SARDI ANTICHI E FENICI

Di Fabio Garuti

Buon 2016 a Tutte ed a Tutti Voi.
Francamente sarebbe bello poter parlare solo di materia storico – archeologica, ma, alla luce di quanto si legge, è sempre doveroso fare alcune precisazioni,prima di entrare comunque nel merito delle questioni.
Mi segnala una gentile Lettrice (ciao Elena, -che ben calorosamente saluto-) che si continua a parlare, a livello ufficiale, di roboanti progetti afferenti denominazioni geografiche dedicate ai Fenici, del tipo “Golfo dei Fenici” o similari. Solo che ancora non si è ben capito chi siano costoro e cosa effettivamente c’entrino con la Storia Sarda, ad esclusione di una sorta di tollerata, dai Sardi, “partnership” (collaborazione, che in Inglese suona bene…) di tipo commerciale. Del pari mi segnalano anche attacchi ormai disperati contro il sottoscritto, accusato di qualsivoglia nefandezza, ma senza mai entrare nel merito delle questioni, ovviamente.
Mia colpa ? Una e terribile : aver osato affermare, scrivere e promulgare percorsi di ricerca e riscontri afferenti i contatti Nord – Occidentali della Antica Civiltà Sarda, e soprattutto averne illustrato la poderosa Alfabetica Ogham, straordinario esempio di Alfabeto, vero capofila della alfabetica Nord-Europea eMediterranea. Anatema, fulmini e saette.
Francamente me ne infischio.Così come se ne infischiano Lettrici, Lettori e, va detto, qualche Ricercatore e qualche Ricercatrice che mi spingono ad andare avanti, e che ringrazio di cuore.
La cosa paradossale consiste nel fatto che sono proprio Lettrici e Lettori a fornirmi sempre più consistenti prove sulla validità di tale ricerca : migliaia e migliaia di pietre incise, di bronzi, di iscrizioni e di simbologie sparsi per tutta la Sardegna, che celare e nascondere è sempre più difficile; più diventa difficile nascondere, più cresce la furente disperazione di chi, da negazionista puro, voglia continuare a tenere la Storia Sarda in una sorta di limbo nebbioso. Mi spiace per costui : ha perso, e malissimo, come ho già avuto occasione di scrivere più volte. Per cui si va avanti, e, a proposito di confronto alfabetico tra Fenici e Sardi, entriamo ancora una volta nel merito delle questioni.
A livello ufficiale viene attribuita ai fantomatici Fenici la paternità di un alfabeto da cui sarebbero derivati il Greco Classico edil Latino. Benissimo, anzi, malissimo.
Innanzitutto è curioso che ad un popolo (i Fenici appunto ) di cui non si sa neanche chi realmente sia, da dove venga, cosa realmente abbia fatto in Sardegna (ben poco), vengano attribuite,senza il minimo riscontro probatorio, civilizzazioni ed invenzioni clamorose tra cui, appunto, l’Alfabeto. Peccato che di tale alfabeto Fenicio in Sardegna non ci sia traccia, ad esclusione della famosa Stele di Nora , la cui traduzione è a dir poco controversa. Ben differente la situazione per quanto riguarda l’Ogham – Sardo : iscrizioni chiarissime, su migliaia di reperti, collegamenti con il Nord – Europa, traduzioni chiarissime da pietre e bronzi, di cui vi abbiamo dato conto. Ma c’è di più: la classica prova che taglia la cosiddetta testa al toro (bruttissima espressione, ma efficace, perdonatemi ) :
la lettera B in Ogham Sardo ( la prima in alto a sinistra nello schema allegato), deriva dal termine Beth ( Betulla,l’albero). Nell’alfabeto Fenicio, la B ha significato di Casa (abitazione), benché derivi dall’identico termine BETH (strano , non Vi pare ? ) . Benissimo.
C’è un piccolo particolare : a parte le similitudini grafiche evidenti, la B Ogham – Sarda, ha un significato , legato alla natura, che fa parte di un sistema di venti simboli, tutti legati alla natura, e quindi omogenei. Ben differente ciò che accade per il Fenicio, in cui ogni simbolo ha significato completamente differente e “slegato” l’uno dall’altro.
Ovviamente un sistema omogeneo , quale l’Ogham Sardo,ove venga “copiato” qualche millennio dopo, prenderà strade ben differenti. A parte la grafica, i significati non lasciano scampo al presunto alfabeto inventato dai Fenici : è derivato da un sistema integrato e perfetto, che trovava la propria ragion d’essere in una perfetta rispondenza con il Mondo della Natura, senza considerare i cinque simboli,di cui spesso abbiamo parlato,legati alla straordinaria creazione di bevande alcoliche tra cui il Vino, su tutte.. I Fenici dettero ai simboli significati variegati, copiandone alcuni in senso grafico, come ben potete notare, ed attribuendo ad essi significati assai variegati e slegati tra loro. Logica conseguenza di tutto ciò :in Sardegna i simboli Ogham Sardi sono tantissimi, mentre di Fenicio non c’è traccia.
Logico, non Vi pare ?
Ancora grazie per il Vostro aiuto. Andiamo avanti, tranquilli. La Antica Civiltà Sarda,ormai, non ha più nulla da dover dimostrare, a dispetto di ogni forma di frenesia negazionista. Basta passeggiare per la Sardegna ,per vedere quante e quante iscrizioni ci ha lasciato. In Lingua Ogham Sarda.
Non in “Fenicio”.
Ciao, alla prossima.
Vostro Fabio.
(Tratto da : L’ Alfabeto Ogham nella Antica Civiltà Sarda : Alfabeto e Lingua ancora attuali dopo oltre 5.000 anni di Storia – Anguana Edizioni – Sossano – VI )

