LA VENTILAZIONE FUNERARIA DELLE PIRAMIDI DI GIZA

Di Fabio Garuti

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Certo che per essere le Tombe dei Faraoni a Giza, chi ha costruito le tre famose piramidi aveva le idee per lo meno confuse. Tanto confuse da aver previsto, nella Grande Piramide, anche alcune condotte di ventilazione che dall’interno del maestoso edificio arrivano fino all’esterno. Lavoro minuzioso, difficilissimo ed ancora incompreso, dato che a tutto, ma proprio a tutto si è pensato, tranne che all’utilizzo assolutamente più logico del tutto, come vedremo. Ne parlai più di un annetto fa e sembrava una specie di eresia archeologica, adesso, invece, i tempi stano rapidamente cambiando, per fortuna, e quindi ripropongo il tutto, certo di incuriosire appassionate ed appassionati.
Innanzitutto una considerazione : delle Piramidi di Giza si parla molto, ma non di tutti i possibili argomenti: tattica furba, ed anche parecchio. Alcuni argomenti vengono evitati come la Peste di Manzoniana memoria. Uno è quello riguardante il Faraone Micerino, un altro è quello riguardante la posizione delle Camere funerarie dei Faraoni ( ed eventualmente delle Regine) e l’ultimo è quello riguardante le condotte di ventilazione della Grande Piramide cosiddetta di Cheope. Ci sarebbero anche altre questioni, ma soffermiamoci su queste tre, partendo sempre dal dato “ufficiale” : si tratta di tre tombe, edificate da tre faraoni imparentati tra loro ( nonno, figlio, nipote ) con il nonno che si è fatto costruire un colosso immenso ed il nipote, il terzo della lista, che si è fatto edificare un surrogato di piramide. Il resto già lo sapete. E tutte le altre piramidi sparse per il Pianeta , ben oltre il migliaio ? Non “se ne parla” e quindi “non esistono”. Sano realismo dogmatico-archeologico-censorio.
Veniamo ai nostri tre argomenti : 1) la piramide di Micerino è minuscola, fuori asse, e rispetto alle altre due non ha alcuna dotazione particolare. Ma che l’hanno edificata a fare ? E poi così vicina alle altre due ? Come a voler rimarcare per l’eternità di essere stato il più scalognato dei tre e per giunta dotato di architetti a dir poco strampalati. 2) Nella piramide di Cheope c’è non solo la Camera Funeraria del Re, ma anche quella della Regina, ad una certa altezza. In quella di Chefren manca già la Camera della Regina , (e vabbè, probabili dissapori coniugali), e la stessa Camera del Re è andata a finire a piano terra. In quella di Micerino manca ovviamente la stanza della Regina, (tale padre tale figlio, medesimi dissapori coniugal-familiari) ma la stessa Camera del Re sarebbe a sei metri circa sotto terra. Sprofondata stile scantinato, appunto. 3) Nella Piramide di Chepe ci sono condotte di ventilazione ( così le chiamano) che si dipartono dalle Camere del Re e della Regina. Si è detto di tutto, tra collegamenti stellari, puntamenti galattici, percorrenze siderali e quant’altro. Vengono di norma classificate come KCS, KCN, QCS e QCN ( King e Queen per Re e Regina, C per condotta e N ed S per Nord e Sud). Stranamente non si nota che tali condotte mancano completamente nelle altre due piramidi. Ma cosa significa ? Che senso ha ? Più costruivano e peggio era ? Addirittura ci sarebbe stata ( scusate l’ironia) una variazione sul tema : dal contatto con gli astri ( Camera del Re elevata a 30/40 metri e condotte puntate sugli astri) al contatto con le divinità sotterranee ( Micerino non ha condotte puntate verso le stelle e la Camera è una specie di autorimessa sotterranea). Ora, volendo ragionare seriamente, alla luce di quanto ho affermato, e che potete verificare con estrema semplicità, Vi sembra logico considerare questi tre edifici come tombe ? Francamente non credo sia possibile.
Le condotte di ventilazione potevano benissimo essere linee per vapore ad alta pressione, e non ci sarebbe nulla di strano. Una volta acclarato che non si tratta di tombe, che ce ne sono in tutto il Mondo, che il fattore acqua ed il fattore alte temperature sono evidenti dappertutto, perchè non considerare il “fattore vapore” ? Tanto per non andare a finire sempre sul ridicolo, e soprattutto cominciare a considerare il complesso di Giza per ciò che realmente è stato : un aggregato tecnico. Se poi vogliamo affermare che Micerino voleva risparmiare sulle spese piramidali, facciamo pure. Non è neanche più dogma archeologico.
E’ avanspettacolo puro. Mi inchino al mitico Lino Banfi, che di questa straordinaria Arte ormai semi-dimenticata è uno degli ultimi grandiosi vessilliferi.

(tratto da “L’Ombra di Orione sulla Storia dell’Umanità” – Anguana Edizioni. Sossano, VI)

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