SITI NON PERVENUTI – LE PIRAMIDI CINESI (PARTE I)

Di Fabio Garuti

Tra i siti ” non pervenuti “, ossia non pubblicizzati al fine di non suscitare interrogativi a cui l’archeologia “ufficiale” non è in grado di rispondere in modo soddisfacente, ci sono a pieno titolo le Piramidi Cinesi. Trovo l’argomento di primaria importanza nel panorama archeologico mondiale, e vedremo il perché. Cominciamo da qualche dato esplicativo, giusto per capire di cosa ci stiamo occupando.

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  1. Si tratta del sito piramidale più grande del Pianeta. Ebbene sì. Personalmente, dato che da parecchio tempo cerco di “mappare” il tutto, ho contato più di duecento ( esatto, 200 ) piramidi, situate nel bel mezzo dell’immenso territorio Cinese, (custode di meraviglie archeologiche inenarrabili), su una superficie di ben oltre 2.000 chilometri quadrati. Come riferimento urbano siamo nei pressi della città di Xian, già capitale dell’immenso Impero e già destinazione finale della famosissima “Via della Seta”; due dati su cui riflettere.
  2. Un sito gigantesco, come potete ben comprendere: piramidi in pietre e terriccio, in pietra, lisce, a gradoni, tronche, a punta, a base quadrata, a base rettangolare, di ogni dimensione. Ripeto : il sito piramidale più grande del Pianeta, sia come estensione che come numero di Piramidi. Basterebbe già questo dato per domandarsi cosa ci abbia raccontato per decenni l’archeologia.
  3. Riferimenti astrali ? Abbiamo anche quelli tra le centinaia di edifici: riproposizione della cosiddetta Cintura di Orione, delle Pleiadi, della Costellazione di Boote, e via discorrendo.
  4. Stato di conservazione ? Ben differente e variegato, ovviamente.Tra le meglio conservate, proprio un gruppo di tre piramidi che, guarda caso, ripropongono perfettamente lo schema della cosiddetta Cintura di Orione, con le medesime proporzioni di Teotihuacan in Messico e di Giza in Egitto. Da sottolineare che anche qui in Cina la terza piramide, piccolina, un decimo della maggiore proprio come a Giza, è “fuori asse” rispetto alle altre due.Già questi dati sarebbero sufficienti a destare il giusto stupore, ma se considerate che i tre siti sono anche perfettamente in Linea tra loro , ossia su un medesimo grande cerchio che circonda il Pianeta, di combinazione non si può proprio più parlare. Anche questa edificazione, proprio come le altre due già citate in Medio Oriente ed in America Centrale, è parte di un immenso progetto planetario da parte di una antichissima e tecnologicamente assai sviluppata civiltà. Concetto totalmente innovativo e quindi assolutamente da “evitare” per certa archeologia, che, non dimentichiamolo, continua a considerare i Faraoni gli “edificatori” delle piramidi di Giza, mentre essi non hanno fatto altro che “curarne l’esterno” . Ecco spiegato il perché di tanto silenzio : riproporre le immagini e le descrizioni di una “Giza” in Cina, avrebbe fatto saltare uno dei perni su cui ha ruotato l’archeologia del Novecento. L’ho detto e ripetuto molte volte: proprio il silenzio assoluto su questo sito è una vera e propria ammissione di “impreparazione archeologica”, od addirittura di “non volontà archeologica”, il che è forse anche peggio. Esagero ? La controprova, o meglio, la prova della veridicità di quanto affermo è semplicissima: a parte la foto che allego, basta cercare la città di Xian in Cina, visionare la relativa mappa, e fare una ricerca procedendo “a zonzo” con il cursore da quelle parti. prima o poi si incontrano piramidi di ogni specie. Non ce le ho messe di certo io. Ebbene: per l’archeologia ufficiale il sito è praticamente inesistente.
  5. Dimensioni ? la piramide maggiore delle tre che riproducono la Cintura di Orione “Cinese” (foto allegata ed assai recente) misura circa 200 metri di lato base. Bella grossa, non c’è che dire. L’accumulo di terriccio e piante la sta sempre più mimetizzando, rendendola praticamente introvabile ove non se ne conoscano precisamente le coordinate geografiche. Il sito, oltretutto, non è visitabile ( a differenza di moltissimi altri della zona) , in quanto interdetto per motivi militari. Ed anche questa non è una novità.
  6. Proprio questa piramide fu identificata da un ufficiale dell’aeronautica militare degli Stati Uniti d’America, in volo sul territorio Cinese, al termine del secondo conflitto mondiale, e venne definita Piramide Bianca. Solo che, stanti le centinaia e centinaia di edifici simili in quella regione, ci sono almeno 4 o 5 piramidi “definite” in tal modo; non dimenticate che il territorio su cui sorgono tali edifici è talmente vasto, che la definizione di “Piramide Bianca” è stata spesso riutilizzata nelle varie municipalità, distanti chilometri e chilometri tra loro. Ripeto : l’estensione di questo sito è impressionante. Averne taciuto l’esistenza per decenni è stata davvero un’operazione a dir poco incauta.
  7. Utilizzo di queste tre piramidi al pari di quelle di Giza e di Teotihuacan ? Tecnologico, astronomico ed energetico. Ne riparleremo. Considerate solo, per adesso, che anche qui il “fattore acqua ” è come al solito preponderante. Nella regione ci sono, o c’erano, almeno otto grandi fiumi.
  8. Tanto silenzio “ufficiale” su questi edifici è ben spiegabile con la volontà, dicevamo, di non inficiare l’indifendibile (ormai) assioma Faraoni = Piramidi. Ovviamente quelle in Messico ed in Cina, edificate in modo simile e sul medesimo cerchio planetario ( sfalsato di circa 4 gradi rispetto all’Equatore Terrestre ) non possono averle erette gli “scalpellini Faraonici” (magnifica ed ironica definizione di una amica – ricercatrice). Da qui il silenzio assoluto e, come al solito, sito “non pervenuto”. Solo che stavolta è proprio grosso, a mio avviso. Troppo, davvero troppo, per poter passare inosservato……..

( tratto da “L’Ombra di Orione sulla Storia dell’Umanità” e da “La Preistoria Atomica” – Anguana Edizioni – Sossano ,VI )

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