I CELTI – CRONOLOGIE NELL’ EUROPA OCCIDENTALE

Di Fabio Garuti

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Per quanto strano possa sembrare, l’argomento ” Celti ” viene a volte trattato con una certa distanza, e le motivazioni sono molteplici. Innanzitutto , per poterne approfondire cronologie e territorialità, è necessario monitorare gran parte dell’Europa Occidentale, sia essa Iberica, Mitteleuropea , Britannica o Italica, e la cosa non è certo agevole. Poi, non essendo essi legati ad un preciso luogo, ne risulta particolarmente complessa una qualsivoglia connotazione territoriale precisa. Infine, come risulterà chiaro, essi non hanno mai avuto reali affinità con i popoli prettamente ” Occidentali “, denotando peculiarità fortunatamente ben diverse da questi ultimi. Fortunatamente per noi, s’intende, dato che tali differenze,unite a datazioni ormai accettate entro “forchette temporali” ristrette, ci permettono di poter tracciare un quadro ,od almeno una cornice, entro cui stabilire alcuni punti fermi.
Ne ho avuto conferma dialogando con due Ricercatrici Tedesche che mi hanno illustrato, a proposito di Celti, studi molto interessanti ed approfonditi relativi ai primissimi nuclei Celtici giunti nel cuore dell’Europa provenienti da Oriente : Indo-europei, quindi, le cui peculiarità sono riscontrabili sia dagli incroci etimologico-linguistici, sia dal reperimento di reperti quali armi, tombe,gioielli. Ebbene,questi primissimi gruppi , spesso definiti Proto – Celti, ma ormai ri – catalogabili come Indo – Germanen ( Indo – Germani ) si stanziarono nel cuore della odierna Mitteleuropa di Lingua Tedesca ( fine del Quarto Millennio avanti Cristo ) , espandendosi poi in gran parte d’Europa. Perchè sono importanti per la Storia del Mediterraneo ? Perchè i loro usi e le loro consuetudini,oltre che naturalmente ai loro linguaggi e alle relative etimologie, permettono di discernere con precisione i Popoli Occidentali da quelli Indo-Europei, con una approssimazione ben limitata. Vediamo :

I Celti si espandono in Europa nel corso del Terzo Millennio avanti Cristo : occupano il Nord Italia ( ma, tramite l’etnia cosiddetta dei Pentri arrivano nel cuore dell’Italia Centrale fino all’odierno Sannio Beneventano ) , tutta l’Europa di Lingua attualmente Tedesca, gran parte della Francia , la Britannia ( oggi Gran Bretagna ) e gran parte della Penisola Iberica . Tale processo si consolida dalla metà del Terzo Millennio avanti Cristo, segnando una cesura nettissima tra Popoli di origine pienamente Occidentale, e Celti, appunto, di origine Indo – Europea. Non si assiste mai a processi di integrazione piena e gli equilibri socio -politico – territoriali mutano sostanzialmente, esattamente come gli aspetti etimologici e linguistici.
Lo possiamo ben desumere dalle tante differenze rispetto alla Storia Antica di Bretoni, Sardi, Scozzesi, Liguri, Iberici , per citarne alcuni, che improvvisamente emergono dalla nuova realtà Celtica. L’unico Territorio a mantenere la propria identità, assolutamente scevro da qualsivoglia influenza di stampo Celtico è proprio la Sardegna, evidentemente molto ben difesa, munita di flotte ben attrezzate,ed esperta di marineria civile e militare. In tutti gli altri citati territori la cesura con il passato è nettissima, evidente,ma ci consegna dati precisi sui contatti e sulle datazioni che riguardano proprio la Antica Civiltà Sarda : se contatti ci sono stati, e ci sono stati, con tracce evidenti ( di cui parliamo da tempo ) il fatto che si interrompano in tali territori ma non in Sardegna, è una chiara evidenza. E proprio la Scozia è il territorio in cui, molto meglio che altrove, tale affermazione trova sempre maggiore conferma, dato che proprio qui integrazione ed affinità Socio-Culturali con la Antica Civiltà Sarda erano particolarmente intense. Ma vediamo le differenze tra Celti e Sardi ( ed ovviamente Pitti Scozzesi ) tanto per delineare un quadro chiaro :

