SARGON, UR, la ANTICA CIVILTA’ SARDA e gli incroci Linguistici

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Di Fabio Garuti

La discussione storico-linguistica sulla Antica Civiltà Sarda sta assumendo ultimamente interessanti connotazioni; semplifico al massimo prima di passare alle cose importanti per davvero:

  1. i Fenici, con tutto il relativo carico di Fenicisti o Feniciomani che dir si voglia, sono sprofondati in una sorta di Serie C, tanto per usare un termine calcistico.
  2. la discussione verte ora sui Nuragici, e sulla “impossibilità che scrivessero con un proprio alfabeto”. Che usassero una Lingua parlata è possibile (e meno male, almeno questo), ma non che scrivessero. Evidentemente le migliaia di segni grafici di cui parliamo da anni non sono tanto visibili a taluni: penso ci voglia qualche buon oculista, a dir poco.
  3. Fate attenzione: noto che molti furbastri parlano di Nuragici, tentando una evidente operazione pubblicitaria; provate a chiedere loro se sia esistita una Antica Civiltà Sarda. Niente di male, non Vi pare? Eppure vedrete reazioni scomposte, orticaria, urla e strepiti. Chissà perché? Eppure dovrebbe essere scontato che chi abbia costruito, navigato, scritto, prodotto metalli eccetera, abbia rappresentato una Antica Civiltà, non Vi pare? Questione di verità storica, non di altro. Semplicissimo.
    4)Nel prossimo articolo ci inizieremo ad occupare di parole scritte, in primis del termine AMA, per noi molto importante. Visto che, per settimane, ho lanciato un tema su cui gli “esperti” avrebbero potuto confrontarsi con il sottoscritto, cosa che hanno abilmente dribblato ed evitato, non lo propongo più e mi rivolgo, come sempre, a Lettrici e Lettori. Inutile perdere tempo.

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STORIA DELLA ANTICA CIVILTA’ SARDA : SUDDIVISIONI

Di Fabio Garuti

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Prima di proseguire nella analisi delle peculiarità della Antica Civiltà Sarda ( attualmente ci occupiamo di Alfabetica, come ben ricorderete ) penso sia il caso di tracciarne finalmente e, consentitemelo, definitivamente, talune prime importanti demarcazioni cronologiche. Alla luce di quanto in questi mesi abbiamo analizzato, possiamo affermare che la prima, basilare demarcazione è data, come avrete certamente intuito, dall’arrivo e dallo stanziamento dei Celti nell’Europa Occidentale, con l’unica particolarissima eccezione proprio dell’ Isola Sarda. La seconda è data dalla tragedia di Thera (esplosione del vulcano) oggi Santorini, avvenuta all’incirca nel 1.628-1.629 avanti Cristo.

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L’ANTICA CIVILTA’ SARDA E LA NAVIGAZIONE

ALTRI CONTATTI LUNGO LE ROTTE ATLANTICHE
Di Fabio Garuti

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Tra i tanti reperti archeologici Sardi, ce ne sono alcuni ancora poco analizzati soprattutto per quanto riguarda evidenti ed importanti correlazioni tra Territorio Sardo ed altre realtà, addirittura extra-Mediterranee, in tempi assai antichi. Analizzare ciò che la Sardegna offre è indubbiamente esercizio meritorio, ma non confrontare tutto ciò con altri Territori, non solo Mediterranei ovviamente, a cui sempre più è possibile fare riferimento a proposito ed a vanto della Antica Civiltà Sarda costituisce una vera e propria auto-limitazione, ovviamente da superare. Si ha talvolta la fastidiosissima sensazione che taluni accostamenti tra Sardegna e realtà territoriali anche, o soprattutto Atlantiche, vengano scarsamente presi in considerazione, anche solo come spunto di ricerca, giusto per non dover ammettere che sia esistita, appunto, una Antica Civiltà Sarda, termine ancora duro da digerire per qualcuno. Diventa quindi doveroso affrontare a fondo tali argomentazioni; a parte le affinità con il Nord della Scozia e con la Penisola Iberica, di cui spesso parliamo, ed a parte l’argomento della Alfabetica Sarda che inizia a farsi interessante ed intrigante, ci sono, tra altri reperti, le cosiddette Pintadère, oggetti di forma circolare, mediamente una decina di centimetri di diametro, spesso in terracotta, reperite nell’Isola Sarda non in grandissima quantità, quasi sempre nei pressi di Nuraghi, ed arrecanti motivi definiti ufficialmente, geometrici. Che tra i citati motivi geometrici ci siano soprattutto i Cerchi Concentrici è cosa che ci fa parecchio piacere, e vedremo il perché. Tali interessanti reperti restano sostanzialmente un mistero, soprattutto per quanto attenga al relativo utilizzo : stampo per il pane, per i tessuti o per il corpo, ad uso tatuaggio, per intenderci, queste le versioni, sempre a livello ufficiale, più gettonate.

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