La Piramide di Zilke – Un “benben” bosniaco?

Di E.din: La Terra degli Anunnaki

La piramide Zilke è una piramide fatta di argilla che risale dal  3000 a.C. al 6000 a.C. ed è stato scoperto da alcuni studenti in Donje Mostre, una città vicino i nuovi campi delle piramidi bosniache a Visoko.
Questo artefatto di argilla è stato pubblicato nel settembre 2011 da Kujundzic Zilke, uno dei tanti scienziati che si sono opposti alle credenze del Dr. Semir Osmanagich quando ha sostenuto che le colline di Visoko erano piramidi.
Questo oggetto a  forma piramidale sembra mancante della parte superiore e mostra che una civiltà abbia abitato la zona più di 5000 anni fa, anche se la piramide Zilke non è stata scoperta tra gli scavi di Visoko potrebbe mantenere un certo tipo di legame. Il bosniaco Kujundzic Zilke dice che questa piramide di argilla non dovrebbe avere alcuna relazione con le piramidi di Visoko, ma potrebbe aver sbagliato, come quando Osmanagich rivelò che vi fossero delle piramidi sotto la collina. Continua a leggere

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LE GALLERIE DI LONGYOU E HUASHAN

Traduzione di E.din: La Terra degli Anunnaki

Foto dal sito: http://www.abovetopsecret.com/forum/thread945636/pg1

Ubicazione:

Rif. Greenwich Meridian. : 29°3′41.65″N – 119°11′2.51″E
Rif. Giza Pyramid                :   0°55’3,35″N – 87°58’2,51″E

Negli ultimi anni sono state scoperte in Cina due misteriosi complessi di grotte molto grandi scoperte, collegate per stile architettonico e decorativo, nessuno ha idea di chi li ha costruiti, le migliori ipotesi neanche troppo educate…
I due sistemi sono a Longyou, 24 alloggiamenti finora scoperti, e Huashan, 36 alloggiamenti finora scoperti, di cui uno solo è aperto al pubblico.
Complesso di Longyou;
Nel giugno del 1992, un abitante del villaggio di nome Wu Anai, decise di pompare l’acqua in una delle grotte conosciute a livello locale, che rivelarono in seguito la prima di molte grotte artificiali nella regione. Dopo 17 giorni di pompaggio, fu rimossa sufficiente acqua per rivelare la grotta tra cui diverse stele scolpite, confermando così la sua idea che non fossero serbatoi naturali, ma piuttosto artificiali. Il pavimento della grotta occupa più di 2.000 metri quadrati, con il punto più alto della grotta superiore a 30 metri. Le quattro steli della prima grotta sono simmetricamente distribuite. In seguito a questa scoperta, ha continuato a pompare fuori l’acqua da altre quattro caverne solo per scoprire che tutte portavano gli stessi segni sulle pareti e sui soffitti.
Complesso di Huashan ;
Si vede ovunque l’attenzione molto particolare per l’intaglio;
C’è stato qualche suggerimento che potrebbero riguardare le incisioni molto simili a quelle che si trovano sulla ceramica locale risalente al 500 a.C. circa , ma in realtà nessuno ha identificato questo stile con certezza .Chiamata anche Grotta mistica di Flower Hill (Collina del fiore) , il nome cinese è Huashan Mi Ku , trovata da un contadino , quando salì al Flower Hill ( Huashan ) per fare legna nel 2000. Ci sono in totale 36 grotte distribuite ora ai piedi della Collina Fiore , che si estendono per circa 5 km lungo la stessa. Gli interni della grotta mostrano il particolare di essere stata cesellata . Poiché nessun detrito è stato trovato all’ interno o intorno ad essa , gli archeologi e gli scienziati stanno ancora cercando di scoprire quando e come sono stati costruite . Chi ha costruito e a quale scopo? E’ particolarmente degno di nota che la Grotta n° 35 , che è la più grande del suo genere trovato fino ad ora ad Huashan, esaltata come il Palazzo sotterraneo e Palazzo freddo, 18 metri il punto più alto , 170 metri di lunghezza , con una superficie di 12.000 metri quadrati. Ci sono 26 colonne di pietra triangolare che sostengono il soffitto , all’interno della grotta , ci sono molte stanze in pietra , letti in pietra , ponti di pietra , edifici di pietra istoriati , grondaie in pietra e piscine in pietra.
Le mistiche grotte di Huashan Grotte.
Molto sorprendente quindi che non esistano resoconti storici di queste grotte o che manufatti non siano stati trovati all’interno, come per chi siano state costruite: la mia ipotesi migliore, per quello che vale, sarebbe una setta di beginings dediti al Taoismo.
Il primo riferimento a Huashan, che significa “Montagna del Fiore”, venne dalla dinastia Chou, 3000 anni fa. Infatti, il carattere cinese “hua” (fiore) è stato inventato proprio per nominare questa montagna, che ha cinque punte che si dipanano come petali di un fiore. Taoisti, attratti da questi potenti cinque elementi feng shui, sono venuti a Huashan a meditare per almeno 2200 anni, secondo gli annali della dinastia Han.

