LA CIVILTA’ DEI CUCUTENI

Di M.Rita Moi

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In Ucraina, furono portati alla luce i primi segni di questa civiltà che risale al 5000 a. C. Vale a dire a prima dei Sumeri, considerati tra le più antiche culture dell’Europa e del vicino Oriente. Anzi, alcuni studiosi fanno risalire proprio ai Cucuteni l’origine, fino ad oggi misteriosa, dei Sumeri, comparsi sui monti a nord della Mesopotamia intorno al 4000 a.C. Altri archeologi ipotizzano che ad essi sia riferibile addirittura il mito di Atlantide, ma da dove derivano i Cucuteni è ancora un mistero. Di questi temi già si discuteva nel 1889 in un congresso convocato a Parigi per presentare alla comunità scientifica internazionale le prime scoperte sui Cucuteni: le belle ceramiche dipinte con motivi a spirale (simbolo degli Shardana) e le statuette di terracotta raffiguranti donne, uomini e animali. Congresso a cui parteciparono nomi mitici dell’archeologia: da Schliemann a Evans, da de Mortillet a Montelius, i quali convalidarono il legame tra le scoperte dei Cucuteni e quelle del bacino egeo e dell’Asia Minore.

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Messico: La piramide di Kukulkan nel sito di Chichen Itza rivela un segreto per gli scienziati

Di E.din: la terra degli anunnaki

L’articolo desta molto interesse e va analizzato con estrema attenzione. Gli elementi ritrovati in quest’ultimo anno sul sito in oggetto (le tracce di mercurio e la presenza di un bacino d’acqua sotterraneo) potrebbero fornirci dei tasselli molto concreti per tutte quelle ipotesi che vedono nelle strutture piramidali di un certo calibro, un funzionamento diverso dal semplice edificio a scopo cerimoniale. Tutti questi elementi potrebbero rafforzare il pensiero di una struttura atta alla produzione di energia o che possa riferirsi a funzioni associate alla ionizzazione (come letto in altri recenti precedenti articoli)? Chichen Itza può essere l’esempio più lampante e pratico di come, attraverso prove più “fresche” e “incontaminate” dal punto di vista cronologico, rispetto alla “sorella più anziana” di Giza(?), di come tali strutture possano celare in se fortemente e concretamente una testimonianza di un’avanzata conoscenza tecnologica nel passato? Di sicuro, tutte queste ultime scoperte continuano a stridere sempre (e forse di più) con quanto venga continuamente affermato dalla scienza accademica, che vede, anche in questo caso specifico nella presenza di acqua, una funzionalità prettamente magica e simbolica. Lecitamente, può anche essere logica conclusione a certi prerequisiti di assunzione, ma per il mercurio come la mettiamo? Lo tralasciamo? O come in altre innumerevoli occasioni, più semplicemente lo ignoriamo? Forse sarebbe stato meglio che non fosse stato li…….. Continua a leggere

GLI OBELISCHI COME IONIZZATORI?

Di Diego Berzaghi

Si Ringrazia il gruppo facebook Impronte degli Dei (https://www.facebook.com/groups/1421044901507794/) nella persona di Miry Bell per la gentile concessione nel pubblicare l'articolo

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Gli obelischi funzionano in base a un identico principio.
Sono pilastri fatti di pietra cristallina con un pyramidion in oro, argento o rame posto sulla sommità, e sono siti al di sopra di acque sotterranee.
Un obelisco è di fatto uno ionizzatore d’aria.
Il succitato principio è stato applicato ad antiche chiese e moschee, costruite utilizzando pietra dall’elevato contenuto cristallino.
Campanili e cupole di chiese e moschee erano in massima parte fatte di rame, argento od oro, e quasi tutte queste antiche costruzioni venivano situate al di sopra di corsi d’acqua sotterranei – fonti naturali di ioni negativi.
Anche all’interno di queste chiese e moschee è avvertibile una proficua ionizzazione negativa.

