SARDEGNA, MARINERIA ANTICHISSIMA, ETA’ DEL BRONZO – CROCEVIA DI METODOLOGIE ARCHEOLOGICHE

Di Fabio Garuti

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Che qualcosa stia cambiando nella ” percezione collettiva ” di materie quali Storia ed Archeologia mondiali è un fatto evidente , e le discussioni che si svolgono, mediante Internet, a livello Nazionale ed Internazionale ne sono riscontro. Molto probante in tal senso,per quanto attenga al nostro Paese, soprattutto il dibattito relativo a Storia ed Archeologia della Sardegna.
Il motivo del contendere è semplice : da un lato il Mondo Accademico, con le proprie regole, dall’altro la Ricerca Indipendente, con regole parzialmente differenti, ed infine Mondo di Appassionate ed Appassionati che seguono con estremo interesse l’evolversi del tutto, come è giusto che sia, fornendo un apporto incalcolabile in termini di immagini, resoconti, testimonianze ed anche commenti.
Inutile girare intorno alla questione , che è semplicissima. Il Mondo Accademico parte da un presupposto irrinunciabile, ed anche, per certi versi, comprensibile , ma certamente ” accademico” e non ” scientifico ” : ove non ci sia una prova, un reperto, un documento scritto o magari una testimonianza di uno Storico della Antichità, la questione non si pone. Nessuna questione si pone mai. Non si inizia neanche a parlarne e, cosa molto importante, tutto ciò che potesse derivare da una ” partenza ” senza prove non ha nè alcun senso nè alcuna valenza. In pratica se manca la strada, non esistono, non possono esistere, non devono esistere, nè automobili, nè caselli per il pedaggio e nè piazzole di sosta, tanto per capirci. Anche se vengono scoperti. Niente, non esistono, vanno ignorati. E’ un puro sogno. Ignorateli. Vi state sbagliando.
La Ricerca Indipendente,invece, parte anche e comunque dalla mancanza della classica prova , magari grazie ad un procedimento logico o mediante incroci inter o multi-disciplinari che il Mondo Accademico ancora non riconosce, e prosegue, trovando poi, magari, riscontri ben difficili da negare.
In pratica, se la base di partenza della ricerca la chiamassimo 1 e le varie successive conseguenze 2-3-4-5, avremmo che il Mondo Accademico,ove il numero 1 non sia una prova tangibile, negherà come ” non esistente ” non solo detto numero 1 di partenza, ma anche i successivi numeri 2-3-4-5 da esso derivanti in partenza e ad esso susseguenti e conseguenti.
La Ricerca Indipendente,pur in mancanza di una partenza ” provata ” , accetterà, solo davanti alle evidenze chiaramente, i numeri 2-3-4-5, partendo, per quanto attenga a quello che abbiamo definito il numero 1, da motivazioni logiche evidenti o da incroci inter-disciplinari.
Conseguenze delle due differenti posizioni : per il Mondo Accademico la cosa termina immediatamente : in Sardegna ( per dirne una ) non sono state trovate navi antichissime ? I Sardi non navigavano. Punto.Ogni susseguente riscontro possibile e magari anche palesemente evidente, verrà negato in base alla partenza non provata. ” Ufficialmente ” la Sardegna si doterà di una propria Marineria solo nell’ Ottavo secolo avanti Cristo, grazie all’arrivo dei Fenici ( non si è ancora ben capito se in veste di colonizzatori, commercianti, o emigranti, una sorta di mistero nel mistero), non riuscendo, evidentemente, a costruire uno straccio di nave per millenni, pur essendo una Civiltà Isolana. (No Comment).
Per la Ricerca Indipendente è logico che in un’Isola si sapesse navigare, ( e vorrei vedere ), per cui si supera la mancanza di prova iniziale e si prosegue, trovando poi riscontri ( ormai alquanto evidenti ) che i Sardi navigassero ben prima dell’arrivo dei Fenici. Ma molto prima dell’800 avanti Cristo, per cui non hanno atteso nessuno, ma sono andati loro in giro per Mediterraneo e non solo ( Scozia e quant’altro ). Che dire dell’età del Bronzo ? Altro mistero : non essendo dotati di navi, ufficialmente i Sardi hanno conosciuto tale lega di stagno e rame solo nel 1.800 avanti Cristo, ( non è chiaro ad opera di chi, che evidentemente ha depositato il brevetto e poi è scappato via affinché non gli venissero copiate le navi che, sempre i Sardi, dovranno conoscere solo 1.000 anni dopo grazie ai Fenici. No Comment) . In pratica conosceranno il bronzo solo ben 1.500 anni dopo gli abitanti delle Terre che si affacciano sul Mar Egeo,in Grecia, ( No Comment ) e parecchi secoli dopo Egizi, Mitteleuropei e Britanni. Insomma , sono stati gli ultimi, ma di parecchi secoli. Poi devono aver imparato all’istante, date le meraviglie bronzee che ci hanno lasciato. Altro mistero che nei prossimi giorni affronteremo in dettaglio. Certo che,passatemi almeno questa battuta di spirito, se qualcuno avesse deciso di fare la traversata a nuoto,avrebbe coperto i 7/800 chilometri occorrenti in meno di quindici secoli.
