L’ INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLE COINCIDENZE

Le Piramidi di Teotihuacán, Giza e Xianyang

di Simone Scotto di Carlo

Con i dati oggi in nostro possesso, è facile constatare ed è già stato dimostrato da diversi studiosi che quanto abilmente riportato in queste immagini, corrisponde a realtà:

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Immagine 1 elaborata e resa disponibile da Luca Bernasconi

Ingrandendo i punti di interesse, ci troviamo di fronte ad una situazione ancora più particolare, di cui la seguente immagine ne è una rappresentazione significativa:

Mappa_02
Immagine 2 disponibile dal sito http://onlythechanges.blogspot.it/

Sulla immagine 1 non ci sono dubbi e l’allineamento è facilmente constatabile da chiunque abbia accesso ad internet ed utilizzi un programma come Google Earth.
Sulla immagine 2, vi è maggiore difficoltà di riscontro senza mezzi informatici più specifici, ma per la seguente analisi statistica, basterà fare riferimento all’immagine 1.
Ciò premesso, riporto 2 osservazioni lampanti e scientificamente valide per i tre complessi piramidali più importanti di Messico, Egitto e Cina, rispettivamente collocati nelle regioni note come Teotihuacán, Giza e Xianyang:

  1. sono allineati lungo un’unica linea planetaria;
  2. la loro disposizione sul piano è molto simile;

Essendo le suddette 2 osservazioni state già oggetto di studi approfonditi da parte di studiosi molto più esperti di me, evito di entrare nel merito dei valori e delle dimostrazioni, lasciando al lettore l’onere ed il piacere di approfondire gli argomenti.
Il mio obiettivo è invece quello di trattare statisticamente i dati a disposizione.

Partiamo dall’osservazione n° 1: qual è la probabilità che 3 popoli diversi in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, costruiscano per pura coincidenza, 3 complessi piramidali allineandoli lungo una linea planetaria?
Per comodità dei lettori, riporto alcune semplici definizioni:

  1. Probabilità (classica) di un evento: il rapporto fra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi possibili supposti tutti ugualmente possibili;
  2. Coincidenza (Garzanti): concomitanza spesso casuale di più circostanze;

Per l’analisi statistica, dobbiamo definire l’estensione di un territorio (spazio campionario) come “insieme” delle probabilità dei luoghi di costruzione e dobbiamo individuare l’estensione spaziale del complesso piramidale.
Quest’ultimo dato possiamo stabilirlo come il rettangolo che contiene le 3 piramidi principali di ogni sito (per brevità lo chiameremo “rettangolo contenente”).
Ciò premesso, analizziamo i dati.
L’estensione del territorio dominato dai costruttori, è noto solo per Giza, purtroppo.
Anche in questo caso però, non possiamo ritenere idoneo alla costruzione del complesso piramidale il 100% del territorio dell’impero dell’Antico Regno (essendo presenti il Nilo, i rilievi, il deserto, etc.).
Per semplificare la trattazione, assumiamo cautelativamente che solo il 10% del territorio presentasse caratteristiche idonee alla costruzione: pianeggiante e con sufficiente capacità di sopportare il carico delle piramidi.

Per quanto riguarda Giza, abbiamo i seguenti dati:

  1. Estensione rettangolo contenente: circa 0,7 kmq (dato reale)
  2. Estensione impero costruttori: circa 300.000 kmq (dato reale)
  3. Estensione territorio idoneo: circa 30.000 kmq (ipotesi cautelativa)

Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel kmq di territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:

Formula_01.JPG

Confronto_09

Per Teotihuacan, l’archeologia ufficiale attribuiva la costruzione delle piramidi al popolo dei Toltechi, ma successivamente ha abbandonato questa ipotesi per abbracciarne altre non meglio definite.

Foto_01.jpg

Quindi, data l’incertezza sulla data di costruzione e sul popolo che l’ha costruita, possiamo ipotizzare che i costruttori avessero a disposizione un territorio vasto almeno 100.000 volte l’estensione del complesso piramidale. E’ un’ipotesi molto conservativa, considerando la complessità, la maestosità e lo splendore di Teotihuacan, sarebbe infatti lecito pensare che i costruttori dominassero su un impero ben più vasto (come termine di confronto basti pensare all’estensione dell’impero Egizio al tempo della costruzione delle piramidi della piana di Giza, che è più del doppio).

