ANTICHI MITI E RITI SUL MAIS

Di E.din: la Terra degli Anunnaki

Prima cresciuto in Messico circa 5.000(?) anni fa, il mais divenne ben presto la coltura alimentare più importante in Centro e Nord America. In tutta la regione, tra i nativi americani, Maya, Aztechi, ed altri indiani adoravano gli dèi del mais e svilupparono una serie di miti sull’origine, la semina, la coltivazione, e la raccolta.

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PROMETEO: L’AQUILA E IL SERPENTE

Di Patrizia Spiga

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Prommoteo,un gigante minore ,fratello di Atlante, lo ritengo un personaggio simile a Gesù. Naturalmente il racconto non finisce qui, altrettanto interessante è il secondo episodio ,ma vorrei conoscere le vostre opinioni. Per quanto riguarda Noè c’è un piccolo dettaglio,nella sua imbarcazione non erano presenti i serpenti, ma soprattutto volatili, in proposito è interessante il racconto dell’aquila che tra le torture inflitte da Zeus a Promoteo si mangiava il suo fegato e questi ricresceva sempre. La descrizione dell’aquila a mio avviso è esclusivamente diretta alle astronavi degli dei.

Prometeo era figlio figlio di Gipeto  è un uccello rapace noto come uccello barbuto o avvoltoio degli agnelli (http://it.wikipedia.org/wiki/Gypaetus_barbatus), vorrei aggiungere un piccolo particolare in proposito : Eschilo si dice sia morto a causa di un’aquila che scambiò la sua testa per una testuggine !!!! molti non sanno che la costellazione della tartaruga nella mitologia greca rappresenta la lira, però sono convinta che in quello spazio così lontano ci siano le nostre radici…..
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KUR O ISHKUR: IL DIO DELLA MORTE E DELLA MONTAGNA

Di Inanna Adamas

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Ishkur, figlio di Enlil, diventò il dio unico degli Ebrei: il famoso YHVH.
Nei testi sumeri di circa 6000 anni fa si parla del dio EN.LIL, che aveva l’epiteto di ILU.KUR.GAL, ovvero “Signore della grande montagna”; egli aveva tre figli, uno dei quali si chiamava ISH.KUR o “Signore della montagna”, difatti il glifo KUR in sumero significa “montagna” mentre ISH è un gioco di parole che deriva dall’unire l’accadico ISHA (signore) con la desinenza cananea ISH (montagna), glifo che viene tradotto in accadico con SHADDU, e che si evolverà in ebraico in El Shaddai, dove El vuol dire “Signore”, mentre Shaddai significa “montagna”.
Questo è l’epiteto con cui Dio si presenterà per la prima nell’Antico Testamento, quando in Genesi 17: 1,2 disse ad Abramo:

«Io sono El Shaddai, cammina alla mia presenza e sii perfetto».

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LILITH – LAIL – LAILAH

Di Inanna Adamas

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Lilith è una figura presente nelle antiche religioni mesopotamiche e nella prima religione ebraica, che potrebbe averla appresa dai babilonesi assieme ad altri culti e miti (come il Diluvio universale) durante la prigionia di Babilonia.
Nella religione mesopotamica Lilith è il demone femminile associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. La figura di Lilith appare inizialmente in un insieme di demoni e spiriti legati al vento e alla tempesta, come è il caso nella religiosità SUMERICA DI LILITU, circa nel 3000 a.C.
Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (quindi precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché si rifiutò di obbedire al marito.
Lilith compare nell’insieme di credenze dell’Ebraismo come un demone notturno, ovvero come una civetta che lancia il suo urlo nella versione della cosiddetta Bibbia di re Giacomo. Secondo la tradizione della qabalah ebraica, invece, è il nome della prima donna creata, prima compagna di Adamo e precedente a Eva. La sua figura, delineata nel Medioevo, risale a miti e leggende antiche della Mesopotamia. Nell’immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e caratterizzata dagli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.
Alla fine dell’Ottocento, in parallelo alla crescente emancipazione femminile nel mondo occidentale, la figura di Lilith diventa il simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile e, rivalutata nelle religioni neopagane, viene posta a fianco di simboli come quello della Grande Madre. ( LA SUMERA NINHURSAG).
L’accadico Lil-itu (“signora dell’aria”) potrebbe riferirsi alla divinità femminile sumerica Ninlil (del pari “signora dell’aria”), dea del vento meridionale e moglie di Enlil. La storia di Adapa ci narra come Adapa avesse infranto le ali del vento del sud, azione per la quale egli temette di essere punito con la morte. Nell’antico Iraq, il vento del sud è associato con l’aggressione portata dalle tempeste di polvere meridionali e in generale con le malattie.
L’accadico Līlītu e l’ebraico לילית (lilith)….sono aggettivi femminili che derivano dalla radice linguistica proto-semitica <L-Y-L> = LAIL “notte” (con l’aggiunta della lettera TAV a significare “della notte”, “notturna”), e traduce letteralmente un “essere femminile della notte, sebbene le iscrizioni cuneiformi in cui compaiono i termini Līlīth e Līlītu si riferirono in seguito agli spiriti aerei che apportano malattie. La stessa radice – che non esige letteralmente uniformità di concetti – in ebraico e nell’arabo Lailah/Leyla, Lela Lel Lail ..significa “sera, notte”.
Qualcuno ha osservato che Lilith sembra essere il corrispondente pagano della Madonna, ma, mentre questa schiaccerà il serpente ( enki) e lo dominerà, Lilith ne è attratta, quasi inconsapevole, e ne è avvolta, quasi connivente nello scoprire i segreti della natura umana.

