NURAGHI – DUN – TOFET: PROVE ARCHEOLOGICHE A CONFRONTO

Di Fabio Garuti

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Dato che la Ricerca Indipendente viene bollata, da gran parte del Mondo Accademico, come “fantasiosa”, “priva di riscontri”, “inaffidabile”, fino ad arrivare a termini talvolta irripetibili (parliamo di evidente Negazionismo, ma non a copertura di qualche oscuro complotto, bensì semplicemente di posizioni acquisite e da non voler assolutamente mettere in discussione…), mi sembra logico, opportuno e doveroso fare un bel raffronto metodologico, con tanto di immagini e descrizioni, su due esempi concreti di “prova archeologica”. La posta in gioco, e lo sanno benissimo tutti, nessuno escluso, è molto più alta di quanto si creda e soprattutto di quanto si voglia talvolta far credere: la Credibilità, requisito fondamentale per ottenere l’attenzione, l’approvazione e l’incoraggiamento del Pubblico e capace, inoltre, di creare una “forchetta” sempre più ampia ed incolmabile tra i due modi di affrontare la Ricerca Storico-Archeologica. 

Lascia interdetti il fatto che grandissima parte della archeologia accademica bolli come “fantasiosa o fantastica” tutta la ricerca non figlia della propria sfera d’azione, rifiutanto a priori ogni possibile percorso di studio: un atteggiamento di chiusura inutile ed ovviamente sospetto, oltre che incomprensibile ed acritico, e che suona molto come sintomo di paura, anzi terrore, di mostrarsi contrari alla “idea dominante”, per motivazioni evidentemente avulse dal contesto in questione. Non che la cosa abbia una rilevanza particolare, ma indubbiamente un fenomeno, molto nostrano, che fa riflettere. Se un qualcosa è inutile, tanto da non dover essere neppure preso in considerazione anche solo come percorso o come idea, perché continuare a difendere a spada tratta il proprio operato da non si sa quali “inquinanti” pericoli ? Suona tanto, passatemi la semplificazione, come un “ ma perché non lasciate perdere così stiamo tutti belli tranquilli ? “. Vabbè…
Fino a poco tempo fa il monopolio di immagini e resoconti non permetteva simili raffronti; adesso le cose sono cambiate,e di parecchio. Ovviamente mi riferirò ad una ricerca fatta da me medesimo, solo perchè, fatto salvo l’ottimo lavoro dei Ricercatori Indipendenti in genere, conosco perfettamente i termini della questione. Dunque : raffronto tra due differenti “prove archeologiche” :

  1. Per la Archeologia Ufficiale i Fenici, presumibilmente provenienti dall’odierno Libano, (così viene sostenuto dalla Ufficialità Archeologica), hanno colonizzato, civilizzato, alfabetizzato la Sardegna, abitata, fino all’arrivo dei medesimi, da una sorta di semi-nomadi incapaci anche di navigare, oltre che di scrivere e fare di conto. Questo all’inizio del Primo Millennio avanti Cristo. Per la verità tali granitiche ed incrollabili certezze (pluridecennali) cominciano a scricchiolare paurosamente, ma tant’è: a riprova del tutto vengono fornite alcune “prove certe” tra cui, con grande vigoria, vengono inclusi i TOFET, o TOPHET, affermando che si tratta di un riscontro chiaro, evidente ed incontrovertibile. Benissimo.
  2. Per quanto mi riguarda ( Ricerca Indipendente ) gli Antichi Sardi avevano contatti molto stretti con il Popolo dei Pitti, nel Nord della Scozia, già ben prima dell’arrivo dei Celti e dei proto-Celti, ossia prima del 2.500 avanti Cristo. Per aversi qualcosa del genere, non solo i Sardi navigavano perfettamente in pieno Atlantico, ma godevano, ovviamente, di una vera e proria Civiltà, autonoma e molto sviluppata. A riprova di tali contatti, tra gli altri riscontri, il raffronto tra i magnifici Nuraghi Sardi (migliaia e migliaia) ed i Dun Scozzesi (circa un migliaio). Benissimo.

Primo problema, alquanto imbarazzante : il raffronto tra Nuraghi e Dun è possibilissimo, in quanto gli edifici sono ancora oggi ben visibili, a migliaia si badi bene, in entrambi i Territori. Ciò non è possibile per i Tofet: in Libano, patria (supposta) dei Fenici, di Tofet non ce n’è neanche uno, neppure l’ombra, zero assoluto. Ce ne sono nel Nord Africa, attribuiti ai Punici, considerati discendenti od affini ai Fenici. Siamo d’accordo, ma perché i Fenici, in Libano, non hanno eretto tali strutture ? Mistero, non risolto, su cui la Ufficialità glissa come se niente fosse. Malissimo.

Secondo problema : a differenza dei Nuraghi – Dun, ancora oggi ben visibili, i Tofet, (sorta di santuari a cielo aperto in cui venivano conservate spoglie, combuste, soprattutto infantili), sono semplicissime strutture, edificabili da chiunque, senza specifiche conoscenze edilizie, roba da gitanti nel week-end. Una sorta di area chiusa da un muretto, con giare e/o stele a perpetuare la memoria dei defunti. Tutto qui. Per edificare un Nuraghe-Dun, invece, ci vogliono conoscenze tecniche notevoli, soprattutto in considerazione del fatto che parliamo di almeno un millennio e mezzo prima. Poi, ripeto, non è possibile alcun confronto in territorio Libanese. Un bel problema. Di male in peggio.

Terzo problema : il Tofet non è paragonabile alla presunta originaria ma inesistente versione Fenicio-Libica ; ci si rifà alla versione Punico/Cartaginese, in considerazione del fatto che detti Punico/Cartaginesi sono, o dovrebbero essere, discendenti od affini ai Fenici, e confrontando quindi il tutto con il Nord-Africa e non con il territorio Libanese appunto. Il Nuraghe-Dun, invece, ha parecchie similitudini, perfettamente osservabili e studiabili: forma dell’edificio, edificazione a secco, doppio guscio murario, scala elicoidale interna infra-muraria, nicchia d’andito, per citare le più evidenti e palesi. Edificare qualcosa del genere non è certo semplice, ed edificarlo in modo tanto simile non è certo casuale.

Le immagini parlano chiaro. Altro penso non ci sia da commentare. Ma affermare che il raffronto tra Nuraghe/Dan sia fantasioso, basandosi, a livello probatorio, sul raffronto Tofet/nulla assoluto, mi sembra un tantino assurdo. E non ho voluto parlare, oggi, di Alfabetica Sarda Antica, totalmente ignorata dalla Ufficialità, nel mentre, sempre la Ricerca Indipendente, è già arrivata non solo alle traduzioni, verificabili sempre da chiunque, ma addirittura ai riscontri nella Lingua Sarda attuale.
Solo un tantino assurdo, dicevo. Forse non solo un tantino. Allego immagini del raffronto Nuraghe-Dun. Del Tofet allego una sola immagine, scattata a Nora nel 1889, dato che in Libano, appunto, siamo a livello di “non pervenuto”.

(Tratto da : Sardegna, Pagine di Archeologia negata. Una grande Civiltà mediterranea migliaia di anni prima della Storia di Roma- Anguana Edizioni, Sossano – VI )

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