Sa grutt’e janas, sa grutt’e sa naj , la grotta della nave: a Baunei, traccia le antiche rotte dei navigatori sardi

Di Davide Cocco

È NouEl, Natale.

comunque la si voglia mettere, a natale ci si fanno dei regali no? E allora volevo farvi un regalo… ci sono delle cose che non pubblico,  un po’ perché non faccio mica in tempo,  un po’ perché sento il bisogno di tenerle li finché non approfondisco oppure perché mi sembra siano troppo grosse, e qualche errore lo devo aver fatto.. e allora volevo farvi un regalo, e avevo questa cosa nel cassetto.
una cosa che appartiene alla terza specie, e un po’ alla seconda. che è nel cassetto da un po’ ma poi ho detto : imperfezioni ne ha, e ne ha ben donde, perché è una roba che gli archeoufficiali hanno “sistemato” nel 4mila a.C. (io, ci aggiungerei uno zero… ), ed è ovvio che chi l’ha fatta, qualche imprecisione l’ha commessa, è comprensibile.. però..

però siccome prima erano i fenici, ad insegnarci tutto,
poi i sumeri…
poi gli ebraici…
poi i turchi…
(gli egizi non li nominano che sono tabù peggio degli etruschi..)

E poi visto che le popolazioni orientali le abbiamo smontate tutte, e le hanno finite, adesso viene fuori che la sardegna è stata colonizzata dagli spagnoli venuti a piedi e poi dopo gli spagnoli saranno i cinesi e francesi, piuttosto che gli americani e poi che ne so, chi si inventeranno..
Perché l’importante è che al centro del mediterraneo non ci fosse l’isola più grande, perché importante è che al centro del grande verde non ci fosse un isola con la più grande superficie edificata del mondo conosciuto perché non importa che i sardi portassero ossidiana in Europa nel 4000 a.C., perché tutto deve essere tranne la sardegna perché intorno alla sardegna per forza doveva esserci un campo di forza ,
che impediva ai sardi di uscire ma non agli altri di entrare e siccome per forza deve essere “tutto, ma non il mio Sardo”.. io vi faccio il mio regalo di nou el.

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LA MAPPA DI PIRI REIS

Di E.Din: La Terra degli Anunnaki

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Nel museo di Topkapi di Istanbul, si trova un’antica carta geografica che prende il nome dall’ammiraglio turco che la disegnò e che deve averla copiata da un originale più antico. La data sulla mappa si basa sul calendario musulmano e corrisponde al nostro 1513. La cosa notevole della mappa è che vi sono disegnate le linee della costa dell’Antartide, libere dai ghiacci. Inoltre la mappa è basata su di un sistema di proiezione all’avanguardia, con il globo terrestre in superficie piana. Vi è disegnata tutta l’America del Sud con la costa atlantica e quella del Pacifico. Il professor Charles H. Hapgood nel 1960 si rivolse all’aeronatuica degli Stati Uniti per capire come fosse possibile. Un tenete colonnello delle forze aeree gli rispose di condividere la sua convinzione: la parte inferiore della carta geografica delineava effettivamente la Costa della Principessa Martha nella Terra della Regina Maud e la penisola antartica. I dettagli del settore inferiore della mappa riportano con grande esattezza il profilo sismico rilevato attraverso gli strati di ghiaccio della spedizione antartica svedese-britannica del 1949. Questo porta alla conclusione che il profilo della costa sia stato rilevato cartograficamente prima della sua glaciazione. Attualmente, nella zona in questione, il ghiaccio è spesso più di 1.5 Km. Alle forze aeree era ignoto come il livello delle conoscenze cartografiche del 1513 potesse essere conciliare con quei dati.

La riproduzione delle coste dell’Antartide libere dai ghiacci, nella mappa, potrebbe ricollegarsi al Diluvio. Se la teoria dello scioglimento dei ghiacciai antartici e il loro riversamento nei mari meridionali fosse corretta, l’Antartide restò a lungo libera dai ghiacci, prima che si ricostituisse la calotta polare attuale. Dalle ricerche di Hapgood e del suo team, risulterebbe la nuova glaciazione circa 6000 anni fa, e quindi attorno al 4000 a.C.. Quindi il rilevamento della mappa potrebbe essere stato effettuato tra il 10.500 a.C. e il 4000 a.C. se ipotizziamo la prima datazione come partenza del fenomeno del diluvio. La carta sembra essere stata ripresa dall’alto, da molto in alto, avendo come punto di riferimento per la mappatura la zona della città del Cairo. Il punto di osservazione in alto sul Cairo ci riporta in Egitto, luogo di partenza per la creazione del mondo, così come se la figurava la casta sacerdotale nelle ere dinastiche.