LA SARDEGNA ED IL NORD EUROPA : I MENHIR.

di Fabio Garuti

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Care Lettrici e Lettori, Appassionate ed Appassionati , inizio oggi un percorso che, per chi sia interessato , dalla Sardegna ci porterà nel Nord Europa, in età precedente al Secondo Millennio avanti Cristo, al fine di dimostrare come la Civiltà Sardo – Nuragica (termine per ora vago ma “aggiusteremo il tiro” ) abbia avuto contatti notevoli appunto con l’Europa Settentrionale. Tanto stretti da aver dato vita non solo ad una Civiltà, ma anche ad un fenomeno Storico vero e proprio , entrambi ben caratterizzati ed identificabili, e soprattutto ben precedenti sia alla Storia della Grecia Antica che a quella di Roma. Argomento complesso, innovativo, dalle forti perplessità, (e lo comprendo), ma valutabile grazie a fattori di riscontro che avrete modo di valutare personalmente, stante una assoluta mancanza, fino ad oggi, di riscontro bibliografico in merito. Cercherò di ripercorrere insieme a Voi, come ho fatto in occasione di altre Ricerche, il Modo di Agire seguito, al fine di giungere ad un risultato verificabile. Una considerazione doverosa : Appassionate ed Appassionati. Senza il loro aiuto , senza migliaia di immagini,( in particolare un ringraziamento sentito alle Signore Francesca Pisano e Giusy Perra) commenti, riflessioni ed incoraggiamenti, senza la loro passione, non ce l’avrei fatta. Un aiuto prezioso ? Di più. Impossibile citare tutti: mando loro un unico e sentito Grazie.
La partenza della ricerca è scaturita da un elemento inusuale, ossia la “Incongruenza”, od il “non logico” . Si tratta solo di un punto di partenza, di un inizio, ma da percorrere, cercando prima ogni indizio atto a confermare l’incongruenza di base, e poi ogni possibile riscontro obiettivo, al fine di poter formulare e proporre, solo dopo queste varie fasi, una Teoria percorribile. Come trovare indizi prima e riscontri poi che inducano a proseguire nella Ricerca ? Edifici, usi, costumi, reperti di altro genere, nomi, lingue moderne ed antiche, organizzazione sociale, aspetti votivi e religiosi, analisi satellitari, datazioni, testi ed ogni altra sorta di “tessera del puzzle” , ma tutto non più in un ambito locale e circoscritto, ma secondo una visione più vasta. In questo caso non dico Planetaria, ma certamente Continentale sì. Dunque, nel caso della Sardegna una considerazione di partenza :
Ma possibile che non esistano analisi Storiche od Archeologiche ( in questo caso c’è purtroppo comune scarsità di informazioni ) dei contatti tra Civiltà Sardo-Nuragica ( per ora ancora un termine vago ) e Nord – Europa (altro termine per ora ancora vago) ? Possibile che le prore delle navi Sarde veleggiassero solo verso Oriente o verso le Coste Spagnole , o Nord-Africane e viceversa ? E da e per il Nord – Europa niente ? Per migliaia di anni ?
Illogico. Ebbene, da questa considerazione si può partire alla ricerca di qualche indizio in tal senso che, ove incoraggiante, ci porti a cercare i riscontri : le prove certe. Primo indizio i MEN-HIR, cui ne seguiranno altri. Poi,dopo gli indizi, i riscontri e le prove a sostegno. Partiamo dai primi.
I MEN-HIR . Come potete osservare dalle immagini allegate, parliamo di grandi pietre, (o Megaliti, dal Greco grande pietra , appunto) dette in Lingua Bretone antica MENHIR . Il termine scaturisce dall’unione di MEN ed HIR , ossia lunga – pietra. Di datazione complessa e non certa, solitamente identificata tra il Quarto ed il Secondo Millennio avanti Cristo, i Menhir erano pietre piantate per terra, a volte anche in veri e propri gruppi anche assai numerosi, ed avevano soprattutto una importante funzione rituale, a quanto ne sappiamo, o possiamo dedurre. Ciò che ci interessa sono però, accertata anche visivamente una somiglianza decisiva, altre considerazioni:
1) Se ne trovano notevoli quantità, ancora oggi, in Britannia, in Bretagna, in Sardegna, ed anche, ma in numero inferiore, nella Penisola Iberica e nel bacino del Mediterraneo. Chiariamo che Britannia ( con le varie Isole Britanniche) e Bretagna sono due termini simili, solo che il primo identifica l’odierna Gran Bretagna,mentre il secondo identifica il Nord Ovest della attuale Francia. A parte il nome, è la quantità di Menhir ,oltre che le dimensioni, a rendere chiaro il fatto che essi fossero tipici del Nord Europa e che proprio in Sardegna avessero avuto notevole sviluppo, il che è indice di contatti importanti in età molto antica.
2) Dimensioni : il più grande Menhir, purtroppo rotto, è quello Bretone di Locmariaquer, alto circa una ventina di metri, mentre in Sardegna se ne trovano di varie dimensioni. Ne analizzeremo a fondo uno in particolare : quello famosissimo di Mamoiada. Nello specifico quello Bretone citato è certamente il più grande innalzato nel Nord Europa, dal peso di oltre trecento tonnellate; in Lingua Bretone è detto la Pietra delle Fate ( Men-er-hroeec’h )
3) la considerazione è d’obbligo : ma se i menhir indicano rapporti non certo superficiali, in quanto si tratta di importanti raffigurazioni a scopo votivo o propiziatorio, come mai non si registrano altre forme storiche od archeologiche di contatti successivi ? Eppure con Nord Africa e Penisola Iberica, del pari interessate dal fenomeno dei Menhir, ( in maniera addirittura molto meno incisiva ) , i rapporti, anche in epoca ben successiva, sono proseguiti e possono essere ben documentati e dimostrati. Come mai tra Sardegna e Nord Europa si registra tale brusca ed inspiegabile interruzione ? Ecco, analizzato un primo indizio, l’ulteriore confermarsi del dubbio logico iniziale. Ne capiremo qualcosa di più, nel prosieguo, con l’analisi, territorialmente ancor più dettagliata, di ulteriori indizi.
4) ma analizziamo un Menhir Sardo particolarmente interessante : quello di Mamoiada, ( Sardegna Centrale ) detto anche Stele di Boeli o Sa Perda Pintà. Reperto splendido, in granito, alto 2,67 metri, si caratterizza per una peculiarità unica al Mondo : reca incise nella pietra diverse serie di cerchi concentrici perfettamente realizzati, quasi sia stato utilizzato un “compasso da pietra” per così dire. Cerchi concentrici, badate bene, e non spirali , o labirinti od altro. Il distinguo non è secondario e ci sarà utilissimo, in sede di riscontro, dal momento che sul fenomeno dei cerchi concentrici esistono, a livello ufficiale, solo ipotesi e nessuna certezza.

(Tratto da SARDEGNA : PAGINE DI ARCHEOLOGIA NEGATA . Anguana Edizioni – Sossano – VI )

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