Qual’ è il punto chiave della questione ? Che l’Accademia parte da un dato, vero certamente, ma vero solo al 50 per cento, non al 100 per cento. Che le navi non si siano ancora trovate, non significa affatto che non ci siano state, non Vi sembra ? Per cui si tratta di una verità parziale, che l’Accademia ha elevato , ed eleva per decisione propria e non per una reale contingenza, a verità assoluta. Ma non è così, non è affatto così. Tutto ciò che negherà in seguito, deriva da quel 50 per cento di possibilità reale che ha scelto di non considerare. Una sua scelta, accademica si badi bene, non scientifica, ma che comporterà negazioni assolute su fatti ben riscontrabili, e derivanti da quel 50 per cento di possibilità che non era stato volutamente considerato possibile, ma che possibile è. Anzi, logicamente,possibilissimo. Ragionamento apparentemente astruso ma spero lineare nel merito.
Ovvio che Appassionate ed Appassionati, di fronte ad evidenze successive chiarissime ( i punti 2-3-4-5 di cui sopra ) comincino a spazientirsi, ed hanno certamente ragione.
Inoltre, trascurando per scelta precisa, quel 50 per cento di possibilità che ” le navi ci fossero “, l’ Accademia azzera di fatto l’importanza della logica, e qui fa un errore clamoroso. Clamoroso perchè, molto spesso,essa stessa ha comunque bisogno del procedimento logico. Esautorarne la portata, significa delegittimare anche se stessa. Proprio la ” Metodologia Comparativa ” tanto usata dall’Accademia, ha un fondamento logico evidente : due vasi simili, anche apparentemente uguali, non hanno il medesimo marchio di fabbrica. La logica suggerisce che siano uguali. Solo la logica.
E’ auspicabile che in futuro anche il Mondo Accademico, che eleva la mancanza di una prova da un 50 per cento di possibilità ad un personalissimo 100 per cento di validità, consideri altri punti di partenza, essi sì logici o dettati da discipline comunque interessanti, al fine di valutare i punti di arrivo, sempre e solo ove ben dimostrati. Lì sì, esplichi il proprio lavoro, soppesi, verifichi, valuti ed analizzi. Ma i punti di arrivo, e non solo il punto di partenza, bocciando e rifiutando a priori ogni possibile risultato,o rifiutandosi addirittura di prenderlo nella sia pur minima considerazione..
Da una partenza ” accademica ” , valida solo al 50 per cento, non si può evitare di analizzare ciò che il restante 50 per cento di possibilità ( logica ) ha prodotto, trovando poi fior di riscontri e di controprove. Il rischio che l’Accademia si limiti ad una mera, per quanto eccellente ed approfondita, attività di scavo, scoperta e riscontro piuttosto che di ricerca è sempre più alto, dati i tempi e le discipline innovative. Senza considerare una sparuta minoranza di “accademici” che, a fronte di una quasi totalità di Studiosi meritori, cerca con ogni mezzo di mantenere uno ” stallo ” perenne. Con ogni mezzo, per quanto squallido e auto-degradante.
Negare che i Sardi viaggiassero per mare , data la mancanza di navi appunto,è vero al 50 per cento. Se si lavora , solo come punto di partenza, mai di arrivo, sul fatto che invece abbiano viaggiato eccome, e si trovano riscontri e quant’altro, perchè rifiutarsi di valutare il tutto ? Nessuno chiede di accettare aprioristicamente detti risultati, ma almeno di osservarli ,senza bollarli immediatamente ed automaticamente , oltre che acriticamente, di ” inesistenza “, girandosi a volte addirittura ” dall’altra parte”; questo sì.
Ed è del pari inutile gridare perennemente al ” complotto denigratorio contro gli Archeologi che si ammazzano di lavoro,eccetera”. Ma chi lo ha mai messo in dubbio ? Si parla di metodo, non di capacità e serietà professionale specifici ( ove ci siano, come per tutte le categorie di lavoratori del Pianeta ).
Altrimenti,a lungo andare, chi delegittimerà sempre più chi ? La Verità Storica non fa sconti a nessuno. Mai.

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