LILITH – NEL VICINO ORIENTE

Di Inanna Adamas

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“In quel tempo vi era un albero tutto solo, l’albero uluppu era tutto solo.
Esso era piantato sulla riva del puro Eufrate,
e si nutriva delle acque del fiume Eufrate;
il vento del sud sradicò le sue radici, ruppe le sue fronde. L’acqua dell’Eufrate lo trascinò via.
Una donna, rispettosa della parola di An, vi passò accanto, rispettosa della parola di Enlil, vi passò accanto,
essa prese l’albero nella sua mano e lo portò a Uruk, nel santo giardino di Inanna essa lo portò.
dopo che dieci anni furono passati, l’albero crebbe imponente, ma il suo tronco non aveva foglie.
Nelle sue radici un serpente che non teme magia vi aveva fatto il nido; nei suoi rami l’aquila Anzu vi aveva deposto i suoi piccoli;
nel suo tronco la Vergine lillake vi aveva costruito la sua casa”.

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LA CREAZIONE DELL’UOMO

Di Inanna Adamas

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Nel primo, nel settimo e nel quindicesimo giorno del mese,
Enki ha istituito una purificazione, in una enorme vasca da bagno.
( perché) Hanno ucciso Aw-ilu, il Dio…ispirazione che gli venne data in una sua assemblea.( ispirazione di enki).
Nintu la dea mescolò argilla con la carne e il sangue del Dio che era morto.
Questo stesso Dio e l’uomo sono stati accuratamente miscelati con l’argilla.
Il resto lo avrebbe fatto il tempo scandito dal suono del tamburo.
Il Dio é rimasto nella carne e nello spirito del sangue.
I creati Avrebbero dovuto vivere per conoscerne il significato.
non poteva essere dimenticato, perché lo spirito è rimasto e sempre rimarrà.
Dopo aver mescolato l’argilla,
chiamò gli Anunnaki a lei…chiamò i grandi dèi.
Chiamò gli Igigi, i grandi dèi, e sputò nel fango.
La madre fu pronta a parlare,
Disse ai grandi dei…
“Mi hai ordinato il lavoro e io l ho completato.
Ho massacrato il Dio, insieme con la sua ispirazione.
Ho finito con il lavoro forzato e pesante.
Misi la fatica degli dei per l’uomo.
Ho fatto si che venisse accettata la protesta sulla creazione del umano.
Ho parlato con il grande giudice, (ENLIL) e ho restaurato la sua mente..
Tutti Hanno sentito il suo discorso, è il mio..
Le parole correvano senza cura.
ENKI gli baciò i piedi, dicendo:
“In passato ti abbiamo chiamato Mami! O Nintu..
Ora ti chiamiamo Belet-kala-ili (Lady degli dei) ”
[la Popolazione poi ebbe una enorme crescita e il suo rumore emesso dagli umani disturbava gli dei, che decisero poi in seguito di spazzare via l’umanità. Il Dio Enki, però, ebbe un sogno che inviò ad Atrahasis il grande saggio.]

