L’ INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLE COINCIDENZE

Le Piramidi di Teotihuacán, Giza e Xianyang

di Simone Scotto di Carlo

Con i dati oggi in nostro possesso, è facile constatare ed è già stato dimostrato da diversi studiosi che quanto abilmente riportato in queste immagini, corrisponde a realtà:

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Immagine 1 elaborata e resa disponibile da Luca Bernasconi

Ingrandendo i punti di interesse, ci troviamo di fronte ad una situazione ancora più particolare, di cui la seguente immagine ne è una rappresentazione significativa:

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Immagine 2 disponibile dal sito http://onlythechanges.blogspot.it/

Sulla immagine 1 non ci sono dubbi e l’allineamento è facilmente constatabile da chiunque abbia accesso ad internet ed utilizzi un programma come Google Earth.
Sulla immagine 2, vi è maggiore difficoltà di riscontro senza mezzi informatici più specifici, ma per la seguente analisi statistica, basterà fare riferimento all’immagine 1.
Ciò premesso, riporto 2 osservazioni lampanti e scientificamente valide per i tre complessi piramidali più importanti di Messico, Egitto e Cina, rispettivamente collocati nelle regioni note come Teotihuacán, Giza e Xianyang:

  1. sono allineati lungo un’unica linea planetaria;
  2. la loro disposizione sul piano è molto simile;

Essendo le suddette 2 osservazioni state già oggetto di studi approfonditi da parte di studiosi molto più esperti di me, evito di entrare nel merito dei valori e delle dimostrazioni, lasciando al lettore l’onere ed il piacere di approfondire gli argomenti.
Il mio obiettivo è invece quello di trattare statisticamente i dati a disposizione.

Partiamo dall’osservazione n° 1: qual è la probabilità che 3 popoli diversi in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, costruiscano per pura coincidenza, 3 complessi piramidali allineandoli lungo una linea planetaria?
Per comodità dei lettori, riporto alcune semplici definizioni:

  1. Probabilità (classica) di un evento: il rapporto fra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi possibili supposti tutti ugualmente possibili;
  2. Coincidenza (Garzanti): concomitanza spesso casuale di più circostanze;

Per l’analisi statistica, dobbiamo definire l’estensione di un territorio (spazio campionario) come “insieme” delle probabilità dei luoghi di costruzione e dobbiamo individuare l’estensione spaziale del complesso piramidale.
Quest’ultimo dato possiamo stabilirlo come il rettangolo che contiene le 3 piramidi principali di ogni sito (per brevità lo chiameremo “rettangolo contenente”).
Ciò premesso, analizziamo i dati.
L’estensione del territorio dominato dai costruttori, è noto solo per Giza, purtroppo.
Anche in questo caso però, non possiamo ritenere idoneo alla costruzione del complesso piramidale il 100% del territorio dell’impero dell’Antico Regno (essendo presenti il Nilo, i rilievi, il deserto, etc.).
Per semplificare la trattazione, assumiamo cautelativamente che solo il 10% del territorio presentasse caratteristiche idonee alla costruzione: pianeggiante e con sufficiente capacità di sopportare il carico delle piramidi.

Per quanto riguarda Giza, abbiamo i seguenti dati:

  1. Estensione rettangolo contenente: circa 0,7 kmq (dato reale)
  2. Estensione impero costruttori: circa 300.000 kmq (dato reale)
  3. Estensione territorio idoneo: circa 30.000 kmq (ipotesi cautelativa)

Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel kmq di territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:

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Per Teotihuacan, l’archeologia ufficiale attribuiva la costruzione delle piramidi al popolo dei Toltechi, ma successivamente ha abbandonato questa ipotesi per abbracciarne altre non meglio definite.

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Quindi, data l’incertezza sulla data di costruzione e sul popolo che l’ha costruita, possiamo ipotizzare che i costruttori avessero a disposizione un territorio vasto almeno 100.000 volte l’estensione del complesso piramidale. E’ un’ipotesi molto conservativa, considerando la complessità, la maestosità e lo splendore di Teotihuacan, sarebbe infatti lecito pensare che i costruttori dominassero su un impero ben più vasto (come termine di confronto basti pensare all’estensione dell’impero Egizio al tempo della costruzione delle piramidi della piana di Giza, che è più del doppio).