  • i Celti non hanno una organizzazione sociale su base matriarcale. Sardi e Pitti sì. Tanto che in Sardegna è ben nota ancora oggi.
  • i Celti non amano navigare. Sardi e Pitti certamente sì. Le navi Sarde sono ben testimoniate da bronzi e riproduzioni mirabili, ed arrivare e tornare dalla Scozia presuppone, dato che si tratta di rotte anche Atlantiche, marineria di ottimo livello e costruzione di legni in grado di tenere il mare aperto. Più che natanti vere e proprie navi in grado di affrontare l’alto mare.
  • i Celti prediligono le foreste,i luoghi montani, e non certo il mare e le coste. Men che meno isole ed arcipelaghi. Sardi e Pitti sì.
  • i Celti non edificano Nuraghi, o costruzioni simili. I Sardi sì, ed i Pitti anche ( a migliaia, denominati Dan ,da non confondersi con i molto più grandi Broch. Meglio specificarlo ancora una volta in quanto noto una certa confusione anche da parte di qualche ” addetto ai lavori”. Succede.)
  • i Celti non hanno iconografie ( Cerchi Concentrici ) simili a quelle di Sardi e Pitti Scozzesi.
  • i Celti non hanno il culto delle Acque, della Dea Madre, della Luna e non edificano pozzi sacri. I Sardi sì e, come vedremo, ne abbiamo ancora qualche riscontro anche in Scozia ( ne parleremo nei prossimi giorni con un articolo a parte ).
  • i Celti hanno una scarsissima identificazione Territoriale, a differenza di Sardi e di Pitti. Non edificano città e non prediligono i confini, che invece isole e mare delimitano in maniera assoluta.
  • presso i Celti le Donne hanno , forse, dignità sociale elevata, ma mai di comando. Le Druidesse, a differenza dei Druidi, hanno mansioni ben definite, non vengono identificate da ruoli di potere,ed infatti verranno sostanzialmente ignorate anche dai Romani che,al contrario,stermineranno tutti i Druidi, ritenuti i veri titolari delle funzioni di comando e controllo. Va ricordato,per inciso, che le Druidesse erano custodi,invece, dei segreti della Natura e delle Erbe medicamentose, ( piante officinali ) .

In Sardegna tutto ciò non produrrà conseguenze e non si avvertiranno mutamenti sostanziali rispetto al passato, ma negli altri Territori, come appunto la Scozia, varieranno tutti i precedenti assetti. Da ciò il fatto che, improvvisamente, proprio in Scozia cessi l’edificazione di Nuraghi/Dan, non vengano più riprodotte le iconografie su pietra, non vengano più realizzati pozzi sacri ( anzi,ne verranno distrutti ed interrati parecchi, o riutilizzati addirittura come sepolcri), e la società non sarà più di stampo matriarcale.
E la Sardegna ? Il mutare delle condizioni Territoriali volgerà interessi e relazioni della Antica Civiltà Sarda sempre più verso Oriente, a discapito dei contatti con il Nord – Europa. Ma consegnandoci una indelebile ed interessante testimonianza sulla sua Storia “pre – Celtica” , Occidentale, e soprattutto giustificando e motivando, Storicamente, gli “Orizzonti Orientali”. Ne riparleremo diffusamente. Non era credibile che una società descritta come dedita solo a pastorizia ed allevamento,senza stabili riferimenti, improvvisamente fosse diventata artefice di contatti di ogni genere con il Mediterraneo Orientale. E l’ Ovest ? Una Storia precedente, fino all’ Età Celtica, appunto.

