GLI OBELISCHI COME IONIZZATORI?

Di Diego Berzaghi

Si Ringrazia il gruppo facebook Impronte degli Dei (https://www.facebook.com/groups/1421044901507794/) nella persona di Miry Bell per la gentile concessione nel pubblicare l'articolo

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Gli obelischi funzionano in base a un identico principio.
Sono pilastri fatti di pietra cristallina con un pyramidion in oro, argento o rame posto sulla sommità, e sono siti al di sopra di acque sotterranee.
Un obelisco è di fatto uno ionizzatore d’aria.
Il succitato principio è stato applicato ad antiche chiese e moschee, costruite utilizzando pietra dall’elevato contenuto cristallino.
Campanili e cupole di chiese e moschee erano in massima parte fatte di rame, argento od oro, e quasi tutte queste antiche costruzioni venivano situate al di sopra di corsi d’acqua sotterranei – fonti naturali di ioni negativi.
Anche all’interno di queste chiese e moschee è avvertibile una proficua ionizzazione negativa.

Menhir bosniaci:menhir come ionizzatori

I megaliti presenti in tutto il mondo rappresentano la forma più primitiva di ionizzatori.
Questi menhir sono fatti di materiale cristallino e sono situati al di sopra di corsi d’acqua sotterranei, tuttavia non presentano il vertice aguzzo in materiale conduttivo e quindi la loro prerogativa di ionizzazione dell’aria ha una potenza inferiore, carenza risolta erigendo un consistente quantitativo di megaliti in determinate aree, il che ha incrementato la potenza complessiva.
I menhir bosniaci appartengono a tale gruppo, singolari e monumentali blocchi di pietra ampiamente diffusi sul territorio della Bosnia-Erzegovina, zone meridionali della Croazia, Montenegro occidentale e Serbia sud-occidentale.
I menhir sono simboli di una comune usanza nazionale, e in quanto pietre tombali sono una traccia della cultura medievale di quelle regioni.
Ad ogni modo, sono l’eredità e il tesoro autoctono di un’antica civiltà di cui storici e archeologi ignorano tuttora identità e cornice temporale
.Dubravco Lovrenović, PhD, membro della Commissione per la Tutela dei Monumenti Nazionali della Bosnia-Erzegovina, stima che solo in tale nazione esistano oltre 100.000 menhir; anche se questi solitamente sono sparpagliati e molti di essi sono stati spostati, mentre i tumuli annessi sono stati ricostruiti varie volte, le pietre sono disposte secondo striscie o linee, la cui direzione è quasi invariabilmente da sud verso nord.
Si stima che in realtà i menhir siano di gran lunga più numerosi di quelli bosniaci registrati a livello ufficiale.
Molti di essi sono andati persi, sono stati distrutti, utilizzati per altre costruzioni o semplicemente non localizzati.
Una piramide cristallina, unitamente ai relativi fiumi, caverne e tunnel sotterranei, agisce come un generatore di utili ioni negativi, dotato della facoltà di regolazione automatica dell’intensità.
Nel 1892 il Dr. Nikola Tesla ebbe l’idea di realizzare una macchina per la produzione di pioggia che avrebbe creato condizioni favorevoli alla vita in alcune regioni.
Si presumeva che tale macchina funzionasse in base al principio di una forte ionizzazione dell’atmosfera, pressoché istantanea.Mentre l’idea di Tesla era quella di ionizzare l’atmosfera tramite scariche elettriche, gli originari costruttori delle piramidi possedevano una tecnologia in grado di ionizzare l’atmosfera in modo meno potente, ma continuo e quasi impercettibile.
A migliaia d’anni dalla loro costruzione, le piramidi bosniache funzionano ancora in modo eccellente.
Sono ricoperte dalla vegetazione e il territorio circostante è caratterizzato da verdi vallate con abbondanza di benefiche cariche negative provenienti da sotto le piramidi.
La costante ionizzazione dell’atmosfera preserva gli ecosistemi locali.
L’intera Valle delle Piramidi di Bosnia ospita una rete di tunnel e fiumi sotterranei, come confermato da numerose falde di acqua freatica.
Il fatto che attualmente le piramidi egizie si trovino in un ambiente desertico, privo di vegetazione, mi induce a concludere che non stiano funzionando a dovere; si deve essere verificata qualche avaria nel sistema.
Forse i tunnel sotterranei sono crollati; forse qualcuno ne ha deliberatamente chiusi alcuni, ostruendo in tal modo il flusso di ioni negativi; forse alcune sorgenti sotterranee d’acqua si sono prosciugate o una grande alluvione ne ha provocato una deviazione dei flussi.
Il mistero permane.
A distanza di novantadue anni ricordiamo la torre di Tesla, con la sua forma piramidale e la sfera posta sulla sommità.
Tesla si trovava nella fase iniziale della ricerca relativa a una tecnologia che forse era già stata elaborata e utilizzata da antichi costruttori delle piramidi.
Confidiamo che il retaggio scientifico di questo genio dimenticato, Nikola Tesla, ispiri alcuni ricercatori a realizzare la sua idea per risolvere il mistero delle piramidi di tutto il mondo. (nella cartina la disposizione e la densità dei menhir bosniaci)

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