Semplificando i calcoli, abbiamo:

  1. Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato reale)
  2. Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
  3. Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)

Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel punto del territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:

Formula_02

Per il complesso di Xianyang, i dati attualmente in nostro possesso sono veramente scarsi (per cause legate a divieti militari del governo cinese), quindi per non interrompere lo studio, prendiamo come riferimento il rettangolo contenente ed i dati ipotizzati per Teotihuacan (nell’attesa di poter definire almeno il rettangolo contenente con più precisione e magari anche l’estensione dell’impero dei costruttori):

  1. Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato scelto per analogia con Teotihuacán)
  2. Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
  3. Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)

Formula_02

Pertanto la probabilità della coincidenza è:

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Ovvero, la probabilità che Egizi, Precolombiani e Cinesi in 3 epoche diverse, in 3 continenti diversi, abbiano costruito per pura coincidenza, i 3 complessi piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang allineandoli lungo quella particolare linea planetaria, è pari a circa 2 su 100.000.000.000 (leggasi “due su cento miliardi”).
C’è da fare un considerazione (Osservazione 1 bis) a commento di questo risultato: due siti generici sul pianeta Terra saranno sempre allineati su una linea planetaria. Quindi la vera coincidenza è data dal terzo sito che viene costruito sulla linea planetaria definita dagli altri due siti.
Il calcolo quindi andrebbe fatto per il sito meno antico, ma siccome l’incertezza sulla datazione di Xian è troppo elevata, possiamo effettuare il calcolo per l’unico dei 3 siti per il quale abbiamo più dati a disposizione, ovvero Giza.
Ciò premesso, la probabilità che gli Egizi scegliessero di costruire il complesso piramidale di Giza proprio in quel punto, allineandolo per pura coincidenza gli altri due siti piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang vale:

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Analizziamo ora l’osservazione n°2: partendo dalla probabilità di coincidenza sopra descritta, qual è la probabilità che i 3 popoli suddetti, in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, dopo aver allineato per pura coincidenza lungo
linee planetarie parallele i 3 complessi piramidali, abbiano disposto le piramidi secondo una geometria simile?
Per non entrare nel merito della trattazione, rimando agli studi di cui alla nota 1 e mi limito ad inserire le seguenti immagini per sostenere l’ipotesi della disposizione “molto simile”:

Confronto_010
Dal sito: http://www.earthquest.co.uk/articales/theory.html

Anche in questo caso, dobbiamo stabilire un criterio per determinare uno spazio campionario.
Un criterio possibile è quello di suddividere il rettangolo contenente in una maglia quadrata con estensione di un ettometro quadrato (valore plausibile in considerazione delle dimensioni di base delle piramidi).
Pertanto per Giza abbiamo 70 quadrati contenenti all’interno dei quali i costruttori avrebbero potuto collocare le proprie piramidi (per definizione un quadrato contiene la piramide quando il vertice della piramide coincide con il baricentro
del quadrato).
La prima piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:
Formula_06.JPG

La seconda piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:

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La terza piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:

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Pertanto la probabilità totale di disporre per pura coincidenza le Piramidi proprio secondo lo schema attuale è di:

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Ovvero ci sono 3 probabilità su un milione.

Ripetendo i calcoli anche per Teotihuacán e Xianyang , otteniamo:

Formula_010

La probabilità parziale per l’osservazione 2 vale:

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(Leggasi circa 1 probabilità su mille milioni di miliardi)

La probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 è la seguente:

Formula_012.JPG
(Leggasi circa 3 probabilità su cento miliardi di miliardi di miliardi)

Per comprendere questo numero, facciamo un esempio più pratico:

  • la probabilità di lanciare un dado a 6 facce ed ottenere il numero 6 è pari ad 1/6 ovvero il 16,66%;
  • per analogia, la 223 di cui sopra è la seguente: tirare 36 volte di seguito il dado ed ottenere sempre 6!

