IL PUGNALE DI TUTANKHAMON – PARTE I

Di Fabio Garuti

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Nel Paleolitico o giù di lì abbiamo già trovato Piramidi gigantesche, simili ed in Linea Planetaria, materiale resistente a temperature elevate, lampade, lampadine di ogni genere (filamento corto e lungo), batterie, strane trombe che provocano black out elettrici, strane cerimonie che ricordano l’inserimento di barre rotonde in fori appositi (cerimonia del Fuoco Nuovo), aeroplanini, alianti in miniatura, e così via, oltre naturalmente a “scalpellini” dalla capacità mostruosa in grado di effettuare fori precisissimi di pochi millimetri nella durissima diorite (Puma Punku), ci resta “scoperto” un argomento importante : e l’ossidazione dei metalli ? Ebbene, erano in grado di creare metalli INOX. La prova ? Vi servo subito: dunque, si tratta di un pugnale di circa 15 centimetri, bellissimo, reperito nella tomba di Tutankhamon (nel 1922) creato con una lega di Nichel e Ferro. Ebbene, dopo oltre 3.000 anni nessun segno di ossidazione, e neppure oggi, dopo quasi 100 anni dal ritrovamento. Eppure, a lungo andare, i segni di ossidazione e/o ruggine dovrebbero pur esserci. Ma sarà il solito caso fortuito (scusatemi l’ironia)…………….aggiungiamolo a tutti gli altri.

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