ARCHEOLOGIA SARDA: L’ETIMOLOGIA DELLA PAROLA NURAGHE

di Fabio Garuti

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Affrontiamo oggi un argomento di quelli parecchio dibattuti, non ancora risolti, e su cui è opportuno confrontarsi apportando nuovi tasselli di ricerca e parametri di discussione. Nessuna Verità assoluta e preconcetta, ci mancherebbe, ma, data una sostanziale incertezza sull’origine di un nome molto comune e famoso, è opportuno e doveroso cercare altre e nuove soluzioni.
Fino ad oggi la denominazione NURAGHE/NURAGHI, straordinario edificio tipico della Sardegna, è stata fatta risalire a termini provenienti dal Mediterraneo Orientale (NUR-Fuoco ed anche AK-divinità Orientale) o ad un non meglio definito, e quindi molto vago, prefisso NUR derivante dal pre-Latino o dal Proto-Sardo. Nulla di definitivo e quindi da dover dimostrare per intero. Diventa quindi necessario provare a percorrere anche altre strade, con maggiori agganci e riscontri sul Territorio, almeno come spunto di riflessione e di ricerca. Soprattutto è opportuno, visti gli agganci con il Nord della Scozia, provare a cercare anche in quella direzione. Precludersi un percorso di ricerca è sempre dannoso.

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ARCHEOLOGIA LINGUISTICA – RESOCONTI DAL PASSATO

Di Fabio Garuti

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Lo studio delle Lingue antiche, antichissime ed addirittura estinte, soffre al giorno d’oggi,a mio avviso, di una sorta di ” isolamento ” da altre discipline, francamente incomprensibile, soprattutto da parte della Storia e della Archeologia. Ne deriva che spesso i campi di ricerca procedano per proprio conto non senza una mancanza di informazioni che spesso non avrebbe ragion d’essere. Per la verità ciò si verifica soprattutto per quanto riguarda lo studio di periodi ” pre – Storici ” e forse la motivazione,per quanto non condivisibile a mio avviso, è chiarissima : mancanza di testi scritti, mancanza di reperti ed in genere mancanza di “testimonianze ” intese nel senso tradizionale. E’ un errore, ed anche considerevole, peraltro più evidente nel nostro Paese che non all’Estero. Le lingue antiche, addirittura estinte,lasciano sempre qualcosa dietro di sè, tramandano nomi,o parti di nomi,altrimenti inspiegabili ed anzi, proprio la loro integrazione con quelle successive e ben testimoniate, ne rivela la presenza e ne giustifica grande considerazione. Continua a leggere

NURAGHI – DUN – TOFET: PROVE ARCHEOLOGICHE A CONFRONTO

Di Fabio Garuti

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Dato che la Ricerca Indipendente viene bollata, da gran parte del Mondo Accademico, come “fantasiosa”, “priva di riscontri”, “inaffidabile”, fino ad arrivare a termini talvolta irripetibili (parliamo di evidente Negazionismo, ma non a copertura di qualche oscuro complotto, bensì semplicemente di posizioni acquisite e da non voler assolutamente mettere in discussione…), mi sembra logico, opportuno e doveroso fare un bel raffronto metodologico, con tanto di immagini e descrizioni, su due esempi concreti di “prova archeologica”. La posta in gioco, e lo sanno benissimo tutti, nessuno escluso, è molto più alta di quanto si creda e soprattutto di quanto si voglia talvolta far credere: la Credibilità, requisito fondamentale per ottenere l’attenzione, l’approvazione e l’incoraggiamento del Pubblico e capace, inoltre, di creare una “forchetta” sempre più ampia ed incolmabile tra i due modi di affrontare la Ricerca Storico-Archeologica.  Continua a leggere

