ARCHEOLOGIA ALFABETICA SU BRONZO

Di Fabio Garuti

18026_802261419890750_9173261661614933319_n 10150752_802261353224090_3342461091714864929_n

Abbiamo più volte parlato di utilizzo dell’ Alfabeto Ogham da parte della Antica Civiltà Sarda. Basandoci sugli ormai tanti raffronti possibili tra Scozia e Sardegna, (ed anche penisola Iberica, a completare il quadro Nord Europeo dei contatti tenuti in età pre – Celtica dagli Antichi Sardi), non stupisce la considerazione che in tali Territori venisse utilizzato, in origine, un unico Alfabeto, poi modificato in età successive. A parte il contatto, dicevo, tra Sardegna e Scozia, già ulteriormente dimostrato, il tutto riveste grande importanza anche in considerazione del fatto che, a detta della archeologia ufficiale, i Sardi non hanno utilizzato alcun alfabeto prima dell’arrivo dei soliti Fenici. Ovviamente non è così, e l’utilizzo , chiarissimo, dell’Ogham appunto, ne costituisce smentita evidente. Fino ad oggi ci siamo occupati di iscrizioni su pietra, ma ecco un fatto nuovo, dai risvolti purtroppo molto gravi, ma che ci permette comunque di trarre per fortuna importanti riflessioni. Vediamo di cosa si tratta :
Sono state pubblicate le immagini relative a diversi Bronzetti Sardi, ovviamente trafugati dai rispettivi ed originari siti archeologici di appartenenza, che andranno all’asta a fine mese a Londra, in Inghilterra. Al di là della gravità della vicenda (tesori della Storia e della Cultura Sarde trafugati, ripeto, e venduti a privati) che priva Tutte e Tutti noi di un patrimonio inestimabile, sia per bellezza che per importanza storico-archeologica, ed al di làdi tutte le azioni allo studio per cercare di porre rimedio ad uno scempio e ad un depauperamento francamente non più tollerabili, ci restano per fortuna, almeno per adesso, immagini di straordinaria importanza.
Il bronzetto identificato nel catalogo d’asta al Numero 1 è davvero molto interessante e significativo. Chiarendo fin d’ora che ben difficilmente può trattarsi di un falso (cosa non infrequente in casi similari) in virtù delle caratteristiche che spiegheremo a breve, analizziamo le incisioni sul mantello della figura in bronzo :
si tratta di Alfabeto Ogham (lineare orizzontale antico, di cui già ci siamo occupati in diversi articoli) molto ben trascritto, chiarissimo, traducibile in base a raffronti con l’identico Ogham Pittico del Nord della Scozia, ed unico nel proprio genere. Quali le valutazioni del tutto ?

  1. Come dicevo, ben difficilmente si tratta di un falso : l’Ogham è chiarissimo, intellegibile, antichissimo e perfettamente in linea con altre iscrizioni, su pietra, reperite sia in Sardegna ( Antica Civiltà Sarda ) che in Scozia ( Popolo dei Pitti ). Periodo pre-Celtico. Un eventuale falsario dovrebbe conoscere perfettamente l’Ogham , i relativi raffronti con la Scozia e districarsi su un argomento ancora non trattato a livello ufficiale, almeno per quanto riguarda la Sardegna.
  2. La similitudine con le iscrizioni su pietra è stupefacente, e costituisce una prova unica nel proprio genere. Soprattutto conferma che le iscrizioni Ogham di cui abbiamo parlato a proposito di Antica Civiltà Sarda, non sono frutto di fantasia.
  3. Ho tradotto il testo, e la relativa disamina verrà affrontata in un articolo a parte. Per cui non simboli “in libertà” ma parole chiare e comprensibili. Ancora oggi.
  4. Ancora una prova (l’ennesima ed altrettanto decisiva) dei rapporti tra Sardegna e Scozia (e naturalmente Penisola Iberica, sempre passaggio obbligato, e non solo, tra i due Territori)
  5. La Antica Civiltà Sarda, in età ben pre-Fenicia, pre-Greca e pre-Romana, aveva ed utilizzava un Alfabeto. Addirittura, come vedremo in futuro, ha utilizzato varie forme di scrittura, cosa peraltro più che logica considerando migliaia di anni di Storia Sarda, appunto.
  6. Consentitemi almeno una (non di più) considerazione un tantino sarcastica: visto che qualche buontempone ventilava l’ipotesi, assolutamente risibile, che i simboli grafici Ogham su pietra reperibili praticamente dappertutto in Sardegna, (soprattutto nei pressi dei Nuraghi), fossero stati causati in epoca moderna da aratri meccanici o da pale meccaniche, viene voglia di chiedersi se questi altri ed identici simboli, stavolta su un bronzetto, siano stati lasciati magari da un micro o da un mini-aratro meccanico tele o radio-comandato.

Un reperto straordinario, dunque. Chissà quanti altri ce ne sono e quanti altri sono stati trafugati. Inutile dire che il danno al patrimonio Sardo è inestimabile. Questo reperto ne è una dimostrazione purtroppo più che probante.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...