Semplificando i calcoli, abbiamo:

  1. Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato reale)
  2. Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
  3. Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)

Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel punto del territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:

Formula_02

Per il complesso di Xianyang, i dati attualmente in nostro possesso sono veramente scarsi (per cause legate a divieti militari del governo cinese), quindi per non interrompere lo studio, prendiamo come riferimento il rettangolo contenente ed i dati ipotizzati per Teotihuacan (nell’attesa di poter definire almeno il rettangolo contenente con più precisione e magari anche l’estensione dell’impero dei costruttori):

  1. Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato scelto per analogia con Teotihuacán)
  2. Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
  3. Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)

Formula_02

Pertanto la probabilità della coincidenza è:

Formula_03.JPG

Ovvero, la probabilità che Egizi, Precolombiani e Cinesi in 3 epoche diverse, in 3 continenti diversi, abbiano costruito per pura coincidenza, i 3 complessi piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang allineandoli lungo quella particolare linea planetaria, è pari a circa 2 su 100.000.000.000 (leggasi “due su cento miliardi”).
C’è da fare un considerazione (Osservazione 1 bis) a commento di questo risultato: due siti generici sul pianeta Terra saranno sempre allineati su una linea planetaria. Quindi la vera coincidenza è data dal terzo sito che viene costruito sulla linea planetaria definita dagli altri due siti.
Il calcolo quindi andrebbe fatto per il sito meno antico, ma siccome l’incertezza sulla datazione di Xian è troppo elevata, possiamo effettuare il calcolo per l’unico dei 3 siti per il quale abbiamo più dati a disposizione, ovvero Giza.
Ciò premesso, la probabilità che gli Egizi scegliessero di costruire il complesso piramidale di Giza proprio in quel punto, allineandolo per pura coincidenza gli altri due siti piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang vale:

Formula_05.JPG

Analizziamo ora l’osservazione n°2: partendo dalla probabilità di coincidenza sopra descritta, qual è la probabilità che i 3 popoli suddetti, in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, dopo aver allineato per pura coincidenza lungo
linee planetarie parallele i 3 complessi piramidali, abbiano disposto le piramidi secondo una geometria simile?
Per non entrare nel merito della trattazione, rimando agli studi di cui alla nota 1 e mi limito ad inserire le seguenti immagini per sostenere l’ipotesi della disposizione “molto simile”:

Confronto_010
Dal sito: http://www.earthquest.co.uk/articales/theory.html

Anche in questo caso, dobbiamo stabilire un criterio per determinare uno spazio campionario.
Un criterio possibile è quello di suddividere il rettangolo contenente in una maglia quadrata con estensione di un ettometro quadrato (valore plausibile in considerazione delle dimensioni di base delle piramidi).
Pertanto per Giza abbiamo 70 quadrati contenenti all’interno dei quali i costruttori avrebbero potuto collocare le proprie piramidi (per definizione un quadrato contiene la piramide quando il vertice della piramide coincide con il baricentro
del quadrato).
La prima piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:
Formula_06.JPG

La seconda piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:

Formula_07

La terza piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:

Formula_08

Pertanto la probabilità totale di disporre per pura coincidenza le Piramidi proprio secondo lo schema attuale è di:

Formula_09.JPG

Ovvero ci sono 3 probabilità su un milione.

Ripetendo i calcoli anche per Teotihuacán e Xianyang , otteniamo:

Formula_010

La probabilità parziale per l’osservazione 2 vale:

Formula_011.JPG
(Leggasi circa 1 probabilità su mille milioni di miliardi)

La probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 è la seguente:

Formula_012.JPG
(Leggasi circa 3 probabilità su cento miliardi di miliardi di miliardi)

Per comprendere questo numero, facciamo un esempio più pratico:

  • la probabilità di lanciare un dado a 6 facce ed ottenere il numero 6 è pari ad 1/6 ovvero il 16,66%;
  • per analogia, la 223 di cui sopra è la seguente: tirare 36 volte di seguito il dado ed ottenere sempre 6!

Mentre la probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 bis è la seguente:

Formula_013.JPG
(Leggasi circa 3 su mille miliardi di miliardi)

Anche in questo caso, riportando l’esempio del dado a 6 facce, dovremmo lanciarlo per 29 volte di seguito ed ottenere sempre 6!