L’ANTICO ALFABETO SARDO E LE SUE DERIVAZIONI

Di Fabio Garuti

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Come ben potete immaginare la Alfabetica Sarda Antica consente di intraprendere molte strade di ricerca. Affronteremo a breve la questione dei cinque simboli Ogham creati in Sardegna ed il reciproco collegamento che essi hanno con la creazione di bevande alcoliche (argomento a dir poco interessante).
Ci occupiamo oggi,o meglio, iniziamo ad occuparci oggi, di un altro tema particolarmente complesso, ma che ci porterà lontano : le derivazioni dell’Antico Alfabeto Sardo. E’ evidente come un Alfabeto così vetusto, per giunta modificato ed adattato in Sardegna in maniera così particolare da aver assunto connotazioni, raffigurazione grafica e valore simbologico a dir poco straordinari, non potesse finire nel nulla, ma dovesse costituire la base per molti altri Alfabeti, non solo Mediterranei. Continua a leggere

DATAZIONI ARCHEOLOGICHE SU BASE ALFABETICA

Di Fabio Garuti

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La Questione della Alfabetica Ogham – Sarda, vera e propria capofila in tal senso per quanto attiene sia alla Scrittura Nord – Europea che Mediterranea, a far data dal 3.500 avanti Cristo (progressivo arrivo delle popolazioni Celtiche), diventa fondamentale per quanto attenga a talune datazioni fino ad oggi ben difficili, per forza di cose, da asseverare. Negli articoli precedenti abbiamo analizzato questa forma di scrittura, abbiamo iniziato ad approfondirne le “modifiche” che la Antica Civiltà Sarda ha ad essa apportato, rendendola peculiare ed innovativa, fino ad ottenerne una utilizzazione non solo simbologica (indicazione di particolari territori e di particolari coltivazioni), ma anche rispondente alla necessità di porre per iscritto termini ed espressioni (le rispondenze che in tal senso abbiamo, sia su pietra che su bronzo sono evidenti). Altra importantissima “aggiunta” che troviamo nell’Ogham Sardo rispetto all’Ogham tradizionale, è una particolare funzione che i cinque simboli aggiunti nell’Isola assolvevano : indicare le tipologie di piante o vegetali in genere utilizzabili per ricavare bevande ed alimenti. Qualcosa di straordinario, di cui ci occuperemo diffusamente nei prossimi giorni, in una serie di articoli che sto preparando insieme a Valeria Putzu (peraltro impegnatissima ad approfondire da par proprio le tematiche relative ai contatti tra Sardegna, Scozia Settentrionale e soprattutto Penisola Iberica). La materia è davvero vasta, come ben potete notare.
Voglio soffermarmi oggi sulle datazioni desumibili dalle varie forme di scrittura Ogham. Analizzata la datazione dell’Ogham Sardo, diventa importantissimo valutarne, a livello glottologico (ossia a livello di modificazioni e variazioni) le varie trasformazioni subite nel corso di secoli e millenni, al fine di poter finalmente inquadrare, in forchette cronologiche sempre più precise, le datazioni di alfabeti e soprattutto di reperti istoriati da tali forme di scrittura.
Un esempio su tutti : sito di Alatri, provincia di Frosinone. Una struttura definita (semplicisticamente) “Megalitica” davvero colossale e maestosa, vera e propria testimonianza di un passato imponente dell’Umanità, unica al Mondo nel proprio genere, e ben poco conosciuta, come spesso accade alle meraviglie storico-archeologiche nostrane. Definita (ebbene sì…) di epoca “Romana” dalla, o da taluna, Ufficialità nostrana, da sempre restia ad asseverare che prima di tale periodo sia potuta esistere (proprio come è avvenuto per la Antica Civiltà Sarda) una notevole forma di urbanizzazione e civilizzazione anche nel Centro Italia Laziale, può finalmente, proprio grazie alla Alfabetica, vantare origini ben più vetuste e soprattutto comprovate. Grazie anche alla collaborazione della attivissima Pro Loco di Alatri e del fervente lavoro di Ornello Tofani, profondo conoscitore di tale ciclopica struttura, ho reperito, incisi sulle enormi pietre che costituiscono la parte superiore della struttura, alcuni chiari caratteri Ogham – Sardi, databili, con la sicurezza data da tutte le analisi di cui in tal senso abbiamo già discusso (vedi articoli precedenti) , a prima del 3.000 avanti Cristo. Considerazioni :

