LA CROCE CON 4 PUNTI, SIMBOLO DELLA RELIGIONE PRIMIGENIA

Di Valeria Putzu e Federico Melis

(Spanish Version)

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Nelle mie ricerche sulla preistoria mi sono imbattuta spesso in un simbolo che si ritrova rappresentato in varie culture, dalla Penisola Iberica, all’Africa, alla Sardegna, alla Romania/Bulgaria, con alcune variazioni è perdurato per millenni, lo ritroviamo infatti anche in area celtica, dalla Germania all’Islanda anche dopo l’avvento del cristianesimo. Come già avevamo visto per la scrittura Ogham, anche nel caso delle simbologie religiose e delle festività, i celti hanno assorbito culture a loro precedenti tramandandocene importanti informazioni. In Spagna casualmente ho trovato il simbolo in questione in due dei siti (Sierra de la Demanda e la zona di Alcantara di Caceres) dove sono presenti steli con testi in Ogham, a conferma che questa era una religione di un popolo che aveva in comune sistemi di scrittura, forme edilizie, conoscenze astronomiche (che spiegherò meglio in altri articoli che verranno), costumi e probabilmente lingua.
Ho indagato parecchio sul suo significato, in questo senso mi hanno aiutato a capire le più tarde rappresentazioni celtiche, e le relazioni, analizzate da Federico, coautore di questo articolo tra i calendari celtici ed il ciclo delle antiche festività sarde, rapportandole alla simbologia di certe pintadere , e sono arrivata alla conclusione che la croce con i quattro punti è un simbolo religioso/calendariale, nel senso che rappresentava sia il consesso degli dei di questa antica religione che un sistema di rappresentazione del tempo, che includeva anno e stagioni, ma anche settimana, punti cardinali e rapportava tutto in senso simbolico alla vita umana.
Le linee che costituiscono i bracci della croce rappresenterebbero le posizioni importanti del sole: solstizio d’inverno, equinozio di primavera, solstizio d’estate ed equinozio di autunno. I punti rappresenterebbero invece le posizioni importanti della luna: luna crescente, luna piena, luna calante e luna nuova (per questo motivo a volte l’ultimo dei punti, quello in alto a sinistra, che indica la direzione nord-ovest è rappresentato in modo più debole o è assente).
Ad ognuno di questi punti o linee viene associata una divinità con una sua festività specifica e un animale totemico ad essa associato, queste otto divinità formavano le 4 coppie primigenie. Vediamo quali erano queste festività, divinità e animali.
La barra verticale della croce, quella che indicava il nord corrispondeva alla data del 21 Dicembre, il Solstizio d’inverno, la nascita, o meglio rinascita del sole, l’alba. Era presieduta da un dio appunto solare il cui animale totemico era il leone (nelle religioni mediterranee più antiche questo dio corrispondeva a Ercole-Melquart). Vi era associato anche il primo giorno della settimana (Sunday in inglese, giorno del sole).
La festività seguente, il punto in mezzo tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, non aveva associata una data precisa, era la settimana di luna crescente centrale nel periodo intermedio tra le due date solari e simbolizzava l’infanzia, presieduta da una divinità vergine e lunare, il cui animale totemico era il cervo. Anche attualmente si celebra questa festività dell’infanzia verso il mese di Febbraio, il carnevale, a cui ancora oggi non è associata una data precisa, ma la data varia ogni anno in funzione degli allineamenti della luna. Il giorno corrispondente della settimana era il lunedì, giorno della luna.
La barra orizzontale che indicava l’est corrispondeva all’equinozio di autunno (negli equinozi il sole sorge esattamente a est), corrisponde alla mattina, all’adolescenza, periodo in cui i giovani sono particolarmente combattivi. Il dio associato a questa festività era una sorta di dio-montagna che governava i terremoti e anche alcuni aspetti della guerra, il suo animale totemico era il cinghiale (nelle religioni mediterranee più antiche questo dio corrispondeva a Atlante, poi sostituito in parte da vari dei responsabili ognuno di un aspetto del dio iniziale Efesto, Poseidone e Ares), il giorno della settimana a lui associato era il martedì.