ARCHEOLOGIA LINGUISTICA – RESOCONTI DAL PASSATO

Di Fabio Garuti

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Lo studio delle Lingue antiche, antichissime ed addirittura estinte, soffre al giorno d’oggi,a mio avviso, di una sorta di ” isolamento ” da altre discipline, francamente incomprensibile, soprattutto da parte della Storia e della Archeologia. Ne deriva che spesso i campi di ricerca procedano per proprio conto non senza una mancanza di informazioni che spesso non avrebbe ragion d’essere. Per la verità ciò si verifica soprattutto per quanto riguarda lo studio di periodi ” pre – Storici ” e forse la motivazione,per quanto non condivisibile a mio avviso, è chiarissima : mancanza di testi scritti, mancanza di reperti ed in genere mancanza di “testimonianze ” intese nel senso tradizionale. E’ un errore, ed anche considerevole, peraltro più evidente nel nostro Paese che non all’Estero. Le lingue antiche, addirittura estinte,lasciano sempre qualcosa dietro di sè, tramandano nomi,o parti di nomi,altrimenti inspiegabili ed anzi, proprio la loro integrazione con quelle successive e ben testimoniate, ne rivela la presenza e ne giustifica grande considerazione. Rinunciarvi a priori significa privarsi di una base di ricerca ben più solida di quanto si creda, soprattutto per quanto riguarda le cronologie. Vediamo perché, mediante un esempio estremamente chiaro e preciso : la datazione dei primi ed ovviamente più antichi Nuraghi Sardi nonché della raffigurazione su pietra dei perfetti cerchi concentrici reperiti in Sardegna e nel Nord -Insulare della Scozia.
Una premessa : la Storia della Antica Civiltà Sarda attraversa,ormai chiaramente, due fasi ben distinte, e l’ignorare questa problematica costituisce un errore , senza voler entrare nel merito del perché tutto ciò accada: non è affar nostro. Ma è evidente che, a fronte di reperti, a migliaia, che testimoniano un fiorente sviluppo socio – economico ben prima della Civiltà Romana databili almeno al 2.500 avanti Cristo ( ed ancora a ritroso ), ci siano poi testimonianze di un progressivo ” orizzonte Orientale” che spostò , appunto verso Oriente, i contatti della Civiltà Sarda a far data dal 1.500 circa avanti Cristo in poi. Causa del tutto ? Probabilmente i mutati equilibri interni al Mediterraneo in seguito alla catastrofe del vulcano di Thera ( 1.630 avanti Cristo ), oggi Santorini, nell’Egeo, ma la materia è ancora in corso di approfondimento. Certo è che un nuovo orizzonte di interscambi tra Civiltà Sarda ed altre realtà Mediterranee trova sempre maggior conferma a far data,appunto, dalla seconda metà del Secondo Millennio avanti Cristo. E prima ? Ignorare il prima, non volerlo considerare è, dicevo, un errore , grave : anche perché il continuare a propinare la storiella che, improvvisamente, la Sardegna passi da una ovattata e nebulosa ” Civiltà Nuragica” ad una realtà dai contorni estremamente precisi ma orientati esclusivamente ad Oriente, fa letteralmente sorridere. Un po come la vicenda del Faraone Cheope che innalza così, all’improvviso, un mostro di Piramide da milioni di tonnellate con scalpelli martelli e funi ( naturali ) salvo poi far “obliare” tale incredibile capacità nel nulla, dato che edifici del genere non sono stati più edificati. Ovviamente senza considerare che qualcosa di identico è accaduto anche in Messico e Cina, sempre seguito poi dal solito oblio. Non si sa se sorridere o restare allibiti.
Ma torniamo al nostro argomento : come possiamo dimostrare che Nuraghi Sardi, Dun Scozzesi ( e non i Broch che sono molto più grandi, attenzione a non confondersi ) e perfetti Cerchi Concentrici su pietra ( tutte prerogative esclusive di tali due territori ) siano antecedenti al 2.500 avanti Cristo almeno ? La cosa è importante, in quanto una datazione può chiarire e far combaciare vari tasselli del puzzle che stiamo cercando di ricomporre. Un dato su tutti : I Celti. Costoro non hanno edificato Dun e Nuraghi, non hanno inciso su pietra i Cerchi Concentrici ed utilizzavano un idioma molto particolare che, in Britannia, divenne noto come Gaelico ( una sorta di Celtico Insulare appunto). Nel Nord della Scozia risiedevano i Pitti la cui lingua, assolutamente estinta, sopravvive solo in rari gruppi di lettere,molto particolari e ben identificabili, non assimilabili nè al Celtico nè al Gaelico. Nel Nord della Scozia i Celti, la cui Lingua ha matrice Indoeuropea a differenza di quella Pittica ( o Pitta ) , arrivano nella metà del terzo millennio, non prima, ed il fatto che non abbiano mai edificato Nuraghi, Dun o tracciato cerchi su pietra potrebbe anche bastare, ma la linguistica ci fornisce un ulteriore ed importante supporto. Gli incroci tra idiomi Indoeuropei – Celtici – Gaelici e, per quanto resta, Pittici, confermano totalmente queste datazioni, in quanto fanno risalire il Proto – Celtico ( antico Celtico ) proprio a tale periodo, coni primi importanti ” innesti ” tra idiomi. Un esempio ? Il gruppo – DUN , che oltretutto caratterizza le strutture simili ai Nuraghi ( aspetto esteriore – doppio guscio murario – scala elicoidale interna infra-muraria – nicchia d’andito ) è Pittico, non Celtico. Un dato importantissimo, straordinario, da considerare con grande attenzione, anche perchè il “gruppo letterale” -DUN è diffusissimo in tutta l’Europa e non solo, sempre con riferimento all’acqua od a strutture connesse,o vicine, all’acqua appunto: se tali edifici ( Nuraghi e Dun ) hanno, per quanto attiene a quelli Scozzesi, un nome Pittico ( Dun ) e non Celtico, sono chiaramente precedenti ai Celti. I Celti non ne hanno edificati e non hanno dato loro il nome. Arrivano nel Nord Insulare della Scozia solo nel 2.500 avanti Cristo per cui, tirate le somme,gli edifici Scozzesi non sono stati edificati dopo quel periodo. Mi sembra chiaro. Ed in Sardegna ? Possibile che l’Antica Civiltà Sarda, che offre tante similitudini con la realtà Nord – Scozzese, abbia atteso quasi 1.000 anni per edificare i propri primi magnifici Nuraghi ? Non ha senso, ed infatti così non è assolutamente. Altra prova ? I Cerchi in Sardegna sono stati incisi in modo perfetto anche sul Menhir – Stele di Mamoiada. I Menhir risalgono, almeno, al 3.000 / 3.500 avanti Cristo, esattamente come le Domus de Janas al cui interno troviamo cerchi ancor più mirabili. le datazioni collimano perfettamente,addirittura ad andare ancor più a ritroso. Penso che stavolta ci siamo,con un ulteriore e preciso riscontro dato proprio dalla Linguistica.
Ma non è tutto : alcuni gruppi letterali, a parte il -DUN di cui già abbiamo dato conto, sopravvivono ancora oggi dalla estinta Lingua Pittica (pur essendo stati poi assorbiti, com’è logico , dal Gaelico Scozzese) : ne conosciamo altri tre : -ABER , -PIT, -LHAN . Qualche riscontro ? Non ci crederete, ma anche in questo caso il collegamento Sardegna – Scozia è chiarissimo : ABER-DEEN, DUN-DEE ( pronuncia Dandee ), LAN-USEI e PIT-TULONGU parlano in tal senso.