La Formula_014.JPGequivale a lanciare il dado 6 volte di seguito ed ottenere sempre 6.
Su questo dato, suggerisco esperimenti personali ai professori di egittologia che parlano di
coincidenze: comprate un dado a 6 facce e lanciatelo su un tavolo piano facendolo rotolare.
Non appena avrete raggiunto l’obiettivo di ottenere 6 volte di seguito un 6, avrete capito che la teoria classica è valida. In caso contrario, fatevi qualche domanda.

E’ doveroso evidenziare il fatto che non ho preso in considerazione l’immagine 2: infatti se avessi dovuto analizzare anche la probabilità che le singole piramidi di un sito sono allineate con le corrispettive degli altri 2 siti, allora credo che avrei avuto difficoltà anche solo a pronunciare il numero che rappresenta la probabilità di coincidenza totale.
A questo punto, il lettore esperto di statistica, o il lettore esperto di archeologia, potranno sollevare numerose obiezioni sulle ipotesi cautelative che ho dovuto fare per ottenere un valore di probabilità della coincidenza.
Come per i miei precedenti 2 studi ( http://unina.academia.edu/SimoneScottoDiCarlo ), sottolineo che il mio obiettivo è dare un ordine di grandezza al problema e non una soluzione precisa.
Pertanto, variando i dati in ingresso e variando le ipotesi cautelative, si otterranno sempre e comunque dei valori di probabilità di coincidenza così piccoli da indurre a pensare che la teoria archeologica ufficiale è da rivedere.
Oggi è insostenibile affermare con leggerezza che quanto sopra esposto sia solo una pura coincidenza: sono i numeri che mettono in forma matematica ciò che la logica e l’intuito suggeriscono da anni; vi è stata una scelta precisa e non casuale da parte dei costruttori a Teotihuacán, Giza e Xianyang di allineare i 3 siti piramidali lungo linee planetarie e
di disporre le piramidi secondo geometrie simili.
Negare questa verità oggi significa sostenere che la Terra è ancora al centro dell’Universo ed il Sole e le Stelle immutabili le girano intorno.
Ma se si accetta questa verità, il passo successivo è scoprire chi e quando (e magari anche perché e come) ha scelto di costruire i 3 complessi piramidali in 3 continenti diversi in quel modo così particolare.
Una sfida enorme, la cui complessità richiede lo sforzo di ricerca di tutti gli studiosi ufficiali e di tutti gli appassionati del settore. Collaborare per capire e scoprire, senza aggrapparsi ai “dogmi archeologici” che stanno oscurando una delle pagine più belle e più antiche della storia umana.

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La Piramide di Zilke – Un “benben” bosniaco?

Di E.din: La Terra degli Anunnaki

La piramide Zilke è una piramide fatta di argilla che risale dal  3000 a.C. al 6000 a.C. ed è stato scoperto da alcuni studenti in Donje Mostre, una città vicino i nuovi campi delle piramidi bosniache a Visoko.
Questo artefatto di argilla è stato pubblicato nel settembre 2011 da Kujundzic Zilke, uno dei tanti scienziati che si sono opposti alle credenze del Dr. Semir Osmanagich quando ha sostenuto che le colline di Visoko erano piramidi.
Questo oggetto a  forma piramidale sembra mancante della parte superiore e mostra che una civiltà abbia abitato la zona più di 5000 anni fa, anche se la piramide Zilke non è stata scoperta tra gli scavi di Visoko potrebbe mantenere un certo tipo di legame. Il bosniaco Kujundzic Zilke dice che questa piramide di argilla non dovrebbe avere alcuna relazione con le piramidi di Visoko, ma potrebbe aver sbagliato, come quando Osmanagich rivelò che vi fossero delle piramidi sotto la collina. Continua a leggere

LA PIRAMIDE MAYA DI TONINA

Nuove valutazioni della piramide maya recentemente trovata la colloca tra le più grandi

Traduzione di E.din: La Terra degli Anunnaki

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Cinque anni dopo la sua scoperta, gli scavi di una piramide Maya in Messico hanno rivelato che è una delle più grandi sin d’ora ritrovate. A 75 m. di altezza, sull’acropoli di Tonina Chiapas nel sud del Messico, la struttura possiede 208 gradini in pietra che conducono al suo apice.
Questa la pone saldamente alla stregua della “Piramide del Sole” di Teotichuacan, un’ampia costruzione, con 225 m. di lunghezza e un’altezza variabile tra i 65 ed i 75 m. di altezza.