( tratto da : Sardegna,pagine di Archeologia negata.Una grande Civiltà Mediterranea,migliaia di anni prima della Storia di Roma – Anguana Edizioni – Sossano -VI )

I POZZI SACRI IN SARDEGNA ED I CAIRNS IN SCOZIA

ANCORA CONTATTI ED INCONGRUENZE

Di Fabio Garuti

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Da tempo ormai cerchiamo di dimostrare come la Antica Civiltà Sarda abbia avuto stabili e durevoli contatti con la Scozia Settentrionale ed Insulare ( Isole Orcadi e Shetland ) , in un periodo antecedente l’arrivo in Nord Europa dei Celti, cosa che ci permette, (e non è poco), di collocarla in un periodo anteriore al 2.500 avanti Cristo, ossia almeno un paio di millenni prima della Storia di Roma. Datazione peraltro confermata anche dai contatti che la Sardegna ha avuto con la Bretagna del Nord ( oggi Francia Settentrionale ) e con la Penisola Iberica ( ad esempio Galizia – Spagna ) come dimostrato dai numerosissimi Men-Hir che ancora oggi caratterizzano tali territori, e datati almeno al 3.000/3.500 avanti Cristo. A parte i già diversi riscontri che accomunano tali due Territori tanto distanti tra loro, nella grande Isola Mediterranea vi sono anche magnifiche strutture denominate ” pozzi sacri “, ricordi di culti molto antichi in onore dell’ Acqua e della Femminilità, con riferimento ad una assai venerata Dea – Madre, alla Luna ed a tutto ciò che sia collegato al concetto di ” Dare Vita” , nel pieno rispetto della Natura ed integrandosi con essa. Un concetto, appunto, Femminile, antichissimo , ed in netta contrapposizione con l’idea ” Maschile ” del cercare di possedere i segreti Naturali al fine di dominare la Natura stessa. Detto per inciso i risultati a cui siamo giunti, oggi, denotano con tragica evidenza che un ritorno a concetti ben più rispettosi del Mondo che ci circonda sarebbero per lo meno auspicabili, proprio in quella fondamentale ottica così chiaramente riassumibile ed identificabile nel ” dare Vita” Femminile, appunto. Dicevamo dei Pozzi Sacri in Sardegna : Sorgenti ancora oggi accessibili, a riprova che perizia e conoscenze siano state davvero notevoli. Edificare strutture del genere non è impresa semplice per cui, viste le tante peculiarità di questo antichissimo Popolo penso sia davvero ora di non parlare più di vaga ed indefinita “Civiltà Nuragica”, termine certamente affascinante e veritiero ma che, in ogni caso, significa troppo poco in quanto riferito solo ad una singola tipologia di edificio. C’è molto di più. Ebbene, ed in Scozia ? La Civiltà Pittica, ( o Pitta ) , nel Nord Insulare di quel Paese, di cui più volte ci siamo occupati , ebbe durata ben più breve di quella Sarda, a causa dell’arrivo dei Celti. Nonostante i contatti tra i due territori, la Civiltà Sarda ebbe vita e sviluppo ben più duraturo e significativo, e la regola non fa eccezione neanche per quanto attiene ai Pozzi Sacri. Bellissimi, numerosi e costruiti in modo magnifico quelli Sardi, trovano nel Nord della Scozia rispondenza minore sia quantitativamente che qualitativamente, tranne,per fortuna, una eccezione, giunta quasi intatta ( purtroppo non nella parte superiore ) ed abbastanza ben conservata fino a noi oggi, e che ci permette di fare un significativo ed ennesimo paragone comparativo traendo nel contempo alcune interessanti conclusioni.