Mentre la probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 bis è la seguente:

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(Leggasi circa 3 su mille miliardi di miliardi)

Anche in questo caso, riportando l’esempio del dado a 6 facce, dovremmo lanciarlo per 29 volte di seguito ed ottenere sempre 6!

La Formula_014.JPGequivale a lanciare il dado 6 volte di seguito ed ottenere sempre 6.
Su questo dato, suggerisco esperimenti personali ai professori di egittologia che parlano di
coincidenze: comprate un dado a 6 facce e lanciatelo su un tavolo piano facendolo rotolare.
Non appena avrete raggiunto l’obiettivo di ottenere 6 volte di seguito un 6, avrete capito che la teoria classica è valida. In caso contrario, fatevi qualche domanda.

E’ doveroso evidenziare il fatto che non ho preso in considerazione l’immagine 2: infatti se avessi dovuto analizzare anche la probabilità che le singole piramidi di un sito sono allineate con le corrispettive degli altri 2 siti, allora credo che avrei avuto difficoltà anche solo a pronunciare il numero che rappresenta la probabilità di coincidenza totale.
A questo punto, il lettore esperto di statistica, o il lettore esperto di archeologia, potranno sollevare numerose obiezioni sulle ipotesi cautelative che ho dovuto fare per ottenere un valore di probabilità della coincidenza.
Come per i miei precedenti 2 studi ( http://unina.academia.edu/SimoneScottoDiCarlo ), sottolineo che il mio obiettivo è dare un ordine di grandezza al problema e non una soluzione precisa.
Pertanto, variando i dati in ingresso e variando le ipotesi cautelative, si otterranno sempre e comunque dei valori di probabilità di coincidenza così piccoli da indurre a pensare che la teoria archeologica ufficiale è da rivedere.
Oggi è insostenibile affermare con leggerezza che quanto sopra esposto sia solo una pura coincidenza: sono i numeri che mettono in forma matematica ciò che la logica e l’intuito suggeriscono da anni; vi è stata una scelta precisa e non casuale da parte dei costruttori a Teotihuacán, Giza e Xianyang di allineare i 3 siti piramidali lungo linee planetarie e
di disporre le piramidi secondo geometrie simili.
Negare questa verità oggi significa sostenere che la Terra è ancora al centro dell’Universo ed il Sole e le Stelle immutabili le girano intorno.
Ma se si accetta questa verità, il passo successivo è scoprire chi e quando (e magari anche perché e come) ha scelto di costruire i 3 complessi piramidali in 3 continenti diversi in quel modo così particolare.
Una sfida enorme, la cui complessità richiede lo sforzo di ricerca di tutti gli studiosi ufficiali e di tutti gli appassionati del settore. Collaborare per capire e scoprire, senza aggrapparsi ai “dogmi archeologici” che stanno oscurando una delle pagine più belle e più antiche della storia umana.

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SISTEMA ALIMENTARE PLANETARIO – PARTE I

Di Fabio Garuti

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Iniziato Settembre, non possiamo esimerci dal cominciare con una riflessione di tipo “alimentare”, tanto per concludere il discorso iniziato con il Mais in Centro America e con il Frumento in Medio Oriente. Giusto perché ci piace continuare ad analizzare “fatti”, ed offrire quesiti nonché spunti di riflessione critica ad appassionate ed appassionati, procediamo nella nostra disamina Planetaria su vegetali la cui origine si perde nel famoso “buio della Storia” che non è propriamente il “buco della Storia” , come incautamente copiò da me un compagno di classe al Liceo in una traduzione dal Greco; i commenti del professore costituiscono ancora oggi motivo di ilarità .Dicevo, il riso. Coltivato in acqua, e la cosa è già strana, in quanto senza “aiuto umano” sarebbe ben difficile che ciò avvenisse. Il riso è nato in Cina, molte migliaia di anni fa, non si sa come, ed in una zona “guarda caso” completamente invasa dalle acque. Che poi nella medesima zona ci siano le tre piramidi che si collegano in un gigantesco anello Planetario con Giza e Teotihuacan è un altro “fatto”. Ne consegue che oltre ad un “Anello di Piramidi”, intorno al nostro Pianeta fu creato, non si sa come e soprattutto da uomini cosiddetti “cavernicoli” anche un anello alimentare, fatto di Mais, Frumento e Riso. Rifletteteci.

