Sa grutt’e janas, sa grutt’e sa naj , la grotta della nave: a Baunei, traccia le antiche rotte dei navigatori sardi

Di Davide Cocco

È NouEl, Natale.

comunque la si voglia mettere, a natale ci si fanno dei regali no? E allora volevo farvi un regalo… ci sono delle cose che non pubblico,  un po’ perché non faccio mica in tempo,  un po’ perché sento il bisogno di tenerle li finché non approfondisco oppure perché mi sembra siano troppo grosse, e qualche errore lo devo aver fatto.. e allora volevo farvi un regalo, e avevo questa cosa nel cassetto.
una cosa che appartiene alla terza specie, e un po’ alla seconda. che è nel cassetto da un po’ ma poi ho detto : imperfezioni ne ha, e ne ha ben donde, perché è una roba che gli archeoufficiali hanno “sistemato” nel 4mila a.C. (io, ci aggiungerei uno zero… ), ed è ovvio che chi l’ha fatta, qualche imprecisione l’ha commessa, è comprensibile.. però..

però siccome prima erano i fenici, ad insegnarci tutto,
poi i sumeri…
poi gli ebraici…
poi i turchi…
(gli egizi non li nominano che sono tabù peggio degli etruschi..)

E poi visto che le popolazioni orientali le abbiamo smontate tutte, e le hanno finite, adesso viene fuori che la sardegna è stata colonizzata dagli spagnoli venuti a piedi e poi dopo gli spagnoli saranno i cinesi e francesi, piuttosto che gli americani e poi che ne so, chi si inventeranno..
Perché l’importante è che al centro del mediterraneo non ci fosse l’isola più grande, perché importante è che al centro del grande verde non ci fosse un isola con la più grande superficie edificata del mondo conosciuto perché non importa che i sardi portassero ossidiana in Europa nel 4000 a.C., perché tutto deve essere tranne la sardegna perché intorno alla sardegna per forza doveva esserci un campo di forza ,
che impediva ai sardi di uscire ma non agli altri di entrare e siccome per forza deve essere “tutto, ma non il mio Sardo”.. io vi faccio il mio regalo di nou el.

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ANTICO ALFABETO SARDO, ISTRUZIONI PER L’USO

Di Fabio Garuti

Iniziamo oggi ad analizzare qualche reperto ancora oggi consultabile relativamente all’Antico Alfabeto Sardo, fiore all’occhiello della Antica Civiltà Sarda. Saranno molti gli articoli in proposito, per cui sono doverose alcune precisazioni introduttive;

  1. qualche buontempone, si fa per dire, ha parlato di “quattro graffi su pietre” che non testimonierebbero tale forma alfabetica innovativa e straordinaria. Peccato per lui che i “graffi” siano migliaia, e non solo su pietre ma anche su bronzo, ed addirittura ripetuti, ossia, come vedremo oggi, reperiti più volte ed in luoghi differenti della Sardegna. Continuare a negare ridicolizza solo chi profferisca, con ben poca onestà intellettuale, fesserie del genere.
  2. lo studio di una lingua, antica o moderna che sia, si divide in tre o anche quattro fasi, volendo considerare anche grammatica e sintassi: grafica (raffigurazione e simboli), sintassi appunto (la composizione del periodare), fonetica (la pronuncia) ed etimologia (origine delle parole): questo in estrema sintesi. Ora, etimologia e sintassi consentono certamente di stabilire interconnessioni con altre lingue, ma non consentono mai (ripeto, MAI) di stabilire cronologie affidabili (chi venga prima di chi); solo grafica e fonetica lo consentono, sebbene qualche linguista poco esperto e certamente poco conoscitore di lingue sia antiche che moderne asserisca il contrario. Ovviamente tale comparazione, soprattutto fonetica, presuppone la conoscenza delle lingue non solo tramite codifiche internazionali, bensì per conoscenza e studio diretti, mi sembra evidente. Un po’ come accade quando si citano bibliografie che includano testi stranieri, e che un professionista che voglia definirsi tale dovrebbe sempre saper leggere e tradurre dalla lingua originale e non tramite traduzioni, per quanto valide; è una regola quasi elementare per chi voglia essere certo di non incorrere in errore con Lettrici e Lettori.
  3. La Lingua Sarda parlata ha subito molti cambiamenti, nel corso dei millenni, e da qui sono nati vari fraintendimenti sulle cronologie. Comparata al Sumero, al Latino, al Greco e via discorrendo, è sempre stata considerata una lingua “derivata” da queste, e non si è mai provato neppure a supporre che fosse stato proprio il Sardo scritto e parlato ad ispirare tutte le altre Lingue. Questo perché non si era mai guardato ad Occidente ed al Nord Europa (soprattutto alle quattro lingue Gaeliche, al Germanico, al Tedesco ed all’Inglese), perché non si era mai fatta una comparazione grafica, e soprattutto perché non si era mai considerata la cronologia fonetica, ossia la pronuncia delle parole nella propria evoluzione. Vedrete come alcune parole in Sumero, ad esempio, derivino da vere e proprie frasi in Sardo (e Gaelico), ed è evidente che sia stato il sostantivo a derivare da una frase pronunciata e non viceversa.

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