L’OGHAM “CIRCOLARE” – PARTE II: IL PESO DA TELAIO DI BUCKQUOY

Di Fabio Garuti e Valeria Putzu

 

Dopo l’ogham circolare spagnolo che avevamo visto due settimane fa (MA BHAT), continuiamo con un altro ogham circolare, si tratta di un peso da telaio con un’iscrizione che si snoda intorno al foro centrale. Come succede con quasi tutti i testi Ogham, anche per questo reperto presenta varie incongruenze, sie relative alla datazione che alla traduzione.

Questo peso da telaio é stato trovato all’esterno di una Wheelhaus a Buckquoy in Scozia (tratteró in modo piú dettagliato nei prossimi giorni questa importante tipologia edilizia che presenta forti analogie con strutture simili esistenti in Sardegna e non solo). I materiali scavati all’interno della struttura suggeriscono una datazione alla metá I millennio A.C., ma probabilmente si tratta di un edificio anteriore (lo spiegheró in dettaglio nell’articolo apposito sulle wheelhouses in preparazione), che potrebbe essere stato vuotato completamente dai nuovi occupanti della metá del I Millennio, con l’eliminazione degli arredi dei precedenti abitanti. Il peso da telaio, ricordo trovato all’esterno della casa, é stato invece datato all’ VIII sec. D.C. soprattutto per pregiudizi relativi alla tipologia della scrittura. L’ogham di questo peso di telaio ha infatti una linea principale nettamente disegnata. Gli ogham altomedioevali, dal IV sec. D.C. in poi, non hanno tale linea, usano invece lo spigolo dell’oggetto che viene scritto come linea base, ma casualmente vari ogham classificati come Pitti, molti dei quali incisi sopra menhir dell’età del bronzo, presentano la linea principale incisa. Quindi la presenza di questa linea, più che indicativa del fatto che si tratterebbe di un Ogham tardo, sarebbe la prova di una maggiore antichità rispetto agli Ogham altomedioevali.

In secondo luogo c’é il tema del testo inciso: gli studiosi hanno presentato tre possibili interpretazioni:

E(s/n)DDACTA(n/lv)IM(v/lb)
(e/)(s/n/)DDACTANIMV
(e/)TMIQAVSALL(e/q)

non riuscendo a decantarsi su una delle tre a causa della non interpretabilità di tali traduzioni né con il latino, né con il gaelico. Jackson propone che le scritte pitte, a suo dire tutte non interpretabili (ma che strano per un periodo di cui é nota la lingua che si parlava!) siano afferenti a una lingua non indoeuropea (come il basco, l’ibero e probabilmente il sardo antico, altra casualità!). Ma l’ipotesi di questa lingua non indoeuropea non concorderebbe con l’ipotesi ufficiale che vede nell’ogham un’alfabeto proprio dei monaci cristiani irlandesi che l’avrebbero portato in Scozia. Per questo motivo la storica Katherine Forsyth si é tirata fuori dalla manica una quarta traduzione: “ENDDACTANIM(f/lb)” (che vorrebbe dire Benddact anim L., una benedizione per l’anima di L.), una sorta di benedizione in latino maccheronico che mette d’accordo le coscienze di tutti risolvendo gli imbarazzanti problemi linguistici di cui abbiamo parlato. Ma questa traduzione risulta notevolmente forzata: se c’è una cosa chiara in quest’ogham, che capisce chiunque guardandolo é che il testo ha un punto preciso di inizio (sulla sinistra) e di fine (idem, vedi seconda immagine) e un senso di lettura orario, in queste traduzioni forzate (la quarta, la “cristiana”, ma anche le prime due) per trovargli per forza un senso si é non solo invertito il senso di lettura (da orario a antiorario), ma anche traslato un gruppo di segni da quella che sarebbe dovuta essere la parte finale del testo all’inizio (quindi facendo iniziare il testo non nel punto in cui la curva si spezza, ma in un punto casuale all’interno della curva), oltretutto trasformandola in una lettera E realmente inesistente (terza immagine). Per il momento abbiamo individuato solo il gruppo ALBA di cui ha parlato Fabio, faremo piú avanti un altro post al riguardo quando avremmo piú chiaro il testo.

C’è inoltre un’ulteriore incongruenza nel voler vedere in questo testo una benedizione cristiana: nel peso altre alla scritta c’è incisa la figura di un serpente, rappresentazione della dea della medicina, quindi se di un’invocazione/benedizione si trattasse, non sarebbe certamente cristiana, perché altrimenti in un invocazione cristiana verrebbe rappresentato il simbolo di una dea pagana?

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