ARQUEOLOGÍA SARDA: TAMBIÉN LA CASUALIDAD MIRA A OCCIDENTE

(Italian Version)

De E.din: La Terra degli Anunnaki

La pintadera, para quien no conociera la tipología del objeto, es un hallazgo arqueológico en cerámica o terracota de forma circular, caracterizada por un dibujo geométrico usado como molde o timbre para decorar el cuerpo, el pan o tejidos. Es típica de diferentes culturas prehistóricas, como los aborígenes guanches en las Islas Canarias, la civilización nurágica en Cerdeña, la cultura de los vasos a boca cuadrada en la Italia Septentrional y de las proto-palafitas Bad Buchau.
Lo que nos interesa subrayar para quién lea y sobre que nos gustaría que reflexionara es el hecho que la misma Wikipedia, de la que hemos sacado la definición de Pintadera, asocie dos lugares muy específicos que comparten el tema “caliente” y aún por desvelar de sus orígenes: las Islas Canarias con la población de los guanches y Cerdeña con su civilización nurágica.

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ARCHEOLOGIA SARDA: ANCHE LA CASUALITA’ GUARDA AD OCCIDENTE

(Spanish Version)

Di E.din: La Terra degli Anunnaki

12079648_1643005989321670_6966663019032961586_nReproducción de fotografía de pintadera perteneciente al Fondo de Arqueología de Gran Canaria de El Museo Canario, destinada a su publicación en la web de El Museo Canario (www.elmuseocanario.com).