DISCORSO FRA ENKI ED ENLIL

Di Inanna Adamas

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Babili, dove Marduk aveva proclamato la propria sovranità, fu risparmiata dal Vento del Male.
Il Vento del Male divorò tutte le terre a sud di Babili, colpì anche il cuore della Seconda Regione.
Quando, subito dopo la Grande Calamità, Enlil ed Enki si incontrarono per controllare i danni della devastazione, Enki considerò presagio divino il fatto che Babili fosse stata risparmiata!
Che Marduk fosse destinato alla supremazia, è confermato dal fatto che Babili è stata risparmiata! Così disse Enki a Enlil.
Deve essere stato il volere del Creatore di Tutte le Cose! Così Enlil replicò.
Fu allora che gli rivelò della visione avuta in sogno e della profezia di Galzu.
Se sapevi tutto ciò, perché mai non hai evitato l’uso delle Armi del Terrore? Così gli chiese Enki.
Fratello mio, il motivo era che già abbastanza era successo! Così Enlil disse a Enki con voce rotta dal dolore.
Dopo la tua venuta sulla Terra, ogni volta che la missione è stata ostacolata da un impedimento, abbiamo sempre escogitato un modo per aggirare l’ostacolo.
La creazione dei Terrestri, è stata la soluzione più ingegnosa.
Ma è stata anche la causa di una serie di cambiamenti del tutto indesiderati.
Quando hai ben compreso i cicli celesti e hai assegnato le costellazioni, chi in essi avrebbe mai potuto presagire le mani del Destino?
Chi poteva distinguere fra i Fati scelti e il Destino immutabile?
Chi ha proclamato presagi falsi, chi ha pronunciato vere profezie?
Decisi perciò di tenere per me le parole di Galzu.
Era davvero l’emissario del Creatore di Tutte le Cose, era forse una mia allucinazione?
Accada quel che accada! Così mi son detto.
Enki ascoltava le parole del fratello muovendo il capo in segno di assenso.
La Prima Regione è desolata, la Seconda Regione è in confusione, la Terza Regione è ferita.
Il Luogo dei Carri Celesti non esiste più; ecco ciò che è accaduto! Così disse Enki a Enlil.
Se questo era il volere del Creatore di Tutte le Cose, questo è quanto è rimasto della nostra Missione sulla Terra!
Il seme è stato gettato dall’ambizioso Marduk, tocca ora a lui raccoglierne i frutti!
Questo disse Enlil a Enki, suo fratello; accettò poi il trionfo di Marduk.
Che il numero di rango di Cinquanta, che intendevo concedere a Ninurta, sia invece dato a Marduk.
Che Marduk dichiari la sua supremazia sulla desolazione delle Regioni!
In quanto a me e a Ninurta, non intralceremo più il suo cammino.
Partiremo alla volta delle Terre al di là degli Oceani, completeremo ciò per cui eravamo venuti.
Porteremo a termine la missione di procurare oro per Nibiru!
Questo Enlil disse a Enki; scoramento permeava le sue parole.
Sarebbero andate diversamente le cose se non fossero state usate le Armi del Terrore? Così chiese Enki in tono di sfida al fratello.
Avremmo dovuto dare ascolto alle parole di Galzu di non fare ritorno a Nibiru? Così ribatté Enlil.
La Missione sulla Terra avrebbe forse dovuto terminare quando si ammutinarono gli Anunnaki?
Quel che ho fatto ho fatto, quel che tu hai fatto, hai fatto. Il passato è immutabile!
Non è anche questa una lezione? Così chiese Enki a Enlil e a se stesso.
Quanto è accaduto sulla Terra, non rispecchia forse quanto è accaduto su Nibiru?
Nel racconto del Passato non si rispecchia forse ciò che è scritto del Futuro?
L’Umanità, creata a nostra immagine, ripeterà i nostri successi e fallimenti?
Enlil rimase in silenzio. Quando si alzò per andar via, Enki allungò il braccio verso di lui.
Stringiamoci in un abbraccio fraterno, come compagni che hanno affrontato grandi sfide su di un pianeta sconosciuto!
Così disse Enki al proprio fratello.
Enlil, afferrando il braccio del fratello, ricambiò la stretta.
Ci incontreremo ancora, sulla Terra o su Nibiru? Così chiese Enki.
Diceva il vero Galzu che il nostro ritorno su Nibiru avrebbe significato per noi la morte? Così ribatté Enlil. Poi si volse e partì.
Solo restò Enki; rimase solo in compagnia dei pensieri del suo cuore.
Rimase seduto a riflettere su come tutto aveva avuto inizio e su come tutto era giunto al termine.
Era stato il Destino o era stato il Fato a determinare gli eventi?
Se il cielo e la Terra sono regolati da cicli all’interno di cicli, ciò che è accaduto, accadrà di nuovo? Il Passato è forse il Futuro?
I Terrestri emuleranno forse gli Anunnaki, la Terra farà forse tornare in vita Nibiru? Colui che arriverà per primo, sarà forse l’ultimo a partire? Con la testa carica di pensieri, Enki prese una decisione: di annotare gli eventi a partire da Nibiru fino a quell’infausto giorno sulla Terra. Che fossero registrati, per fungere da guida per le generazioni future! Che i posteri, in un tempo designato dal Destino, leggano queste annotazioni, ricordino il Passato, comprendano il Futuro quale profezia. Che il Futuro sia giudice del Passato! Così parlò Enki, Primogenito di Anu, re di Nibiru.
Quattordicesima tavoletta: Le Parole del Dio Enki. Scritte sotto dettatura del grande Signore Enki, Nessuna parola è stata omessa, nessuna parola aggiunta Dal maestro scriba Endubsar, uomo di Eridu, figlio di Udbar. Dal dio Enki sono stato benedetto con una lunga vita.