LILITH – NEL VICINO ORIENTE

Di Inanna Adamas

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“In quel tempo vi era un albero tutto solo, l’albero uluppu era tutto solo.
Esso era piantato sulla riva del puro Eufrate,
e si nutriva delle acque del fiume Eufrate;
il vento del sud sradicò le sue radici, ruppe le sue fronde. L’acqua dell’Eufrate lo trascinò via.
Una donna, rispettosa della parola di An, vi passò accanto, rispettosa della parola di Enlil, vi passò accanto,
essa prese l’albero nella sua mano e lo portò a Uruk, nel santo giardino di Inanna essa lo portò.
dopo che dieci anni furono passati, l’albero crebbe imponente, ma il suo tronco non aveva foglie.
Nelle sue radici un serpente che non teme magia vi aveva fatto il nido; nei suoi rami l’aquila Anzu vi aveva deposto i suoi piccoli;
nel suo tronco la Vergine lillake vi aveva costruito la sua casa”.

La vicenda dell’albero uluppu è narrata nel testo Assiro, ed é indiscutibilmente legato ad Inanna .
Essa è la prima attestazione letteraria della figura di Lilith, qui identificata come la Vergine Lillake (in sumerico).
L’Eroe di Uruk saprà scacciare su richiesta della Dea Inanna la Vergine Lillake dal tronco dell’albero uluppu.

Dice infatti il testo:
“Nelle sue radici egli colpì il serpente che non teme magia;
dai suoi rami (allora) l’aquila Anzu prese i suoi piccoli e volò nelle montagne;
dal suo tronco la Vergine lillake che vi aveva costruito la sua casa, cercò rifugio nel deserto”.

E non è un caso che la Vergine lillake abbia cercato rifugio proprio nel deserto, luogo per sua natura é inospitale e selvaggio. Sulle rive del Mar Rosso – altrettanto ostiche – troverà rifugio la Lilith biblica.
Sull’episodio del Mar Rosso dice il Sicuteri: “Quando leggiamo di Lilith viene spesso detto che ella fuggì sul Mar Rosso in mezzo a frotte di demoni…dobbiamo pensare che il centro di origine del mondo, il mito del giardino dell’Eden, il cielo di Jahvé Dio, si trovasse nella regione mesopotamica-babilonese con il Tigri e l’Eufrate; zona compresa fra la Palestina e il golfo persico.
Il mar Rosso era sicuramente fuori d’ogni centro di civiltà, oltre il terrificante deserto d’Arabia, a occidente di Babilonia…diciamo che il percorso fu in realtà obbligato…
Lilith, secondo l’immaginazione umana, fuggita dall’Eden, era riuscita a superare le infernali plaghe desertiche disabitate, ed è lì che inizia il suo REGNO…
In un luogo desolato e mortifero come verrà descritto da Isaia il ritorno al caos primordiale della terra dopo la fine del regno di Edom…
Ovviamente tutto quanto é metaforico….

“I gatti selvatici si incontreranno con le iene, e i satiri si chiameranno l’un l’altro; vi farà sosta anche Lilith e vi troverà tranquilla dimora”.

Queste poche indicazioni, sono importanti in quanto sono le più antic he testimonianze scritte a tramandarci riguardante Lilith.
Essa viene dipinta come un “Demone” diversamente da quanto enunceranno in seguito le speculazioni dei rabbini che la “declassano” al rango di essere umano, serbandogli almeno il privilegio di essere ricordata come prima donna. Lilith è, in origine, una energia legata al vento ed alla tempesta; legata quindi alla furia dell’elemento Aria. È certa, infatti, la radice sumera LIL che compare nella formazione del nome di varie divinità assiro-babilonesi più o meno cattivi….per esempio Enlil, Ninlil, Mullil, Anlil. Nella tradizione sumero-accadica si conosce un dio Lillu che letteralmente significa “sciocco”, fratello di Egime, la “principessa dei me”, del quale si hanno poche notizie.
Talvolta, inoltre, i LIL o LAIL..vengono dipinti come un gruppo di ENERGIE che si agitano nella tempesta generandola…
Parrebbe che Anche il nome “Gallû” o galzu deriverebbe …passando attraverso l’ebraico….da uno dei nomi segreti di Lilith così come Gilû o Alu che era anche il nome del Toro Celestiale creato dal dio Anu per vendicare la nipote Ištar, che si offri in sposa a Gilgameš ed offesa dal suo rifiuto gli chiese di punirlo”.

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