese costruendovi per essi Luoghi di culto! E se le Teste-nere sono divise per i loro dèi personali, per noi, in qualunque modo lo chiamiamo, che sia il nostro solo Dio! Recitiamo dunque i suoi cinquanta Nomi per dimostrare la gloria della sua persona e anche le sue opere! Innanzi tutto: Marduk, come, alla nascita, lo chiamò il padre Anu [27]: il Fornitore di pascoli e acquazzoni, colui che fa risorgere le stalle degli uomini! Colui che con la sua arma Diluvio ha vinto i fautori dell’agitazione e salvato dal grande pericolo gli dèi suoi padri! E ancora: Mar.Utu, il Figlio-Sole-degli-dèi, perchè brilla e, nella sua luce sfolgorante, essi vi vanno e vengono in perpetuo! Agli uomini che ha creato, esseri dotati di anima, ha imposto il lavoro degli dèi, per lasciare questi ultimi in ozio! Creare o annientare, liberare o punire! E’ a suo piacimento – essi non fanno che contemplarlo! Marukka: cioè il dio che li ha creati, lui stesso, per la gioia degli Anunnaki e il piacere degli Igigi! Marutukku: cioè il Sostegno del paese, della città e della sua popolazione! Che mai i popoli smettono di celebrare! Mar.sa.kus.ù: Irritato, ma che ragiona; infuriato ma che si contiene; tollerante e che tiene a freno la sua anima! Lugal.dimmer.ankia: è il nome che gli conferì la nostra assemblea, dando così ancor più importanza alla sua parola che a quella degli dèi suoi padri: infatti è il Signore di tutti gli dèi del Cielo e della terra, il Re, davanti a cui gli dèi hanno pauram in-alto e in-basso. Nade.lugal.dimmer.ankia: è il nome che gli abbiamo dato come reggente di tutti gli dèi; colui che, nel Cielo e nella Terra, ha ristabilito la nostra posizione, fuori pericolo, e assegnato i loro posti, agli Igigi ed Anunnaki! Che a questo nome gli dèi tremino e tremino ovunque si trovino! Asalluhi, tale è il nome che gli ha conferito suo padre Anshar[28]: poichè è la luce degli dèi, loro potente capofila, colui che, in accordo col suo nome, è il protettore degli dèi e del mondo e che, con un formidabile duello, ha salvato la nostra situazione dal pericolo! Lo si è anche chiamato Asalluhi.namtila: dio vivificatore, egli che, in accordo con la propria natura, ha ripristinato tutti gli dèi in pericolo! Il Signore che, con il suo santo incantesimo, ha reso la vita agli dèi morti e distrutto i loro ostinati avversari! Celebriamo il suo coraggio! Asalluhi.manru, secondo il nome che gli è stato conferito per terzo, il dio puro, purificatore della nostra condotta” Anshar, Lahmu e Lahamu, avendo attribuito ciascuno uno di questi ultimi tre nomi, dichiararono agli dèi loro figli: “Noi abbiamo conferito ognuno di questi tre nomi! Ebbene! Voi, come noi, attribuitegli altri nomi!” Avendo udito questi ordini, gli dèi ne furono lieti e, nella sala delle deliberazioni, si scambiarono le proposte: “Di nostro figlio, campione e vendicatore, del nostro curatore, esprimiamo dunque i nomi, noi!” E sedendo nell’assemblea, nominarono i suoi destini, affinché in tutte le cerimonie si invochi di lui un nome diverso.»

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