Chiariamo innanzitutto che in Scozia tali strutture ( la cui funzione non è stata mai del tutto chiarita, date le contrastanti opinioni in merito ) vengono genericamente indicate come CAIRNS, termine Gaelico-Scozzese certamente tardo , che include vari tipi di costruzioni a secco, litiche ( in pietra) , non ben distinte tra loro : accumuli di pietre per indicare o demarcare i confini, tombe ed, appunto, luoghi di accesso a sorgenti od a corsi d’acqua , sotterranei e non. Ne sono rimasti pochissimi, (alcuni sono stati interrati e vengono scoperti per puro caso, od addirittura sono stati riutilizzati come sepolcri in età successiva non essendo stati più compresi e venerati come Culto della Dea Madre della Terra ) , ed indicano un culto dell’Acqua e della Femminilità riscontrabile anche in Sardegna, ma non certo presso i Celti. E’ evidente che tali similitudini tra Scozia Settentrionale pre-Celtica ( ossia Pittica ) e Sardegna siano frutto di affinità Socio – Culturali notevoli ( non dimentichiamo l’organizzazione Matriarcale, sempre comune ai due Territori così come talune importanti raffigurazioni iconografiche) e, in definitiva, di una Civiltà Sarda in grado di mantenere tali rapporti conservando la propria identità anche quando nel Nord della Scozia, e nel resto d’Europa, i Celti di origine Indo-Europea presero, come detto, il sopravvento. Abbiamo considerato due strutture : una è quella di IS PIROIS , magnifica, ubicata nel Comune di Villaputzu, l’altra è quella di QUOYNESS, Isole Orcadi , Scozia Settentrionale , quindi sempre nei medesimi luoghi in cui, ricordiamolo, sono stati sia edificati un migliaio di DUN , pronuncia DAN, molto simili ai Nuraghi Sardi per aspetto esterno,struttura tronco-conica, muro a doppio guscio, scala elicoidale intra-muraria e nicchia d’andito, e sia scolpiti i magnifici CERCHI CONCENTRICI su pietra identici per fattura e soggetto a quelli Sardi. Le immagini parlano da sole, l’affinità è evidente, per cui non ci resta che asseverare, ancora una volta, i contatti tra i due Territori . Ma c’è di più : datazioni : in Sardegna, stando ai dati ufficiali, siamo, per i pozzi sacri, alla cosiddetta età Nuragica ( dal 1.800 / 1.500 avanti Cristo fino al 500 / 200 sempre avanti Cristo ) . In Scozia, invece, il Cairn,o meglio il Pozzo Sacro di cui abbiamo discusso, viene datato a più di 5.000 anni fa, ossia ben prima del 3.000 avanti Cristo. E’ una prima, notevole, ammissione di incongruenza : chi ha ragione ? Per quanto ci riguarda, sappiamo ormai che la struttura nelle Isole Orcadi, al pari dei Dan/Nuraghi, è certamente pre- Celtica, e quindi certamente anteriore al 2.500 avanti Cristo. Ne consegue che il 3.000 avanti Cristo sia parecchio verosimile. Materia complessa, ma che comincia a dare responsi inequivocabili : Nuraghi, Pozzi Sacri e Cerchi Concentrici su pietra, ben presenti ed ancora ottimamente conservati, sono presenti in Sardegna e nella Scozia Settentrionale ed Insulare, denominati rispettivamente Dun ( pronuncia Dan – ben diversi e da non confondere con i grandi Broch che sono altra cosa ) e Cairns, mentre per i Cerchi su pietra manca una specifica denominazione. Al di là di altre affinità i due Territori sono evidentemente legati, ma il fatto che nel Nord della Scozia siano arrivati, verso il 2.500 avanti Cristo, i Celti, che tali strutture non hanno più edificato, ci permette anche, e finalmente, di dare una datazione precisa anche alla Antica Civiltà Sarda : certamente antecedente al 2.500 avanti Cristo, appunto. Scusate, ma che senso avrebbe avuto “replicare” in Sardegna edifici od iconografie su pietra risalenti in Scozia ad almeno 1.000 anni prima ? Che logica ci sarebbe in tutto ciò ?. Un pò ciò che è accaduto per la datazione dei Bronzi, che in Sardegna testimoniano una perfezione più che mirabile. Ma possibile che l’età del Bronzo venga fatta risalire al 3.300 avanti Cristo tranne che in Sardegna , in cui tale lega si sarebbe affermata nel 1.800 avanti Cristo ? Ossia circa 1.500 anni dopo ? 15 secoli per conoscere il bronzo ? Non c’è nulla da fare…..alla Storia ufficiale Sarda sembra toccare un destino davvero strano : i Millenni “saltano” come birilli e soprattutto non si deve mai e poi mai andare più indietro del 2.000 avanti Cristo. Punto e basta. Altro destino assurdo riguarda la Marineria Sarda : fino all’arrivo dei Fenici i Sardi ( ufficialmente ) non avevano nè barche nè navi,altrimenti non si spiegherebbe una stasi di millenni all’interno dell’Isola !!!. Ormai l’ anti – storicità si sta trasformando in una sorta di farsa grottesca e surreale. Persone che vivono su un’ Isola, che attendono millenni prima di conoscere le navi ? Retrodatando anche la Storia della Antica Civiltà Sarda i vari “tasselli” si incastrano certamente meglio. Con una migliore e ben più precisa identificazione della cosiddetta “Civiltà Nuragica” ; un termine limitativo, per quanto indubbiamente affascinante, non Vi pare ?

