DATAZIONI ARCHEOLOGICHE SU BASE ALFABETICA

Di Fabio Garuti

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La Questione della Alfabetica Ogham – Sarda, vera e propria capofila in tal senso per quanto attiene sia alla Scrittura Nord – Europea che Mediterranea, a far data dal 3.500 avanti Cristo (progressivo arrivo delle popolazioni Celtiche), diventa fondamentale per quanto attenga a talune datazioni fino ad oggi ben difficili, per forza di cose, da asseverare. Negli articoli precedenti abbiamo analizzato questa forma di scrittura, abbiamo iniziato ad approfondirne le “modifiche” che la Antica Civiltà Sarda ha ad essa apportato, rendendola peculiare ed innovativa, fino ad ottenerne una utilizzazione non solo simbologica (indicazione di particolari territori e di particolari coltivazioni), ma anche rispondente alla necessità di porre per iscritto termini ed espressioni (le rispondenze che in tal senso abbiamo, sia su pietra che su bronzo sono evidenti). Altra importantissima “aggiunta” che troviamo nell’Ogham Sardo rispetto all’Ogham tradizionale, è una particolare funzione che i cinque simboli aggiunti nell’Isola assolvevano : indicare le tipologie di piante o vegetali in genere utilizzabili per ricavare bevande ed alimenti. Qualcosa di straordinario, di cui ci occuperemo diffusamente nei prossimi giorni, in una serie di articoli che sto preparando insieme a Valeria Putzu (peraltro impegnatissima ad approfondire da par proprio le tematiche relative ai contatti tra Sardegna, Scozia Settentrionale e soprattutto Penisola Iberica). La materia è davvero vasta, come ben potete notare.
Voglio soffermarmi oggi sulle datazioni desumibili dalle varie forme di scrittura Ogham. Analizzata la datazione dell’Ogham Sardo, diventa importantissimo valutarne, a livello glottologico (ossia a livello di modificazioni e variazioni) le varie trasformazioni subite nel corso di secoli e millenni, al fine di poter finalmente inquadrare, in forchette cronologiche sempre più precise, le datazioni di alfabeti e soprattutto di reperti istoriati da tali forme di scrittura.
Un esempio su tutti : sito di Alatri, provincia di Frosinone. Una struttura definita (semplicisticamente) “Megalitica” davvero colossale e maestosa, vera e propria testimonianza di un passato imponente dell’Umanità, unica al Mondo nel proprio genere, e ben poco conosciuta, come spesso accade alle meraviglie storico-archeologiche nostrane. Definita (ebbene sì…) di epoca “Romana” dalla, o da taluna, Ufficialità nostrana, da sempre restia ad asseverare che prima di tale periodo sia potuta esistere (proprio come è avvenuto per la Antica Civiltà Sarda) una notevole forma di urbanizzazione e civilizzazione anche nel Centro Italia Laziale, può finalmente, proprio grazie alla Alfabetica, vantare origini ben più vetuste e soprattutto comprovate. Grazie anche alla collaborazione della attivissima Pro Loco di Alatri e del fervente lavoro di Ornello Tofani, profondo conoscitore di tale ciclopica struttura, ho reperito, incisi sulle enormi pietre che costituiscono la parte superiore della struttura, alcuni chiari caratteri Ogham – Sardi, databili, con la sicurezza data da tutte le analisi di cui in tal senso abbiamo già discusso (vedi articoli precedenti) , a prima del 3.000 avanti Cristo. Considerazioni :

  1. è possibile parlare di Ogham Sardo soprattutto grazie alla presenza, inequivocabile, della famosa “M” Sarda ( linea dritta intersecata da una linea obliqua), vera e propria particolarità caratterizzante.
  2. sono presenti sia una scritta, da cui si evincono le tre lettere H-A-M (ancora oggi traducibili in “Insediamento”, grazie ai raffronti possibili con il Gaelico, riprova dei contatti tra Sardegna e Scozia Settentrionale), sia alcuni simboli singoli , tra cui una magnifica “G” , ossia una linea dritta intersecata da due linee oblique, simbolo sempre di origine Sarda Antica ed indicante la presenza della pianta di Edera.
  3. gli Antichi Sardi sono passati di qui. Perché ? Probabile, anzi certo, a mio modesto avviso, l’interesse per le miniere di ferro presenti in zona. La metallurgia, come vedremo nei prossimi articoli, e quindi le miniere di ferro, rame, stagno, rivestivano un ruolo fondamentale nelle economie dell’epoca, esattamente come accade oggi.
  4. La datazione antecedente al 3.000 avanti Cristo, assevera che la imponente struttura è, appunto, antecedente, e di parecchio, alla urbanizzazione di Roma. Anche in considerazione del fatto che nell’Urbe, e nei territori da essa assoggettati, non sono mai state edificate opere del genere, con enormi e pesantissimi blocchi poligonali (ossia con forme e numero di lati variegati). I riscontri hanno un ruolo fondamentale, ma anche la logica, come spesso abbiamo affermato, non può essere semplicisticamente ignorata od omessa da una riflessione storico-archeologica rispondente alla realtà dei fatti.

Torneremo ancora su tutti questi argomenti.

Un caro Saluto a Tutte ed a Tutti Voi.
Fabio.
Tratto da : L’ Alfabeto Ogham nella Antica Civiltà Sarda – Scrittura e Lingua ancora attuali dopo oltre 5.000 anni di Storia. (Anguana Edizioni – Sossano –VI)

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