SITI ARCHEOLOGICI NON PERVENUTI – ABYDOS (Egitto)

Di Fabio Garuti

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Abydos, Egitto, antichissima città le cui origini si perdono letteralmente nella preistoria ( la versione ufficiale è questa…), è molto meno famosa di Giza, eppure dovrebbe essere notissima, dato che racchiude nel proprio perimetro alcuni misteri fino ad oggi del tutto irrisolti, e che forse, grazie ad una visione finalmente nuova dell’archeologia, possiamo riuscire a comprendere. Inutile dire che il sito è conosciuto solo in modo “vago”, ossia senza entrare in dettaglio; il motivo è semplice : bisognerebbe trovare e dare spiegazioni troppo innovative. Ebbene, ci proviamo noi, affrontando il mistero principale di questo luogo magico : la tomba del sovrano Seti I°; costui, Faraone della Diciannovesima Dinastia, non si fece “costruire” una piramide come quelle della Piana di Giza tradizionalmente attribuite ai propri illustri predecessori vissuti circa un migliaio di anni prima, bensì optò per una normale serie di locali di buona fattura ma soprattutto ben contestualizzati con le reali capacità tecniche del tempo, a differenza dei colossi di Giza, appunto. Eppure di stranezze ce ne sono, e sono davvero parecchie. Proviamo a notarne qualcuna insieme:


1) le pareti della tomba sono decorate in maniera sublime, magnifica, con bassorilievi e dipinti davvero stupendi. Strano, se si considera che le tre piramidi della Piana di Giza non hanno nulla del genere; la cosa è emblematica: è come se intenzionalmente le pareti delle piramidi siano state lasciate così. Spiegazione ? Perché così erano state trovate. Non esiste altra versione plausibile. Perché dipingere questi locali funerari e tralasciare le piramidi di Giza ? Presumibilmente perché erano differenti sia come destinazione “d’uso” sia come origine.
2) nell’immagine allegata ( di cui non parla mai nessuno, e la cosa è assurda), potete osservare il particolare di un bassorilievo che si trova in detta tomba. L’immagine ( prodotta da Lorella Binaghi, per la proprietà di CieliParalleli.Com ) è straordinaria : si nota un gancio metallico cementato in una banchina, che mantiene serrati due cavi di ancoraggio in metallo, rivestiti da una guaina. Ora, per ottenere qualcosa del genere, ci vogliono attrezzature tecniche non indifferenti; penso che le immagini siano chiarissime e che non ci sia bisogno di fare ulteriori considerazioni. So che qualcuno dirà : come mai non è stato trovato nulla del genere come reperto ? Risposta : probabilmente perchè si è “bio-degradato” nel corso dei secoli. E comunque è ben strano che qualcuno, lavorando di pura fantasia, immagini cavi di ancoraggio in filo metallico ritorto e rivestito di una guaina.
Probabilmente , dato che siamo in zona ( Abydos , appunto), sarà lo stesso autore di un altro bassorilievo di cui si è parlato parecchio : quello del famoso elicottero. Solo che dell’elicottero si discute, quasi per stornare l’attenzione da altri reperti ancor più inspiegabili ed imbarazzanti, quali, appunto, ganci e cavi in filo di ferro rivestito.
Sempre la stessa storia…..Ormai ci siamo abituati.
Ringrazio ancora Lorella Binaghi per la splendida fotografia, e per il consiglio relativo all’andare a visitare di persona Abydos. Lo farò certamente , gentilissima Lorella, appena posso. Ha proprio ragione

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