( tratto da : Sardegna , pagine di Archeologia negata. Una grande Civiltà Mediterranea migliaia di anni prima della Storia di Roma – Anguana Edizioni – Sossano – VI )

COMPARAZIONI SARDO-SCOZZESI – PARTE I

Di Fabio Garuti

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Indubbiamente il metodo “comparativo” rappresenta un capitolo importante nell’ambito della ricerca Storico-Archeologica. E penso che fin qui si sia tutti d’accordo. Del pari penso si possa convenire anche sul fatto che le similitudini tra due oggetti o manufatti, o meglio, il riscontrare similitudini in tal senso, sottenda già e comunque un procedimento di tipo Logico, mancando praticamente sempre un qualsivoglia marchio di fabbrica che ne identifichi con precisione assoluta origini e composizione, nonché datazione. L’utilizzo della logica è, quindi, giocoforza necessario, e francamente non si capisce il motivo per cui taluna ufficialità rifiuti qualsiasi riferimento in tal senso anche per altre questioni. Inutile dilungarsi, era solo una riflessione, peraltro doverosa, a mio avviso.
Ora, dove purtroppo non si conviene più, è sulla scelta dei manufatti da comparare, od anche sui criteri di comparazione. “Articoli” assai gettonati sembrano essere, ovviamente a livello ufficiale, i manufatti in terracotta o ceramici, ma non così una miriade di altri oggetti, costruzioni, edifici, simbologie iconografiche e quant’altro che, come vedremo, non vengono ancora considerati come penso meriterebbero. Senza contare i Territori presi in considerazione : per quanto riguarda la Sardegna ben conosciamo lo “sguardo tendenzialmente rivolto ad Oriente “, che, sinceramente, comincia a mostrare parecchie lacune rispetto ad un invece ben dimostrabile “sguardo ad Occidente”,oltretutto assai vetusto, come spesso abbiamo argomentato, tanto da poter parlare apertamente di Antica Civiltà Sarda ben pre-Celtica. Continua a leggere

STORIA DELLA ANTICA CIVILTA’ SARDA : SUDDIVISIONI

Di Fabio Garuti

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Prima di proseguire nella analisi delle peculiarità della Antica Civiltà Sarda ( attualmente ci occupiamo di Alfabetica, come ben ricorderete ) penso sia il caso di tracciarne finalmente e, consentitemelo, definitivamente, talune prime importanti demarcazioni cronologiche. Alla luce di quanto in questi mesi abbiamo analizzato, possiamo affermare che la prima, basilare demarcazione è data, come avrete certamente intuito, dall’arrivo e dallo stanziamento dei Celti nell’Europa Occidentale, con l’unica particolarissima eccezione proprio dell’ Isola Sarda. La seconda è data dalla tragedia di Thera (esplosione del vulcano) oggi Santorini, avvenuta all’incirca nel 1.628-1.629 avanti Cristo.

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