Recenti scavi hanno dimostrato che la città maya di Tonina potrebbe avere un’estensione doppia rispetto a quanto anticipato in precedenza. Viene anche descritta come unica, in quanto la città ha sette distretti ben definiti all’interno del suo perimetro di circa 10-12 ha., ognuna dedicata ad un diverso scopo – come palazzi, templi, abitazioni e uffici amministrativi.
Il sito è stato classificato come uno dei più importanti del Messico, con più di 300 testi geroglifici finora identificati.

In precedenza, si riteneva che il il tempio di Tonina fosse stato costruito su una collina.
“E ‘una grande sorpresa vedere che la piramide è stata fatta quasi interamente dagli architetti e quindi sarebbe più artificiale che naturale,” come ha dichiarato ai media locali Emiliano Gallaga, direttore della zona archeologica.
“Questo è perché si credeva che quasi ogni collina fosse un tumulo naturale, ma recenti evidenze hanno rivelato che è stato quasi interamente costruito dagli antichi abitanti.”

Un sarcofago di pietra è stato trovato presso il sito all’inizio di quest’anno e da allora è stato datato all’ 840-900 d.C. All’interno sono stati trovati i resti di ossa e ceramiche, anche se un’origine certa non è ancora stata stabilita.

Tuttavia, un testo geroglifico trovato su un muro pochi mesi fa sembrerebbe riportare il nome completo e un ritratto del capo Maya che ha costruito la più importante casa fortificata della città, K’inich B’aaknal Chaahk – il sesto sovrano dei 14,noto per aver governato la città.
“Questo muro è fondamentale per comprendere un capitolo di storia Tonina tra il 680 e il 715 d.C., quando il 6 ° “seignior” “compare nella sequenza dinastica del sito”, spiega l’archeologo dottor Carlos Pallan Gayol.
“Per presentare, è noto che K’inich B’aaknal Chaahk era il sovrano con maggiore politico e potere egemonico in Tonina, una città conosciuta nei suoi tempi come Pò (bianco in lingua Mixe-Zoque).”
Dietro il muro è stato trovato un trono e le iscrizioni che tengono le date di marzo e giugno del 708 d.C..
I ricercatori sperano che la traduzione di altri geroglifici aiuterà a produrre una comprensione del perché la civiltà Maya è crollata.

Fonte della traduzione:
http://www.news.com.au/technology/science/new-assessment-of-recently-found-mayan-pyramid-puts-it-up-among-the-biggest/story-fnjwl1aw-1227441201493


Ringraziamo la pagina Egizi Maya Aztechi Sumeгi Dei o Extгateггestгi? nella persona di Elena Cencetti per la segnalazione della notizia:
https://www.facebook.com/Egizi-Maya-Aztechi-Sume%D0%B3i-Dei-o-Ext%D0%B3ate%D0%B3%D0%B3est%D0%B3i-132882843419961/timeline/


Messico: La piramide di Kukulkan nel sito di Chichen Itza rivela un segreto per gli scienziati

Di E.din: la terra degli anunnaki

L’articolo desta molto interesse e va analizzato con estrema attenzione. Gli elementi ritrovati in quest’ultimo anno sul sito in oggetto (le tracce di mercurio e la presenza di un bacino d’acqua sotterraneo) potrebbero fornirci dei tasselli molto concreti per tutte quelle ipotesi che vedono nelle strutture piramidali di un certo calibro, un funzionamento diverso dal semplice edificio a scopo cerimoniale. Tutti questi elementi potrebbero rafforzare il pensiero di una struttura atta alla produzione di energia o che possa riferirsi a funzioni associate alla ionizzazione (come letto in altri recenti precedenti articoli)? Chichen Itza può essere l’esempio più lampante e pratico di come, attraverso prove più “fresche” e “incontaminate” dal punto di vista cronologico, rispetto alla “sorella più anziana” di Giza(?), di come tali strutture possano celare in se fortemente e concretamente una testimonianza di un’avanzata conoscenza tecnologica nel passato? Di sicuro, tutte queste ultime scoperte continuano a stridere sempre (e forse di più) con quanto venga continuamente affermato dalla scienza accademica, che vede, anche in questo caso specifico nella presenza di acqua, una funzionalità prettamente magica e simbolica. Lecitamente, può anche essere logica conclusione a certi prerequisiti di assunzione, ma per il mercurio come la mettiamo? Lo tralasciamo? O come in altre innumerevoli occasioni, più semplicemente lo ignoriamo? Forse sarebbe stato meglio che non fosse stato li…….. Continua a leggere

GLI OBELISCHI COME IONIZZATORI?

