LE PIRAMIDI ED I CERCHI CONCENTRICI

Di Fabio Garuti

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Una delle questioni archeologiche meno dibattute, eppure affascinante, è quella relativa alla raffigurazione planetaria dei cerchi concentrici. Eppure è ben strano : tale forma di raffigurazione è diffusissima, si trova in tutti e cinque i continenti, in decine e decine di nazioni, è spesso antichissima, è stata realizzata praticamente in tutte le forme di manifestazione del pensiero giunte fino a noi attraverso i millenni (petroglifi – incisioni rupestri – dipinti – realizzazioni in pietra – monili – bassorilievi – raffigurazioni tombali – urne cinerarie – mosaici – monete – realizzazioni e riproduzioni gigantesche sul terreno – tavolette in pietra – ) e, cosa assolutamente incredibile, è andata scemando sempre più, fino ad essere praticamente scomparsa da un paio di millenni circa. In seguito è stata “sostituita” da immagini similari , ma non più così chiare ed esplicite. Ora, dico io, è strano che una raffigurazione planetaria tenda a scomparire lentamente, ma progressivamente, da tutto il pianeta in modo tanto simile e sistematico, dopo essere stata, dappertutto, motivo di una raffigurazione sistematica ed iconograficamente identica, ripeto : identica. Parlare di combinazione o di caso fortuito è per lo meno scorretto , mi scuso per il termine , e determinate baggianate non si possono più né leggere né ascoltare. Una raffigurazione identica da Cuba alla Sardegna, passando per Cina, Sudafrica ed Australia, non è un caso, soprattutto laddove la propria forza iconografica scompaia, anzi, tenda a scomparire in modo lento, cronico e progressivo, esattamente come accade sempre per ogni “forza del ricordo” che vada affievolendosi nelle generazioni, e nei millenni, successivi. Affermare il contrario significa andare contro ogni logica, non solo archeologica. Un ulteriore esempio di raffigurazione dei cerchi, molto bello, è quello riconducibile alla raffigurazione Druidica.

Ne parlo con particolare affetto, in quanto proprio da tale simbolo sono partito per una ricerca che mi ha portato ad affrontare anche la drammatica vicenda dell’odio millenario contro le Donne, culminato con il genocidio denominato “Caccia alle Streghe”, ma questa è un’altra vicenda. Se consideriamo che la raffigurazione dei cerchi è spesso associata alla raffigurazione di triangoli e coni, la cosa assume connotazioni davvero interessanti. Una chiara simbologia teistica, il ricordo di una grande potenza, di una forza assoluta, divina. Si è detto che i cerchi potessero raffigurare sistemi astrali, e l’ipotesi è interessante. Solo che ha un limite, molto preciso : spesso i cerchi sono molti, moltissimi, troppi per riprodurre sistemi planetari o stellari. Se consideriamo le raffigurazioni ( stupende e precisissime – forse le migliori del pianeta) presenti a Cuba ed in Sardegna, ci accorgiamo che i cerchi sono molti, equidistanti, perfettamente tondi e senza alcuna raffigurazione astrale. Solo le orbite ? A che pro ? Che senso avrebbe potuto avere raffigurare alcune orbite, peraltro tonde e non ellittiche ? Inoltre lo stesso concetto di “orbita rotonda” così diffuso su tutto il pianeta ? . Molto più logico, invece, che sia stato riprodotto, dappertutto, un qualcosa di presente e ben visibile , appunto, dappertutto sul pianeta, ossia i campi circolari. Raffigurati millenni e millenni fa in una sorta di rappresentazione teistico – post/tecnologica, a copia di quelli utilizzati originariamente da una civiltà estremamente sviluppata per modificazioni genetiche sui vegetali grazie alla esposizione a radiazioni, e di cui già ci siamo occupati prendendo in esame, ad esempio, il mais. Ma non basta. Perchè anche le raffigurazioni di coni e/o triangoli ? Perchè nei pressi dei campi circolari c’erano spesso le grandi piramidi , che ormai possiamo affermare essere centrali per la produzione di energia senza più paura di essere presi per archeo-eretici o qualcosa del genere, ( i tempi stanno cambiando per fortuna). La prova ? I campi circolari , ben visibili ancora oggi, sono stati realizzati proprio nei pressi delle grandi piramidi : Centro America (Perù e Bolivia) , Medio Oriente (Alture del Golan) , Est Asiatico (deserto del Gobi). Ci riferiamo ovviamente ai campi circolari ben distinguibili e visibili ancora oggi. Chissà quanti ce n’erano. Combinazioni ? Non scherziamo.
Volete una ulteriore ed incredibile dimostrazione di come cerchi concentrici e piramidi siano associate in una sorta di culto teistico post – tecnologico da chi, non potendo ovviamente comprendere la portata di cotanta tecnologia, associò il tutto alla potenza degli dei ? (esattamente come se oggi qualcuno proveniente dal cuore di una foresta inesplorata venisse improvvisamente a contatto con una centrale elettrica o atomica a forma di piramide e potesse osservare, nei pressi di dette centrali, i cerchi concentrici con cui, anche negli anni Cinquanta, sono state replicate tali sperimentazioni bio-genetiche su base radioattiva)
Osservate questa stupenda immagine, proveniente dall’Australia, segnalatami dalla gentilissima Lucia Carabba ( valente ricercatrice che saluto e che ringrazio per il costante aiuto) : noterete cerchi e piramidi. Non lo dico io. Basta osservare. E siamo, per l’appunto, nella magnifica Australia. Ancora oggi simboli di una antichissima potenza divina………..

(tratto da : LA PREISTORIA ATOMICA – Anguana Edizioni (Sossano – VI)

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