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LILITH – NEL VICINO ORIENTE

Di Inanna Adamas

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“In quel tempo vi era un albero tutto solo, l’albero uluppu era tutto solo.
Esso era piantato sulla riva del puro Eufrate,
e si nutriva delle acque del fiume Eufrate;
il vento del sud sradicò le sue radici, ruppe le sue fronde. L’acqua dell’Eufrate lo trascinò via.
Una donna, rispettosa della parola di An, vi passò accanto, rispettosa della parola di Enlil, vi passò accanto,
essa prese l’albero nella sua mano e lo portò a Uruk, nel santo giardino di Inanna essa lo portò.
dopo che dieci anni furono passati, l’albero crebbe imponente, ma il suo tronco non aveva foglie.
Nelle sue radici un serpente che non teme magia vi aveva fatto il nido; nei suoi rami l’aquila Anzu vi aveva deposto i suoi piccoli;
nel suo tronco la Vergine lillake vi aveva costruito la sua casa”.

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LA DEA NISABA

di Inanna Adamas

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La storia dell’Astrologia si perde nella notte dei tempi. Risale, infatti, a 2200 anni prima della nostra Era il cosiddetto Sogno di Gudea, il governatore Sumero della regione di Lagaš, in Mesopotamia. Questi aveva ricevuto in sogno l’ordine di costruire un nuovo tempio al dio Ningirsu e non sapendo che cosa fare, racconta alla dea Nanše ciò che aveva sognato. Nel sogno, dunque, gli era apparsa una figura femminile che“… in una mano teneva uno stilo d’argento, sulle ginocchia una tavoletta con le stelle del cielo”.Prosegue,“Vi era un secondo personaggio,con un braccio piegato teneva una tavoletta di lapislazzuli su cui disegnava la pianta di un tempio”.E poco più avanti è lo stesso dio Ningirsu che dice:“Gudea, il segno per la costruzione della mia casa ti darò, le buone stelle del cielo per i miei riti chiamerò a raccolta”.Il personaggio femminile è la Dea Nisaba, la dea che, fra i Sumeri, presiede alla scrittura e all’agricoltura, il cui nome ha come significato primario quello di “colei che tiene sulle ginocchia la tavoletta con le stelle del cielo” ed è da considerarsi, perciò, la dea del firmamento. Il secondo personaggio è il dio architetto, Nindub. Appare chiaro, soprattutto dall’affermazione di Ningirsu, che già allora era in voga la pratica della ricerca del tempo più propizio per l’avvio d’iniziative importanti, come poteva essere la costruzione di un tempio. Tuttavia, quel già allora non può essere considerato iniziare in quel pur lontano 2200 a. C., poiché sappiamo che, una volta scoperta la scrittura, fu trascritto tutto ciò che si riteneva importante, facente parte di tradizioni che annoverano già molti secoli alle loro spalle.

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DIVINITA’ EGIZIE: KHENTAMENTYU

Di M.Rita Moi

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Khentamentyu (anche Khentamenti) è una divinità ancestrale della mitologia egizia, particolarmente venerata ad Abydos, in Egitto. Si considera protettore dei morti (da cui il nome in italiano Primo degli Occidentali, ossia i trapassati verso l’Aldilà), e viene raffigurato come uno sciacallo.

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Durante il Medio Regno venne assimilato ad Osiride, e il suo nome ne divenne un epiteto. Talvolta, in correlazione all’analogia nella raffigurazione zoomorfa, è stato erroneamente associato anche ad Anubi.

  • Osiri-KhentamentyuPrima divinità dell’Oltretomba, come recitano i Testi delle piramidi, venne successivamente sostituito da Osiride, già verso la V dinastia, ma restava il dio protettore del XVII nomo dell’Alto Egitto il cui capoluogo, Khasa, venne chiamato, in epoca ellenistica, Cinopoli ossia “Città dei canidi” per il culto che vi veniva celebrato.

Le divinità ibride con testa di canide erano diverse e ne citiamo tre: Anubi, Upuaut e Khentamentyu. Continua a leggere