Di Diego Berzaghi

Si Ringrazia il gruppo facebook Impronte degli Dei (https://www.facebook.com/groups/1421044901507794/) nella persona di Miry Bell per la gentile concessione nel pubblicare l'articolo

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Gli obelischi funzionano in base a un identico principio.
Sono pilastri fatti di pietra cristallina con un pyramidion in oro, argento o rame posto sulla sommità, e sono siti al di sopra di acque sotterranee.
Un obelisco è di fatto uno ionizzatore d’aria.
Il succitato principio è stato applicato ad antiche chiese e moschee, costruite utilizzando pietra dall’elevato contenuto cristallino.
Campanili e cupole di chiese e moschee erano in massima parte fatte di rame, argento od oro, e quasi tutte queste antiche costruzioni venivano situate al di sopra di corsi d’acqua sotterranei – fonti naturali di ioni negativi.
Anche all’interno di queste chiese e moschee è avvertibile una proficua ionizzazione negativa.

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LA TEORIA DI TESLA APPLICATA ALLE PIRAMIDI

Di Diego Berzaghi

Si Ringrazia il gruppo facebook Impronte degli Dei (https://www.facebook.com/groups/1421044901507794/) nella persona di Miry Bell per la gentile concessione nel pubblicare l'articolo

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Lo scienziato sosteneva che la Terra è un’armatura di condensatore sferica, mentre la ionosfera rappresenta l’altra armatura.
Recenti misurazioni hanno determinato che la differenza di tensione fra la Terra e la ionosfera è pari a 400.000 volt. Le linee di forza della carica elettrica più i campi provenienti dal Sole agiscono verticalmente sui lati della piramide. Equipotenziali magnetici manifestano una grande densità del campo magnetico in cima o al vertice della piramide.
La tensione del campo elettrico aumenta di 100 V/m in concomitanza con l’altezza.
Il campo negativo terrestre raggiunge la massima intensità e densità in corrispondenza del vertice della piramide.
Alla sommità della Piramide di Cheope (altrimenti nota come la Grande Piramide o Piramide di Khufu) vi è una tensione enorme. La Piramide di Cheope dispone di una propria capacità elettrica, la prerogativa di accumulare un certo quantitativo di carica elettrica.
Se sulla piramide converge troppa carica elettrica, quella in eccedenza si scarica presso la sommità.
Secondo alcune voci, in origine il vertice della Piramide di Cheope consisteva in un pyramidion in oro massiccio – un eccellente conduttore.
La tensione alla sommità della struttura dipende esclusivamente dall’altezza, e questo è il motivo per cui Tesla predispose una torre, una struttura che si elevava in altezza; optò per una forma piramidale a otto lati, ma poteva essere una piramide a quatto lati, una con innumerevoli lati, un cono, la tensione sarebbe stata la medesima in ogni caso.
La forma simmetrica della struttura ne avrebbe accresciuto la stabilità statica e la resistenza a fenomeni sismici.
Per quale motivo Tesla fabbricò una sfera, di ventuno metri di diametro, sulla cima della torre piramidale?
Cosa si realizzò con tale iniziativa?
Il fatto che la sfera fosse priva di punte comportava che la tensione si sarebbe distribuita in modo uniforme sulla sua intera superficie.
La tensione scaricata dal vertice della piramide sarebbe stata acquisita dalla sfera, aumentando in tal modo la capacità elettrica complessiva dell’intera torre.
Invece di verificarsi presso un punto alla sommità della piramide, la scarica si sarebbe prodotta presso numerosi punti su tutta la superficie della sfera.
La conclusione è che aggiungendo la sfera al vertice della piramide, la capacità elettrica del dispositivo sarebbe risultata accresciuta, il che avrebbe aumentato la possibilità di generare fulmini di gran lunga più potenti.
La Wardenclyffe Tower di Tesla fu progettata per elettrificare l’atmosfera in un baleno e produrre un temporale accompagnato da pioggia, nonché per fungere da mezzo per una comunicazione senza fili su scala mondiale.
Per nostra grande disdetta, la torre non venne mai ultimata; fu smantellata nel corso della Prima Guerra Mondiale. Tesla non ebbe mai occasione di effettuare gli esperimenti che aveva pianificato a Long Island, né di applicare l’ingegneria della pioggia in condizini desertiche
Qual era la funzione delle piramidi?
Produrre fulmini?
Niente affatto. Le piramidi hanno funzionato per millenni, e continuano a farlo, come generatori di ioni negativi.
Allo scopo di ionizzare costantemente l’aria circostante, le piramidi dovevano essere collegate a una fonte permanente di ioni negativi.
Come si è ottenuto tale scopo?
Dove si trovano le linee ‘elettriche’ che conducono alle piramidi?
La Piana di Giza nasconde acque sotterranee in abbondanza. Grossi fiumi sotterranei che scorrono attorno alle piramidi sono zeppi di ioni negativi e, tramite l’effetto piezoelettrico, ‘traspondono’ questi ioni a ciascuna piramide, la quale quindi li accumula e scarica l’eccedenza presso la sommità.
Tutte le piramidi della piana sono costruite con pietra a elevato contenuto di cristallo, in grado di legare le cariche elettriche derivanti dall’acqua quando questa, nel sottosuolo, esercita una pressione meccanica contro il cristallo stesso.
Se esponiamo il cristallo a deformazione meccanica, cariche elettriche orientate compaiono in superficie – fenomeno noto come effetto piezoelettrico. Il cristallo rappresenta il convertitore di energia meccanica in energia elettrica.
In virtù del costante processo di carica e scarica della piramide, che viene caricata elettricamente dai fiumi sotterranei, la piramide stessa si contrae e si espande, determinando continui microterremoti