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LA TEORIA DI TESLA APPLICATA ALLE PIRAMIDI

Di Diego Berzaghi

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Lo scienziato sosteneva che la Terra è un’armatura di condensatore sferica, mentre la ionosfera rappresenta l’altra armatura.
Recenti misurazioni hanno determinato che la differenza di tensione fra la Terra e la ionosfera è pari a 400.000 volt. Le linee di forza della carica elettrica più i campi provenienti dal Sole agiscono verticalmente sui lati della piramide. Equipotenziali magnetici manifestano una grande densità del campo magnetico in cima o al vertice della piramide.
La tensione del campo elettrico aumenta di 100 V/m in concomitanza con l’altezza.
Il campo negativo terrestre raggiunge la massima intensità e densità in corrispondenza del vertice della piramide.
Alla sommità della Piramide di Cheope (altrimenti nota come la Grande Piramide o Piramide di Khufu) vi è una tensione enorme. La Piramide di Cheope dispone di una propria capacità elettrica, la prerogativa di accumulare un certo quantitativo di carica elettrica.
Se sulla piramide converge troppa carica elettrica, quella in eccedenza si scarica presso la sommità.
Secondo alcune voci, in origine il vertice della Piramide di Cheope consisteva in un pyramidion in oro massiccio – un eccellente conduttore.
La tensione alla sommità della struttura dipende esclusivamente dall’altezza, e questo è il motivo per cui Tesla predispose una torre, una struttura che si elevava in altezza; optò per una forma piramidale a otto lati, ma poteva essere una piramide a quatto lati, una con innumerevoli lati, un cono, la tensione sarebbe stata la medesima in ogni caso.
La forma simmetrica della struttura ne avrebbe accresciuto la stabilità statica e la resistenza a fenomeni sismici.
Per quale motivo Tesla fabbricò una sfera, di ventuno metri di diametro, sulla cima della torre piramidale?
Cosa si realizzò con tale iniziativa?
Il fatto che la sfera fosse priva di punte comportava che la tensione si sarebbe distribuita in modo uniforme sulla sua intera superficie.
La tensione scaricata dal vertice della piramide sarebbe stata acquisita dalla sfera, aumentando in tal modo la capacità elettrica complessiva dell’intera torre.
Invece di verificarsi presso un punto alla sommità della piramide, la scarica si sarebbe prodotta presso numerosi punti su tutta la superficie della sfera.
La conclusione è che aggiungendo la sfera al vertice della piramide, la capacità elettrica del dispositivo sarebbe risultata accresciuta, il che avrebbe aumentato la possibilità di generare fulmini di gran lunga più potenti.
La Wardenclyffe Tower di Tesla fu progettata per elettrificare l’atmosfera in un baleno e produrre un temporale accompagnato da pioggia, nonché per fungere da mezzo per una comunicazione senza fili su scala mondiale.
Per nostra grande disdetta, la torre non venne mai ultimata; fu smantellata nel corso della Prima Guerra Mondiale. Tesla non ebbe mai occasione di effettuare gli esperimenti che aveva pianificato a Long Island, né di applicare l’ingegneria della pioggia in condizini desertiche
Qual era la funzione delle piramidi?
Produrre fulmini?
Niente affatto. Le piramidi hanno funzionato per millenni, e continuano a farlo, come generatori di ioni negativi.
Allo scopo di ionizzare costantemente l’aria circostante, le piramidi dovevano essere collegate a una fonte permanente di ioni negativi.
Come si è ottenuto tale scopo?
Dove si trovano le linee ‘elettriche’ che conducono alle piramidi?
La Piana di Giza nasconde acque sotterranee in abbondanza. Grossi fiumi sotterranei che scorrono attorno alle piramidi sono zeppi di ioni negativi e, tramite l’effetto piezoelettrico, ‘traspondono’ questi ioni a ciascuna piramide, la quale quindi li accumula e scarica l’eccedenza presso la sommità.
Tutte le piramidi della piana sono costruite con pietra a elevato contenuto di cristallo, in grado di legare le cariche elettriche derivanti dall’acqua quando questa, nel sottosuolo, esercita una pressione meccanica contro il cristallo stesso.
Se esponiamo il cristallo a deformazione meccanica, cariche elettriche orientate compaiono in superficie – fenomeno noto come effetto piezoelettrico. Il cristallo rappresenta il convertitore di energia meccanica in energia elettrica.
In virtù del costante processo di carica e scarica della piramide, che viene caricata elettricamente dai fiumi sotterranei, la piramide stessa si contrae e si espande, determinando continui microterremoti

SHIVA LINGAM – SHALINGRAM

Di E.din: La Terra degli Anunnaki

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In questo mito sono racchiusi molti indizi: tra la presunta antica tecnologia delle energie vibrazionali e purificatrici (l’utilizzo del quarzo cristallino), agli eventi catastrofici degli spostamenti continentali.Il sito delle Barabar Hills è stato costruito per questi motivi?L’ultimo Lunedì del mese sacro di Shravan è considerato un giorno propizio nell’induismo. Oggi Hindu prega il Dio Shiva, il creatore e distruttore dell’universo. In precedenza gli uomini, soprattutto indù, ritenevano che la fertilità in tutti gli esseri fosse “Il Dio” e quindi gli indù iniziarono ad adorare lo Shiva Lingam, per ricevere la benedizione dal Dio per la fertilità e bambini sani.
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LO ZED EGIZIO. O FORSE NON SOLO EGIZIO ? – PARTE I

