LOGICA ARCHEOLOGICA: OGHAM E CULTO DELLA DEA MADRE

Di Fabio Garuti

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Ci sono a volte aspetti della ricerca storico-archeologica che non vengono considerati, amio modesto avviso, nella dovuta maniera. Non si tratta solo di stringente logica, bensì di veri e propri raffronti multi-disciplinari,particolarmente amati dalla ricerca indipendente e, al contrario, poco considerati dalla ufficialità, che predilige percorsi differenti: nessun appunto, ci mancherebbe: una mera constatazione.
Alfabeto Ogham-Sardo. Strettamente legato al culto della Natura, alle piante, agli alberi. Culto della Natura, quindi, strettamente collegato,a propria volta, al culto della Dea Madre Terra, e penso che tutto ciò sia evidente.
Storia delle Religioni : ilculto della Dea Madre è antichissimo,e verrà soppiantato, in Europa, dai culti eminentemente maschili provenienti dall’Oriente Mediterraneo, in primis ad opera dei Celti. Un dato importantissimo per noi : l’Ogham Sardo è latore di una Divinità Femminile, e non maschile. Come tale ben anteriore al 3.000 avanti Cristo. Prova ne sia che di Ogham, nell’Oriente Mediterraneo, non ci sono praticamente tracce, escluse alcune testimonianze in tal senso, ma di Ogham ormai molto tardo, in alcune iscrizioni Sumere pre-cuneiformi.
Un dato apparentemente secondario, ma solo apparentemente. I Celti, in Europa, ma non in Sardegna, utilizzarono l’Ogham in senso simbolico,ma provvidero a cancellare il più possibile ogni traccia del culto della Dea Madre Terra.
Su talune circostanze storiche è sempre bene riflettere con attenzione. La Storia,ed anche quella afferente le religioni, non è mai illogica. Mai.

(tratto da : L’Alfabeto Ogham nella Antica Civiltà Sarda – Scrittura e lingua ancora attuali dopo oltre 5.000 anni di Storia – Anguana Edizioni – Sossano –VI)

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I TOPONIMI “ALBA” e “IBER”

Di Valeria Putzu

Come vi avevo preannunciato la fusaiola di Buckquoy é stata il punto di partenza di una serie di articoli che evidenziano corrispondenze tra alcune nazioni che abbiamo visto nei giorni dove si ritrovano gli stessi motivi decoratici a circoli concentrici, gli stessi altari a gradoni, gli stessi santuari con coppelloni rituali, ma soprattutto scritte con lo stesso alfabeto lineare prima e simili alfabeti letterali di tipo runico dopo. La porzione del testo che abbiamo decifrato nella fusaiola, “ALBA” é lo spunto per un analisi di toponimi, tra questi paesi ci sono moltissimi toponimi comuni, in questo articolo ne analizzero due: ALBA, appunto, e IBER.

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CONTATTI TRA LA ANTICA CIVILTA’ SARDA E L’ITALIA CENTRALE

Di Fabio Garuti

Grazie alle ricerche effettuate sulla Antica Civiltà Sarda, sui relativi contatti anche Nord-Atlantici, e sulla alfabetica Ogham – Sarda, diventa possibile, grazie alle datazioni che ci riportano ad una età (almeno) pre-Celtica, trovare riscontri molto interessanti.
Gli Antichi Sardi viaggiavano per mare, e questo è chiaro, ma ciò che lascia attoniti è il fatto che abbiano lasciato tracce consistenti del proprio passaggio anche in Centro Italia, e precisamente in quella parte del Lazio chiamata Ciociaria, che corrisponde, grosso modo, alla odierna provincia di Frosinone. Proprio le scritte in Alfabeto Ogham-Sardo reperite sulle mura non solo di Alatri, anche di Veroli e Segni (tre splendide località Ciociare), confermano l’assunto.

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L’OGHAM “CIRCOLARE” – PARTE II: IL PESO DA TELAIO DI BUCKQUOY

Di Fabio Garuti e Valeria Putzu

 

Dopo l’ogham circolare spagnolo che avevamo visto due settimane fa (MA BHAT), continuiamo con un altro ogham circolare, si tratta di un peso da telaio con un’iscrizione che si snoda intorno al foro centrale. Come succede con quasi tutti i testi Ogham, anche per questo reperto presenta varie incongruenze, sie relative alla datazione che alla traduzione.

Questo peso da telaio é stato trovato all’esterno di una Wheelhaus a Buckquoy in Scozia (tratteró in modo piú dettagliato nei prossimi giorni questa importante tipologia edilizia che presenta forti analogie con strutture simili esistenti in Sardegna e non solo). I materiali scavati all’interno della struttura suggeriscono una datazione alla metá I millennio A.C., ma probabilmente si tratta di un edificio anteriore (lo spiegheró in dettaglio nell’articolo apposito sulle wheelhouses in preparazione), che potrebbe essere stato vuotato completamente dai nuovi occupanti della metá del I Millennio, con l’eliminazione degli arredi dei precedenti abitanti. Il peso da telaio, ricordo trovato all’esterno della casa, é stato invece datato all’ VIII sec. D.C. soprattutto per pregiudizi relativi alla tipologia della scrittura. L’ogham di questo peso di telaio ha infatti una linea principale nettamente disegnata. Gli ogham altomedioevali, dal IV sec. D.C. in poi, non hanno tale linea, usano invece lo spigolo dell’oggetto che viene scritto come linea base, ma casualmente vari ogham classificati come Pitti, molti dei quali incisi sopra menhir dell’età del bronzo, presentano la linea principale incisa. Quindi la presenza di questa linea, più che indicativa del fatto che si tratterebbe di un Ogham tardo, sarebbe la prova di una maggiore antichità rispetto agli Ogham altomedioevali. Continua a leggere

OGHAM “CIRCOLARE”

Di Fabio Garuti e Valeria Putzu

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Reperto certamente unico nel proprio genere è quello che Vi presento oggi, e che mi è stato segnalato da Valeria Putzu: attorno ad un foro centrale (probabilmente un peso da telaio) una scritta ad andamento non lineare ma curvo. Una vera rarità, reperita a Buckquoy (territorio tra Nord della Francia e penisola Iberica), di non grandi dimensioni e di peso contenuto.
Perché unico nel proprio genere ? A parte la scrittura “circolare”, comunque sempre su una linea continua ovviamente curva, è presente la famosa M in alfabeto Ogham-Sardo (la croce poggiante su un solo piede, tanto per semplificare, evidenziata dal colore verde chiaro, in alto), cosa che assevera il passaggio da Ogham Lineare ad Ogham Sardo, ossia diviso in singoli simboli, utilizzati sia come simbolo, appunto, od uniti tra loro a formare vere e proprie parole, non più scritte su una linea continua. Un ulteriore passaggio intermedio di questa forma alfabetica, molto interessante.
Venendo alla decifrazione del tutto, potete notare i singoli simboli ben evidenziati da Valeria Putzu. Continua a leggere