LO ZED EGIZIO. O FORSE NON SOLO EGIZIO ? – PARTE I

Di Fabio Garuti

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Lo ZED, o DJED, è un oggetto su cui sono stati versati letteralmente oceani di inchiostro. Raffigurato e riprodotto molto spesso nell’antico Egitto, è costituito da una sorta di colonna rastremata ( ossia base più larga che va restringendosi) con di norma quattro barre trasversali poste nella parte superiore della colonna. Un oggetto che è stato da sempre considerato la “raffigurazione della spina dorsale di Osiride” nota divinità Egizia. Il tutto somiglia ad una sorta di pilastro, per la verità, ed in effetti tale doveva essere anche considerato, in quanto l’essere fortemente rastremato conferiva al tutto una indubbia idea di stabilità. Va detto, ad onor del vero, che su detto ZED esiste comunque una certa confusione, se mi è concesso il distinguo. A volte viene considerato, appunto, un oggetto a se stante, a volte viene invece identificato come ciò che è posto all’interno della Grande Piramide di Giza, ossia una inspiegabile serie di intercapedini create dalla sovrapposizione di lastre di pietra molto pesanti. Francamente il tutto non è stato mai ben chiarito, come sempre accade quando un qualcosa ha un vago sapore tecnologico. Lo ZED puà benissimo rappresentare un ricordo di antichissima tecnologia, ma non è questo ciò di cui Vi voglio parlare. Sposto completamente l’ottica della discussione e Vi pongo un quesito : se mai fossero rinvenute in qualche altro sito piramidale ulteriori testimonianze di oggetti simili, cosa escogiterebbe l’archeologia tradizionale ? Dopo aver propugnato per decenni l’idea dello ZED quale oggetto assolutamente e rigorosamente Egizio ? Probabilmente ciò che accade per le Piramidi Cinesi ed il resto che già sapete : negare, e negare sempre. Non faccio commenti ulteriori e Vi lascio alle immagini. Chi vuole fare ricerca seria, non ha bisogno di parole: mostra immagini e lascia al senso critico di ogni appassionata ed appassionato la voglia ed il desiderio di valutare in proprio. Queste immagini sono di provenienza Egizia, Maya e Mixteca, (da Codici del 1.500 circa). Se non sono ZED mi si dica che cosa rappresentano. Forse antenne poste al di sopra delle piramidi ? Possibile, certamente. Ma che siano di esclusiva pertinenza Egizia comincio a vederla abbastanza difficile.