La pintadera, (pl. pintadere), per chi non conoscesse la tipologia del manufatto, è un reperto archeologico in ceramica o terracotta di forma circolare, caratterizzata da un disegno geometrico usato come stampo o timbro per decorare il corpo, il pane o i tessuti. È tipica di diverse culture preistoriche, come gli aborigeni Guanci nelle isole Canarie, della civiltà nuragica in Sardegna, della cultura dei vasi a bocca quadrata nell’Italia Settentrionale e delle protopalafitte di Bad Buchau.
Quello che ci piace sottolineare a chi ci sta leggendo e su cui ci piacerebbe si fermasse a riflettere è il fatto che la stessa Wikipedia, da cui è tratta la definizione di Pintadera, associ due luoghi molto particolari accomunati dalla tematica “calda” e tutt’ora aperta delle proprie origini: le isole Canarie con la popolazione dei Guanchi e la Sardegna con la sua civiltà nuragica.
La Pintadera sarda è stata rinvenuta domenica scorsa nelle campagne del Barigadu da una pattuglia della Stazione di Neoneli del Corpo Forestale e riporta una decorazione con cinque cerchi concentrici e una bordatura esterna a frangia (Foto 1).
Ciò che sbalordisce letteralmente è stata l’impressionante analogia tra quanto corredato nell’articolo del ritrovamento e quanto avevo visionato precedentemente per un’altra ricerca, che mi aveva portato a rivolgere l’attenzione ad un catalogo on line del museo Canario, che si trova appunto sulle isole Canarie. Sfogliando il catalogo ecco che trovo l’inventario numero 3059 (Foto 2). La pintadera, con un diametro di 39 mm e un’altezza di 27, presenta una forma circolare con un’appendice perforata. Il bordo è definito da linee rette parallele incise, la stampa circolare da cerchi concentrici incisi interamente bruniti.
La somiglianza è quindi veramente impressionante, fatta eccezione per il numero dei cerchi concentrici interni: 5 cerchi concentrici per quella sarda a fronte di 4 per quella spagnola.
Questo ritrovamento casuale, sembra faccia dell’ironia il suo leit-motiv, perchè pone un altro mattone nella ricerca di tutte quelle somiglianze a favore di chi, dopo aver intrapreso il percorso delle rotte della scrittura Ogham, delle opere edili e degli strumenti musicali, sta volgendo il suo sguardo sempre più ad occidente nella ricerca della verità.
Che oggi ancor più di ieri (se ce ne fosse stato ulteriormente bisogno), pone la questione in un’ottica ancor più complicata e spinosa per chi lo sguardo ad ovest non lo vuole volgere perchè non ha un occidente da guardare; o per chi, peggio, soffre di una condizione di torcicollo cronico, dovuto al fatto di sostenere sempre e comunque con enorme fatica e nonstante tutto le azioni della Fenicia S.p.A.. Ma come è già successo in precedenza anche per le società di successo se non sostenute da solidità finanziaria, rischiano, prima o poi, inevitabilmente ed inesorabilmente la trasformazione in un’enorme bolla.

L’EPOPEA DI GILGAMESH

Di E.din: La Terra degli Anunnaki

Titolo originale: Ša nagba inuru
Autore: Sîn-leqi-unnini
Epoca: VII sec. a.C.
Illustrazioni di Francis Mosley: http://www.francismosley.com/

PROEMIO

Di colui che vide tutto io voglio narrare al mondo.
Di colui che conobbe ogni cosa, tutto io voglio raccontare.
Egli andò alla ricerca dei Paesi più lontani e raggiunse la completa saggezza.
Egli vide cose segrete, scoprì cose nascoste,riferì delle storie dei tempi prima del Diluvio.
Egli percorse vie lontane, finché stanco e abbattuto si fermò.
E fece incidere tutte le sue fatiche su una stele di pietra.

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L’EPOPEA DI GILGAMESH: INTRODUZIONE

Di E.din: La Terra degli Anunnaki

Gilgamesh (2)

L’Epopea di Gilgamesh è un ciclo epico di ambientazione sumerica, scritto in caratteri cuneiformi su tavolette d’argilla, che risale a circa 4500 anni fa tra il 2600 a.C. e il 2500 a.C. Esistono sei versioni conosciute di poemi che narrano le gesta di Gilgamesh, re sumero di Uruk, nipote di Enmerkar e figlio di Lugalbanda. La versione più conosciuta, la cosiddetta Epopea di Gilgamesh è babilonese. E’ uno dei più antichi poemi conosciuti e narra le gesta di un antichissimo e leggendario resumerico, Gilgamesh, alle prese con il problema che da sempre ha assillato l’umanità: la morte e il suo impossibilesuperamento. L’epopea (o più semplicemente “il Gilgamesh”) è anteriore ai poemi omerici (VIII sec. a.C.) e ai Veda indiani (1500 a.C.). Le prime redazioni sumeriche del poema sono fatte risalire ad oltre il 2000 a.C. Documenti su Gilgamesh sono stati rinvenuti piùo meno ovunque in Mesopotamia, ma anche al di fuori, come in Anatolia (Hattusa, capitale dell’impero ittita) o in Palestina (Megiddo).

