ARCHEOLOGIA LITICA – LE ‘H’ DI PUMA PUNKU

Di Fabio Garuti

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Archeologia litica, ossia in pietra; ma non parliamo di megaliti, monoliti, eccetera, bensì di enormi lettere dell’alfabeto in pietra dura. Avete presente l’espressione “non ci capisco un’Acca”? Ebbene, l’archeologia ufficiale brancola letteralmente nel buio, o meglio, tra le nebbie del solito Neolitico per quanto riguarda proprio le enormi “H” in pietra, a Puma Punku, Bolivia.
Non sono improvvisamente impazzito, tutt’altro, e vi spiego subito: Puma Punku, Bolivia, ad oltre 3.800 metri sul livello del mare, luogo facente parte del sito archeologico di Tiwanaku, ufficialmente edificato, a cavallo tra il Quinto ed il Sesto secolo dopo Cristo dagli Aymara, una Popolazione locale i cui discendenti, come al solito quando si tratta di siti particolari, stranamente (!!!) non hanno la più pallida idea di chi, tra i propri avi, abbia edificato il tutto. Ci siamo abituati; qualcosa di molto simile lo riscontriamo tra gli attuali discendenti degli Inca che non hanno alcun ricordo, neanche a livello di mito o di leggenda, della edificazione da parte dei propri avi dei siti di Cuzco e di Moray, ufficialmente edificati solo qualche secolo prima dell’arrivo dei Conquistadores Spagnoli, tanto per essere chiari. Andiamo avanti.Si tratta a mio avviso della più colossale e palese testimonianza di una Civiltà molto antica, di cui non si ha più alcuna notizia, e tecnologicamente ben più avanzata anche della nostra attuale. La tecnologia espressa in quel luogo risulta essere talmente inspiegabile da aver reso la stessa edificazione delle piramidi di Teotihuacan, Giza e X’ian una sorta di gioco da ragazzi (espressione non certo mia bensì coniata da alcuni ingegneri edili Statunitensi e Tedeschi che hanno visionato a lungo il sito). Ovviamente l’archeologia ufficiale nicchia (non è una critica ma solo una doverosa constatazione) mentre invece la ricerca indipendente può e deve andare oltre. Vediamo come:
A Puma Punku è stato posto in essere un sistema edilizio senza precedenti, senza ulteriori esempi sul pianeta Terra e soprattutto mai più imitato. Una sorta di gigantesco sistema di assemblaggio, (tipo gioco dei mattoncini in plastica per intenderci), mediante enormi “H” in pietra molto dura che fungevano da raccordi intercambiabili per assemblare blocchi in pietra sapientemente squadrati ed a dir poco ciclopici. Geniale, semplicissimo e soprattutto assolutamente naturale, ma impossibile da realizzare anche oggi. Si tenga anche presente che la cava da cui vennero estratte le enormi pietre non era proprio vicina al sito, per cui ulteriore ed insormontabile complicazione. Spiace dirlo, ma la spiegazione ufficiale a tutto ciò, ossia che si sia trattato, circa millecinquecento anni fa, della citata popolazione Aymara , mediante l’utilizzo di strumentazioni assolutamente semi-primitive, è roba da avanspettacolo che non merita neanche un commento. Mi spiace, ripeto, parlare in questi termini, ma francamente sarebbe molto meglio ammettere candidamente che non si sa dare una risposta e che qualcosa non quadra, proprio per niente, nella Storia ufficiale del Pianeta, piuttosto che sparare talune evidenti castronerie.
Ingegneri Tedeschi e Statunitensi, dicevo, concordano sul fatto che si sia trattato di una tecnologia straordinaria, in un sito poi abbandonato quasi certamente a causa di un terrificante evento sismico che ha distrutto ogni edificio. Altro dato, a parte le grandi “H” che fungevano da raccordo, ci viene fornito da un gigantesco lastrone in pietra, spezzato in tre o più parti, il cui peso complessivo viene stimato in circa ottomila tonnellate, un qualcosa di quasi inconcepibile per noi. A parte tutto ciò, sorgono inevitabilmente alcune riflessioni: a quando risale il sito? Non si sa. Chi lo ha edificato? Non si sa. Ogni ipotesi è ovviamente da vagliare.
In ogni caso, come sempre, prima di rispondere, o di tentare di rispondere a tali due quesiti afferenti il chi ed il quando, cominciamo ad asseverare l’esistenza, in tempi assai remoti, di una civiltà che disponeva di tecnologia molto avanzata.
Sarebbe anche ora, non Vi pare?
(tratto da: L’Ombra di Orione sulla Storia dell’Umanità – Anguana Edizioni – Sossano – VI)

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