Certo che questi cavernicoli erano proprio in gamba.

PIRAMIDI ED ANTENNE

Di Fabio Garuti

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A volte ci sono immagini che parlano più di tanti articoli, e soprattutto che lasciano alquanto sbigottiti.
Piramidi : i tre grandi complessi in Linea Planetaria ( Giza – Teotihuacan -Xian ), costruiti in modo simile, con un medesimo schema astrale ( presumibilmente la cosiddetta Cintura di Orione , che sembra essere la più rispondente allo schema ), con la terza Piramide inferiore di parecchio, per dimensioni, rispetto alle altre due, e soprattutto ubicati su un medesimo cerchio che cinge il Pianeta.
Ci si chiede che funzione possano aver avuto l’acqua, sempre presente in notevole quantità, e gli isolanti termici ad alte temperature, ottenuti grazie a procedimenti non certo Neolitici ( e sarebbe ben difficile sostenere il contrario dato che i reperti sono lì, in Centro America, a Teotihuacan, solo che se ne parla ben poco, come al solito…). Il pensiero va alla produzione ed alla trasmissione di energia, anche perché, come potete vedere dalle immagini allegate, qualche attinenza con “antenne”, ed anche belle alte date le proporzioni, c’è. Vediamo di cosa si tratta. Continua a leggere

IL FATTORE ACQUA NELLE PIRAMIDI – DEVIAZIONI FLUVIALI – PARTE III

Di Fabio Garuti

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Non è che si vogliano sempre sottolineare le ” incongruenze ” di certa ” ufficialità archeologica ” , ma quando esse risaltano in maniera preponderante non si può fare a meno di coglierle e segnalarle a Lettrici e Lettori , anche in considerazione del fatto che ne abbiamo già parlato, diverse volte, e la cosa, a parte il mondo di Appassionate ed Appassionati , non sembra essere ancora discussa, in determinati ambienti, come meriterebbe e dovrebbe.

” Prove ” di una raffinata tecnologia antichissima. Sito, splendido : Teotihuacan, Messico. Complesso piramidale in Linea con Giza e Xian, nonché simile ad essi, attualmente agli onori della cronaca in virtù di taluni interessanti studi nel sottosuolo della magnifica ed imponente Piramide del Sole. Nei pressi di tale immenso edificio sorge la cosiddetta ” Ciudadela – Cittadella ” , od anche ” Tempio di Quetzalcoatl ” la cui edificazione ( ufficialmente ad opera di maestranze dotate esclusivamente di cordame naturale, martelli e scalpelli, nonché della forza delle sole braccia !!! ) ha richiesto addirittura la deviazione di un fiume.
Avete letto bene : per edificare il tempio proprio in quel punto, e non in altri, è stato necessario ( in età Neolitica o giù di lì !!! ) deviare il corso del fiume San Juan, e non solo in un punto badate bene, bensì in due punti, creando così un doppio angolo retto molto preciso,in modo tale da sfiorare il complesso in costruzione. Commenti :

  • ma perché non costruire a qualche centinaio di metri di distanza ? Perché evidentemente era necessario, indispensabile, farlo proprio lì e solo lì ( evidentemente nel Neolitico sapevano fare le analisi del terreno e le opportune valutazioni idro – geologiche !!! )
  • deviare in tale maniera il corso di un fiume non è uno scherzo , e soprattutto deviarlo in maniera talmente perfetta da non lasciare la seppur minima traccia dell’alveo originario. ( Tecnica idro -Neolitica, non c’è alcun dubbio !!! )
  • la deviazione di un corso d’acqua implica necessariamente la costruzione di sbarramenti differenziati ( prima un lato poi l’altro ) , ed ovviamente il tutto è stato concepito prima che venisse edificato il Tempio di Quetzalcoatl ( o Ciudadela, come la ribattezzarono i Conquistadores Spagnoli ). Un lampante caso di progettualità nonché ingegneria Neolitica ( !!! ).

