I CAMPI CIRCOLARI DI MORAY (PERU’)

SITI ARCHEOLOGICI NON PERVENUTI

di Fabio Garuti


1560610_615092071917067_526694791_n47434_615091988583742_131996649_n

Riprendiamo la nostra analisi relativa ai siti archeologici “non pervenuti”, od omessi, o dimenticati, insomma tutti quei siti archeologici di cui, nonostante un gran parlare e vociare, non si parla mai. Un fatto strano, ne converrete con me, che dimostra inequivocabilmente come il celare talune realtà rappresenti sempre la soluzione preferita da certa archeologia. Cerchiamo quindi di porre il doveroso rimedio, basandoci sui fatti e sulle immagini, e lasciando come sempre a Voi, care appassionate e cari appassionati, il compito di giudicare. Soprattutto, (permettetemi di insistere su tale basilare concetto), di poter utilizzare la logica.

Parliamo dunque dei CAMPI di MORAY, in PERU’, argomento che amo molto, di cui parlo talvolta, e che ogni volta presenta aspetti non trattati in precedenza su cui vale la pena soffermarsi. Si tratta di un sito incredibilmente ben conservato, posto a Moray, quaranta chilometri circa a Nord Ovest di Cuzco, la mitica città, ed altrettanto incredibilmente snobbato dai grandi circuiti turistici. Perché ? Ve lo dico in pochissime parole : non è spiegabile, od almeno è rimasto tale fino a quando non è stato possibile reperire qualcosa di simile “ricostruito” negli anni Cinquanta. Oggi ve ne fornirò una prima prova “visiva”. Ma procediamo con ordine, esponendo alcuni dati ufficiali che, come al solito, fanno più ridere che riflettere. Varie serie di enormi cerchi scavati nella roccia, concentrici, grandezza decrescente, ottimo sistema di drenaggio, non distrutti dai Conquistadores Spagnoli nel 1.500 in quanto considerati una specie di teatro o qualcosa del genere, da sempre attribuiti agli Inca. Quando arrivarono detti Conquistadores, la gente del luogo non sapeva assolutamente nulla di tali cerchi concentrici scavati nella montagna. Spiegazione archeologica ufficiale : “terrazzamenti per coltivare piante” . Gli Inca, con scalpelli e martelli , avrebbero tagliato a cerchi una montagna, per effettuare coltivazioni a 4.000 metri circa di altitudine ? E nessun Inca lo ricorderebbe ? Francamente mi sono stancato anche di essere ironico o sarcastico. Fate Voi.
Dunque, tornando ad una analisi seria del tutto, ricordando che esistono in natura specie di vegetali assolutamente “incomprensibili” come il mais ( che senza intervento esterno non si riprodurrebbe), e soprattutto ricordando che studi biologici assolutamente attendibili fanno risalire il mais nella forma che conosciamo, e che fu portata in Europa nel 1.500, a parecchie migliaia di anni fa, se ne deduce che qualcuno sia riuscito, in quella che viene tradizionalmente considerata la “preistoria”, ad effettuare modifiche genetiche sui vegetali. Come ? Con questi Campi ( peraltro replicati in altri luoghi del pianeta, sempre nei pressi dei grandi siti piramidali, peraltro ! ), che, fatto clamoroso ed assolutamente probatorio, sono stati replicati anche negli anni Cinquanta. I “nostri” anni Cinquanta, ossia una decina di anni prima che nascessi io.
Dimensioni identiche, utilizzo identico, segretezza assoluta , oggi, per la prima volta, Vi sottopongo l’immagine di uno di questi campi “moderni”. Ne furono costruiti diversi, tra Stati Uniti e Giappone, per effettuare prove genetiche sui vegetali. Come ? Ma mediante l’esposizione a radiazioni. Le radiazioni intervengono sulla intera struttura genetica di un organismo, modificandone aspetto e caratteristiche; unica controindicazione : tenere il tutto sotto controllo al fine di non creare vere e proprie “aberrazioni genetiche”. Ovviamente non posso spiegare in questa sede tanti dettagli tecnici, sarebbe troppo lungo, ma il senso del tutto credo sia chiarissimo. Qualche attento osservatore mi farà certamente notare come in Perù i cerchi “scendano” nel terreno, a differenza di quanto accada nel Campo ” moderno”. Mi sono posto il medesimo interrogativo, finché non ho scoperto come abbiano fatto, negli Anni Cinquanta, a riprodurre il medesimo effetto presente a Moray : la fonte di radiazioni posta al cento del Campo, è installata su una torre che si alza e si abbassa, arrivando a decine di metri di altezza. La stessa altezza che si raggiunge tra l’anello inferiore e quello superiore di Moray. Quando si dice il caso fortuito………….. !!!

( Tratto da : LA PREISTORIA ATOMICA – Anguana Edizioni , Sossano -VI )

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...