La coppia del dio montagna era la dea madre, la madre terra, la dea della fertilità. In onore di questa dea si celebravano riti di fertilità, con accoppiamenti rituali, sopravvissuti fino alle feste celtiche del beltane, che si svolgevano in generale al primi di Maggio, in occasione della luna piena. Queste feste sono state traslate in chiave Cristana nella Pentecoste, periodo in cui si solevano celebrare i matrimoni. L’animale totemico associato a questa divinità era in origine l’orsa, poi sostituita dalla vacca/toro (spiegheró il motivo in un secondo tempo). Non c’era un giorno della settimana associato in quanto i giorni della settimana erano associati ai pianeti esterni alla terra, mentre il pianeta associato a questa divinitá era proprio la terra.
Nella seconda parte dell’anno le relazioni si invertono: le dee hanno connotazioni solari, mentre gli dei assumono la parte lunare, una par condicio così radicale in tempi moderni è ancora difficile da raggiungere.
Il solstizio d’estate cadeva sotto la protezione di una dea protettrice della famiglia e a cui si rivolgevano in genere le donne incinte (probabilmente perché in questo periodo ci si rendeva conto degli effetti delle cerimonie di Maggio), a cui erano sacre le acque e le fonti, inventrice della medicina, il cui animale sacro era il serpente. Tale dea nelle religioni più patriarcali delle epoche seguenti è stata spesso sostituita con divinità maschili, Mercurio o Asclepio, nei cui scettri si può notare il serpente, il giorno della settimana associato è il mercoledì.
Il suo sposo era il dio delle acque atmosferiche, dei fulmini e delle tempeste, a cui era associata una festività che cadeva in Agosto, in cui probabilmente si richiedevano piogge per i campi assetati. Questa coppia divina diventa sempre più importante con il passare dei secoli, tanto che in varie religioni seguenti diventano gli dei principali. L’animale totemico é l’aquila, che secondo romani e greci non poteva venire colpita dai fulmini e il giorno della settimana associato era il giovedì.
Arriviamo quindi all’ultima coppia con la divinità solare femminile protettrice dei raccolti, delle messi, della vendemmia una sorta di Demetra/Proserpina in cui con la raccolta dei frutti si prefigura la morte della pianta e la preparazione della natura per l’inverno. A partire dall’equinozio d’autunno (l’asta della croce rivolta a ovest, verso il punto in cui tramonta il sole in questo periodo) infatti le giornate si fanno sempre più corte e la natura si prepara per il riposo invernale, le foglie ingialliscono, metafora anche della vecchiaia umana. L’animale associato a questa divinità non è ben chiaro,probabilmente in origine era una specie di uccello, più avanti si evolve in un essere alato, una sorta di angelo. Il giorno della settimana associato era il venerdì.
Infine l’ultima festività si celebrava ai primi di Novembre e, come si sarà capito dalla divinità femminile precedente, sua sposa, era la festa dei morti, l’assenza di vita anche nella rappresentazione della fase lunare corrispondente, la luna nuova. L’animale associato era il cane o il lupo, che in molte religioni viene assurto a custode degli inferi (Cerbero) e il giorno della settimana associato era il sabato /Saturday del pianeta saturno.
Le fotografie inserite sono rispettivamente: -Fotografia di Eliseo López dalla Sierra de la Demanda, Burgos. – di Alberto Durán Sánchez da Charca de Cueto, Caceres. – di Lina Scarpa e Marcello Cabriolu, da Fordongianus. – il famoso concio di Nurdole, la foto è reperita da internet e ignoro l’autore, chiedo venia per non citarlo adeguatamente – di Cristiana Antonovici: retro della Sfinge di Bucegi, Romania. – cultura protoBattriana (una zona tra gli attuali Turkmenistan, Uzbekistan e Afghanistan), 2300 A.C. foto reperita in internet . – calendario Celta.

Chi volesse approfondire il tema del calendario/pintadera troverà maggiori informazioni nel libro di Leonardo Melis, I custodi del tempo, P.T.M. Editrice, 2008.

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3 pensieri su “LA CROCE CON 4 PUNTI, SIMBOLO DELLA RELIGIONE PRIMIGENIA

  1. Articolo molto interessante. Personalmente mi sono imbattuto in questi simboli in diverse case antiche costruite sui monti dell’appennino tosco-emiliano.

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