Stranamente non se ne parla mai. E vogliono le prove della tecnologia nella antichità. Quante ancora se ne devono trovare ? Misteri Neolitici…..

( tratto da : La Preistoria Atomica – Anguana Edizioni – Sossano – VI )

LE PIRAMIDI DI VISOKO E LA CINTURA DI ORIONE

Di Fabio Garuti

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Delle piramidi di Visoko si parla sempre troppo poco, a mio modesto avviso. Partito “in sordina” questo sito archeologico Bosniaco sta rivelando al Mondo una realtà sempre più interessante. Pur tra più che prevedibili distinguo e critiche di ogni genere, Semir Osmanagich, con ammirevole determinazione, è andato avanti, ha creduto in questo progetto, ed i fatti gli stanno dando sempre più ragione. Ovviamente si verifica la solita reazione che ben conosciamo : più inizia ad emergere una realtà importante ed innovativa, più, come spesso accade, del sito si parla sempre di meno. Da qui il desiderio di fare il punto della situazione. Ne parlavo con una valente ricercatrice, Tiziana Pompili Casanova, esperta in ricerca sulle popolazioni Italiche antiche ed antichissime, riguardo al fatto che l’area Adriatica possa avere visto, molto probabilmente, Popoli di comune cultura in epoca estremamente vetusta. Che la immensa collina, alta ben 250 metri e perfettamente distinguibile con i propri “contorni piramidali” sia stata rimodellata e plasmata con grandi lastroni che ne hanno lasciata inalterata la struttura per parecchi millenni è un fatto ormai evidente, che, oltretutto, spalanca nuovi interessanti considerazioni : sul nostro Pianeta esistono non solo piramidi costruite “da zero”, in Linea Planetaria e con grandi blocchi squadrati , come quelle di Teotihuacan, o Giza, o Xian in Cina, ma anche piramidi edificate sfruttando, ovviamente laddove esistenti, colline naturali opportunamente riadattate. Data la complessità del lavoro ( a Visoko la Piramide del Sole è davvero imponente) sono convinto si sia trattato di un qualcosa di non solo votivo, bensì anche connesso ad un utilizzo “tecnico”. Continua a leggere

IL FATTORE ACQUA NELLE PIRAMIDI – PARTE II

Di Fabio Garuti

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Volete un ulteriore esempio di “dimenticanza archeologica ” ? Vi servo subito :
L’ acqua : mi meraviglia sempre molto il fatto che non vengano accomunati tra loro i tre grandi siti piramidali (in Linea) di Teotihuacan-Giza-Xian per quanto concerne appunto l’aspetto “idrico”. Lo so che può sembrare un qualcosa di marginale, lo so che ne abbiamo già parlato altre volte, ma penso che sia il caso di analizzare meglio il tutto soprattutto alla luce di un parziale mormorio che comincia a circolare in ambienti archeologici non certo propensi, di norma, ad aperture tecnologiche, ma tant’è : le piramidi di Giza e di Teotihuacan forse “erano centrali per la produzione di energia”.
Ora, se da un lato tale affermazione ci fa indubbiamente piacere, ( anche se mancano sempre le piramidi Cinesi, ma non si può avere tutto e subito), dall’altro la riflessione ci spinge a valutare nuovamente il fattore-acqua. Presente in tutti e tre i siti in grande quantità, non aveva certamente un valore secondario. Pensare che si trattasse di un aspetto votivo è letteralmente assurdo, e quindi c’era una funzione tecnica. Quale ? O quali ? Ma vediamo brevemente di che portate d’acqua si tratta, visto che l’archeologia ufficiale omette anche questa riflessione :