Di Fabio Garuti

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Lo ZED, o DJED, è un oggetto su cui sono stati versati letteralmente oceani di inchiostro. Raffigurato e riprodotto molto spesso nell’antico Egitto, è costituito da una sorta di colonna rastremata ( ossia base più larga che va restringendosi) con di norma quattro barre trasversali poste nella parte superiore della colonna. Un oggetto che è stato da sempre considerato la “raffigurazione della spina dorsale di Osiride” nota divinità Egizia. Il tutto somiglia ad una sorta di pilastro, per la verità, ed in effetti tale doveva essere anche considerato, in quanto l’essere fortemente rastremato conferiva al tutto una indubbia idea di stabilità. Va detto, ad onor del vero, che su detto ZED esiste comunque una certa confusione, se mi è concesso il distinguo. A volte viene considerato, appunto, un oggetto a se stante, a volte viene invece identificato come ciò che è posto all’interno della Grande Piramide di Giza, ossia una inspiegabile serie di intercapedini create dalla sovrapposizione di lastre di pietra molto pesanti. Francamente il tutto non è stato mai ben chiarito, come sempre accade quando un qualcosa ha un vago sapore tecnologico. Lo ZED puà benissimo rappresentare un ricordo di antichissima tecnologia, ma non è questo ciò di cui Vi voglio parlare. Sposto completamente l’ottica della discussione e Vi pongo un quesito : se mai fossero rinvenute in qualche altro sito piramidale ulteriori testimonianze di oggetti simili, cosa escogiterebbe l’archeologia tradizionale ? Dopo aver propugnato per decenni l’idea dello ZED quale oggetto assolutamente e rigorosamente Egizio ? Probabilmente ciò che accade per le Piramidi Cinesi ed il resto che già sapete : negare, e negare sempre. Non faccio commenti ulteriori e Vi lascio alle immagini. Chi vuole fare ricerca seria, non ha bisogno di parole: mostra immagini e lascia al senso critico di ogni appassionata ed appassionato la voglia ed il desiderio di valutare in proprio. Queste immagini sono di provenienza Egizia, Maya e Mixteca, (da Codici del 1.500 circa). Se non sono ZED mi si dica che cosa rappresentano. Forse antenne poste al di sopra delle piramidi ? Possibile, certamente. Ma che siano di esclusiva pertinenza Egizia comincio a vederla abbastanza difficile.

SITI ARCHEOLOGICI NON PERVENUTI – LE PIRAMIDI CINESI – PARTE II

Di Fabio Garuti

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Di piramidi in Cina, stante un clamoroso e perdurante silenzio da parte dell’archeologia ufficiale, si parla sempre di più. Opportuno ripetere e spiegare ancora una volta perché il tutto venga tenuto nascosto , nonostante si tratti di un sito colossale, di oltre 2.000 chilometri quadrati, nel cuore della Cina, a Xian, con oltre ( ben oltre ) 200 grandi piramidi. In soldoni, si tratta del sito piramidale più grande del pianeta, e non lo dico solo io o le tante pagine ed i siti Internet che fortunatamente ne parlano; lo evidenziano chiaramente le immagini satellitari. Ma a parte la grandiosità del sito, il vero problema è un altro, e certamente lo avrete compreso : a Xian, tra tutte le altre, ci sono tre piramidi, ben difficilmente distinguibili ormai, data la vegetazione e quant’altro, identiche a quelle di Giza per edificazione, proporzione, sistemazione sul terreno e riproposizione astrale (Cintura di Orione). Delle tra la maggiore ha un lato base di oltre 180 metri : enorme. Oltretutto queste tre piramidi sono in linea planetaria ( sia cerchio che linea retta ) con il sito Egiziano e con quello di Teotihuacan in Messico. Con buona e definitiva pace dell’assioma Giza = Faraoni = Tomba . Ecco il motivo di tanto silenzio : se salta Giza salta tutta l’archeologia tradizionale. Per la verità si iniziano a percepire strane voci, (anche da parte della ortodossia archeologica più intransigente), asserire che ” in effetti, probabilmente, può darsi, a dire la verità, è possibile che al tempo dei faraoni le piramidi fossero già lì”. Impensabile fino ad un paio di anni fa. Continua a leggere