L’Antica Civiltà Sarda : già ( almeno…) nel 2.500 avanti Cristo.

( tratto da : Sardegna,pagine di Archeologia Negata : una grande Civiltà Mediterranea migliaia di anni prima di Roma – Anguana Edizioni – Sossano- VI )

COMPARAZIONI SARDO-SCOZZESI – PARTE I

Di Fabio Garuti

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Indubbiamente il metodo “comparativo” rappresenta un capitolo importante nell’ambito della ricerca Storico-Archeologica. E penso che fin qui si sia tutti d’accordo. Del pari penso si possa convenire anche sul fatto che le similitudini tra due oggetti o manufatti, o meglio, il riscontrare similitudini in tal senso, sottenda già e comunque un procedimento di tipo Logico, mancando praticamente sempre un qualsivoglia marchio di fabbrica che ne identifichi con precisione assoluta origini e composizione, nonché datazione. L’utilizzo della logica è, quindi, giocoforza necessario, e francamente non si capisce il motivo per cui taluna ufficialità rifiuti qualsiasi riferimento in tal senso anche per altre questioni. Inutile dilungarsi, era solo una riflessione, peraltro doverosa, a mio avviso.
Ora, dove purtroppo non si conviene più, è sulla scelta dei manufatti da comparare, od anche sui criteri di comparazione. “Articoli” assai gettonati sembrano essere, ovviamente a livello ufficiale, i manufatti in terracotta o ceramici, ma non così una miriade di altri oggetti, costruzioni, edifici, simbologie iconografiche e quant’altro che, come vedremo, non vengono ancora considerati come penso meriterebbero. Senza contare i Territori presi in considerazione : per quanto riguarda la Sardegna ben conosciamo lo “sguardo tendenzialmente rivolto ad Oriente “, che, sinceramente, comincia a mostrare parecchie lacune rispetto ad un invece ben dimostrabile “sguardo ad Occidente”,oltretutto assai vetusto, come spesso abbiamo argomentato, tanto da poter parlare apertamente di Antica Civiltà Sarda ben pre-Celtica. Continua a leggere