  1. Teotihuacan : con un ‘opera grandiosa di ingegneria idraulica degna dei migliori tecnici del neolitico ( evidentemente nel neolitico i semi-cavernicoli avevano competenze incredibili, dall’ingegneria idraulica alla biogenetica vegetale ) è stato deviato un fiume , il San Juan, creando due angoli retti perfetti e portando l’acqua, e parecchia, proprio al centro della immensa spianata in cui sono state edificate le piramidi. (Vedi immagine allegata)
  2. Giza : prima della costruzione della diga di Assuan, l’acqua lambiva le tre grandi piramidi. E non certo per caso. Avrebbero potuto costruirle dove volevano. Perché proprio lì ? Domandare agli scalpellini del Faraone, (quelli in grado di lavorare, sollevare e sistemare con millimetrica precisione blocchi da decine di tonnellate).
  3. Xian (Cina) : nella regione ci sono moltissimi grandi fiumi. Almeno otto. A proposito di biogenetica vegetale : le tracce del riso coltivato “in acqua” cominciano proprio da lì, molte migliaia di anni fa. Quando si dice il caso. Chiedere ai “bio-genetisti palafitticoli o neolitici”.
    E’ chiaro che l’acqua aveva una funzione importantissima. Un pò come accade anche oggi per le nostre centrali…….Sia per quanto concerne il raffreddamento, sia per quanto concerne la creazione di vapore ad altissima pressione da poter trasformare poi in energia. E mi fermo qui.
    Non voglio entrare in dettagli tecnici, ma solo per quanto attiene al controllo delle temperature troppo elevate, basti pensare alla Mica ( minerale resistente, appunto, ad alte temperature) trovato in grandi quantità a Teotihuacan, in lamine o fogli di dimensioni praticamente impossibili da ricreare, data la friabilità del materiale, anche oggidì. Un nuovo ed ennesimo miracolo tecnico degli operatori neolitici-semi cavernicoli-palafitticoli.

Come sempre solo spunti di riflessione. Ah dimenticavo : a Giza, tra le altre cose, c’è anche il famoso Pozzo di Osiride ( famoso per noi, dato che non se ne parla praticamente mai). Serviva a “pescare” acqua pulita a decine di metri di profondità, quasi quaranta, grazie a condotte scavate perfettamente nella roccia.

Sempre i tecnici neolitici, ci mancherebbe altro, armati di scalpello e martello. Ormai non è più ironia, ma solo un modo cortese di evidenziare un fiume, anzi un Oceano, di assurdità archeologiche. Bisogna pur parlarne.

(tratto da : La Preistoria Atomica lungo la Linea di Orione – Anguana Edizioni , Sossano VI)

SPIANATE ARCHEOLOGICHE – X’IAN (CINA)

Di Fabio Garuti

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Volevo non parlare di Piramidi Cinesi ma, date le richieste di appassionate ed appassionati che continuano a domandarsi allibiti perché non si dibatta di un sito con oltre 1.000 di questi edifici, mi ci trovo costretto. L’occasione è oltretutto propizia per chiarire alcuni gustosi aspetti relativi alla “ricerca archeologica”, paroloni di cui molti, e molto spesso, abusano. Ma cos’è la ricerca archeologica ? Necessita di dogmi ? Necessita di persone che emanino regole e diktat dall’alto, anzi dal basso, di non si sa quale investitura ? Necessita di professorini che leggano testi tradotti senza neanche saperli consultare in Lingua originale, e che poi dileggino chi magari ponga umilmente un quesito , autoproclamandosi detentori di “culture e saperi” assolutamente inesistenti ? Necessita di persone che facciano proclami, anche per cercare un tantino di visibilità, (diciamocelo francamente…) ? No, dato che ormai la ricerca “ufficiale” è bloccata da decenni, causa impossibilità di ammettere che “non è andata così”. La ricerca vera ed onesta è anche un’immagine, un reperto, un dibattito, tanta umiltà, dopo decenni di stallo a dir poco vergognoso. Inutile continuare a parlare di “come bisogna fare” al fine di tenere in realtà ben nascosti reperti ed edifici, al fine di non ammettere che c’è stata una civiltà enormemente sviluppata e planetaria prima della nostra. La Gente ha capito. Sa. Legge. Valuta. Non si fida più. Troppe “balle”, da troppo tempo, e non solo in campo archeologico. la Gente non si fida più dei parolai. Vuole fatti ed immagini. Vuole vedere, criticare, giudicare e non farsi spiegare le cose dai tanti “critici del nulla”, che in Italia abbondano a dismisura . Continua a leggere