L’Epopea di Gilgamesh raccoglie tutti quegli scritti che hanno come oggetto le imprese del mitico re di Uruk ed è da considerarsi il più importante dei testi mitologici babilonesi e assiri pervenuti fino a noi. Continua a leggere

LA PIRAMIDE MAYA DI TONINA

Nuove valutazioni della piramide maya recentemente trovata la colloca tra le più grandi

Traduzione di E.din: La Terra degli Anunnaki

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Cinque anni dopo la sua scoperta, gli scavi di una piramide Maya in Messico hanno rivelato che è una delle più grandi sin d’ora ritrovate. A 75 m. di altezza, sull’acropoli di Tonina Chiapas nel sud del Messico, la struttura possiede 208 gradini in pietra che conducono al suo apice.
Questa la pone saldamente alla stregua della “Piramide del Sole” di Teotichuacan, un’ampia costruzione, con 225 m. di lunghezza e un’altezza variabile tra i 65 ed i 75 m. di altezza.

Recenti scavi hanno dimostrato che la città maya di Tonina potrebbe avere un’estensione doppia rispetto a quanto anticipato in precedenza. Viene anche descritta come unica, in quanto la città ha sette distretti ben definiti all’interno del suo perimetro di circa 10-12 ha., ognuna dedicata ad un diverso scopo – come palazzi, templi, abitazioni e uffici amministrativi.
Il sito è stato classificato come uno dei più importanti del Messico, con più di 300 testi geroglifici finora identificati.

In precedenza, si riteneva che il il tempio di Tonina fosse stato costruito su una collina.
“E ‘una grande sorpresa vedere che la piramide è stata fatta quasi interamente dagli architetti e quindi sarebbe più artificiale che naturale,” come ha dichiarato ai media locali Emiliano Gallaga, direttore della zona archeologica.
“Questo è perché si credeva che quasi ogni collina fosse un tumulo naturale, ma recenti evidenze hanno rivelato che è stato quasi interamente costruito dagli antichi abitanti.”

Un sarcofago di pietra è stato trovato presso il sito all’inizio di quest’anno e da allora è stato datato all’ 840-900 d.C. All’interno sono stati trovati i resti di ossa e ceramiche, anche se un’origine certa non è ancora stata stabilita.

Tuttavia, un testo geroglifico trovato su un muro pochi mesi fa sembrerebbe riportare il nome completo e un ritratto del capo Maya che ha costruito la più importante casa fortificata della città, K’inich B’aaknal Chaahk – il sesto sovrano dei 14,noto per aver governato la città.
“Questo muro è fondamentale per comprendere un capitolo di storia Tonina tra il 680 e il 715 d.C., quando il 6 ° “seignior” “compare nella sequenza dinastica del sito”, spiega l’archeologo dottor Carlos Pallan Gayol.
“Per presentare, è noto che K’inich B’aaknal Chaahk era il sovrano con maggiore politico e potere egemonico in Tonina, una città conosciuta nei suoi tempi come Pò (bianco in lingua Mixe-Zoque).”
Dietro il muro è stato trovato un trono e le iscrizioni che tengono le date di marzo e giugno del 708 d.C..
I ricercatori sperano che la traduzione di altri geroglifici aiuterà a produrre una comprensione del perché la civiltà Maya è crollata.

Fonte della traduzione:
http://www.news.com.au/technology/science/new-assessment-of-recently-found-mayan-pyramid-puts-it-up-among-the-biggest/story-fnjwl1aw-1227441201493


Ringraziamo la pagina Egizi Maya Aztechi Sumeгi Dei o Extгateггestгi? nella persona di Elena Cencetti per la segnalazione della notizia:
https://www.facebook.com/Egizi-Maya-Aztechi-Sume%D0%B3i-Dei-o-Ext%D0%B3ate%D0%B3%D0%B3est%D0%B3i-132882843419961/timeline/