LOGICA BIOLOGICO-ARCHEOLOGICA – PARTE I

Di Fabio Garuti

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Mi è stato chiesto di riprendere l’argomento relativo alle trasformazioni biogenetiche che, in tempi molto remoti, hanno interessato diversi vegetali, soprattutto in Centro-America, ed in particolare per quanto attiene al MAIS, od anche Granturco. Le caratteristiche di tale diffusissimo e fondamentale vegetale sono tali da lasciare assolutamente allibiti; vediamole insieme brevemente, premettendo fin d’ora che una vera e propria analisi d’insieme ,in tal senso, non è mai stata presa, a mio avviso, nella dovuta considerazione.

  1. del Mais abbiamo notizie certe già dal Sedicesimo Secolo, e la pianta si presentava allora nella forma e con le caratteristiche che conosciamo oggi. Ovvio che all’epoca non si fosse assolutamente in grado di operare nel campo della bio-genetica.
  2. Precisi e circostanziati studi compiuti proprio in Centro America hanno dimostrato che questo vegetale è letteralmente “spuntato dal nulla” diverse migliaia di anni fa, al pari di tanti altri vegetali. Possiamo quasi parlare di una sorta di “primavera biologica planetaria”, diciamo….
  3. Il mais non si riproduce autonomamente. Un dato molto importante, anzi, basilare. Necessita dell’intervento dell’uomo, e questo dato basta già a dimostrare che non si tratta di una pianta naturale, in quanto la Natura non prevede ovviamente un intervento in tal senso, non scherziamo. I semi sono troppo pesanti per disperdersi lontano dalla pianta – madre, cosa che provocherebbe un sovraffollamento , con conseguente soffocamento, delle neo-piantine. I semi sono attaccati alla pannocchia in modo talmente forte da necessitare di una apposita operazione di distacco, sempre da parte di mano umana. Detti semi sono letteralmente avvolti in foglie talmente strette attorno alla pannocchia, da necessitare a propria volta di una apposita operazione di “sbobinamento”. Lasciata sulla pianta, senza essere raccolta, la pannocchia marcisce, senza produrre alcunchè.

Ne converrete con me che tutto ciò non ha alcun senso : è un vegetale studiato per soddisfare i bisogni alimentari degli Esseri Umani, e sostenere il contrario sottende automaticamente il sostenere che la Natura avrebbe previsto ( già nel Sedicesimo secolo, badate bene ) un vegetale che si auto-estinguerebbe senza l’intervento umano. La logica ? Sempre lo stesso discorso affrontato ormai tante volte a proposito della archeologia. Piuttosto la ovvia domanda : come è avvenuto tutto ciò ? ne riparleremo, anche se una volta tanto siamo stati “fortunati”: alcune immense strutture ( come ad esempio a Moray, in Perù ) sarebbero rimaste sostanzialmente incomprese, ove non fossero state “copiate” negli anni Cinquanta, (con risultati peraltro non certo lusinghieri), per fare un qualcosa che penso abbiate già intuito : modificare bio-geneticamente i vegetali con l’ausilio di una fonte di energia nucleare….Ne riparleremo ovviamente.
(tratto da “La Preistoria Atomica – lungo la Linea di Orione” – Anguana Edizioni . Sossano –VI )

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