I CARATTERI OGHAM OBLIQUI E LE BEVANDE ALCOOLICHE – PARTE II

Parte II

Di Valeria Putzu e Fabio Garuti

(Spanish Version)

In questo secondo capitolo sulle lettere Ogham oblique, scoperte probabilmente dai Sardi continueremo a parlare di bibite alcooliche, analizzandone una importantissima. Se il vino è il re degli alcoolici, la birra ne è senza dubbio la regina ed entrambi i simboli che esamineremo oggi hanno una stretta correlazione con la birra.

La prima delle due lettere di oggi é composta da due linee oblique che tagliano la linea principale e corrisponde alla lettera G (iniziale della parola GORT). Il riferimento è alla pianta di edera.
Vi chiederete che cosa c’entra l’edera con gli alcoolici. Appartentemente proprio niente, eppure …
Secondo quanto scrive Graves in “La dea Bianca” il ramo d’edera é da sempre presente nelle insegne dei pub inglesi, inoltre al Trinity College di Oxford si prepara ancor’oggi una birra d’edera. Graves dice anche che le pizie greche usavano prendere una bevanda inebriante a base d’edera per dare i loro responsi, e una bevanda inebriante a base d’edera era assunta anche dalle menadi per i culti bacchici/orgiastici. Forse non é un caso che un chiarissimo segno “GORT” é inciso a Villasimius nel nuraghe di Cuccureddus, al lato del piú tardo tempio fenicio di Astarte, dove pare si facessero anche riti comportanti la prostituzione sacra.
L’edera veniva anche usata per la produzione di una particolare birra d’erbe chiamata Gruit (probabilmente la sua origine deriva proprio dalla lettera GORT -> GROT -> GRUIT) di cui parleremo più in dettaglio a proposito del prugnolo e del sambuco delle lettere STRAIF e RUIS, la sua funzione nella miscela di erbe e bacche è dovuta al fatto che possiede una caratteristica non comune: immersa nella birra ne elimina, assorbendole, le impurità, rendendola così trasparente e limpida.
GORT; anche questo termine, tanto per essere precisi, è presente nella Lingua Sarda sotto una duplice veste,come accade per parecchi termini di origine così antica: GORT-EDDU (pronuncia ‘ORTEDDU), che significa ORTO e GORT-IGIONE, che significa coltello. Termini inequivocabili, gruppi quadriletterali assolutamente non casuali, ad identificare nell’Ogham la Antica Lingua Sarda.
Per quanto riguarda i toponimi, troviamo un “Gort”, un “Gortin”, un “Gortahork”, un “Gortavalla”, un in Irlanda, un “Gorton” quartiere di Manchester in Inghilterra, un “Gortatowo” in Polonia, i laghi “Gorrtjønnonet”, “Gørrtjednmyratn” e “Gørrtjednputten” in Norvegia, Górliz nel Nord della Spagna, in Sardegna c’é la gola di Gorropu.

La seconda lettera di oggi, il Ngetal, é costituita tre linee oblique che tagliano la linea principale e corrisponde alla lettera NG (pianta del giunco) ha un fortissimo riferimento alle bevande alcooliche, anche se a prima vista per gli italiani non sembra, gli amici spagnoli invece credo che capiranno subito il collegamento.
In spagnolo infatti la birra si chiama “caña” (letteralmente canna) di fatto il termine con cui in spagna viene tradotta la lettera Ngetal alludendo alle forme primordiali sella sua fabbricazione. La birra infatti veniva anticamente ottenuta come sottoprodotto della panificazione, l’avena macinata veniva fatta fermentare con acqua e lievito, la qual cosa comportava la crescita del pane e la formazione di birra nell’acqua residua della panificazione, tale birra si doveva bere attraverso una canna per evitare di aspirare parti di pane crudo con sapore a lievito.
Tale procedimento di fabbricazione della birra è evidente in alcuni bassorilievi Egizi e Mesopotamici. In Mesopotamia c’è un ulteriore collegamento tra la birra e il simbolo ngetal: tra i sumeri, prima del cuneiforme si usava un alfabeto ancora più antico chiamato “sumero lineare”, questo alfabeto mostra in parecchi simboli una chiarissima derivazione dalle lettere dell’ogham. I testi in alfabeto lineare, come molti testi sumeri, sono principalmente afferenti a commerci e pagamenti di imposte, tra questi testi uno dei primi simboli ad essere decifrato, a chiara dimostrazione della sua importanza per quella cultura, é stato proprio quello che indicava la parola “birra”, rappresentata da un vaso con tre segmenti obliqui, esattamente uguali ai tre segmenti obliqui della lettera Ngetal dell’alfabeto Ogham. Da quello che abbiamo analizzato fino a qui, possiamo quindi dedurre che molto probabilmente il simbolo NGETAL in ogham aveva un doppio significato, quello di “giunco” o “canna” e quello di “birra”.
Abbiamo personalmente potuto verificare la presenza di tale simbolo sempre a Villasimius, in una zona che ha tutt’ora il nome di “Porto Giunco”.

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