  1. è possibile parlare di Ogham Sardo soprattutto grazie alla presenza, inequivocabile, della famosa “M” Sarda ( linea dritta intersecata da una linea obliqua), vera e propria particolarità caratterizzante.
  2. sono presenti sia una scritta, da cui si evincono le tre lettere H-A-M (ancora oggi traducibili in “Insediamento”, grazie ai raffronti possibili con il Gaelico, riprova dei contatti tra Sardegna e Scozia Settentrionale), sia alcuni simboli singoli , tra cui una magnifica “G” , ossia una linea dritta intersecata da due linee oblique, simbolo sempre di origine Sarda Antica ed indicante la presenza della pianta di Edera.
  3. gli Antichi Sardi sono passati di qui. Perché ? Probabile, anzi certo, a mio modesto avviso, l’interesse per le miniere di ferro presenti in zona. La metallurgia, come vedremo nei prossimi articoli, e quindi le miniere di ferro, rame, stagno, rivestivano un ruolo fondamentale nelle economie dell’epoca, esattamente come accade oggi.
  4. La datazione antecedente al 3.000 avanti Cristo, assevera che la imponente struttura è, appunto, antecedente, e di parecchio, alla urbanizzazione di Roma. Anche in considerazione del fatto che nell’Urbe, e nei territori da essa assoggettati, non sono mai state edificate opere del genere, con enormi e pesantissimi blocchi poligonali (ossia con forme e numero di lati variegati). I riscontri hanno un ruolo fondamentale, ma anche la logica, come spesso abbiamo affermato, non può essere semplicisticamente ignorata od omessa da una riflessione storico-archeologica rispondente alla realtà dei fatti.

Torneremo ancora su tutti questi argomenti.

Un caro Saluto a Tutte ed a Tutti Voi.
Fabio.
Tratto da : L’ Alfabeto Ogham nella Antica Civiltà Sarda – Scrittura e Lingua ancora attuali dopo oltre 5.000 anni di Storia. (Anguana Edizioni – Sossano –VI)

OGHAM: L’ALFABETICA DI OLTRE 5.000 ANNI FA: DATAZIONI E COLLEGAMENTI TRA LA ANTICA CIVILTA’ SARDA ED IL MEGALITISMO POLIGONALE (PRE-ROMANO) AD ALATRI – (FR – ITALIA)

Di Fabio Garuti

Care Lettrici e cari Lettori, rieccomi finalmente, seppure a “scartamento ridotto”, (termine ferroviario indicante un utilizzo parziale di una utenza, ma ben calzante in questo caso, data la quasi impossibilità di avere un collegamento decente in modalità”mobile” con Facebook…), grazie ai buoni auspici di Amici e Conoscenti mossi a compassione. Riuscirò in tale maniera ad avere almeno uno scambio di vedute a giorni alterni con Voi, ed è già qualcosa, credetemi. Per cui commentate, criticate, chiedete, ciò che volete. Risponderò ben volentieri a Tutte ed a Tutti voi, come sempre.
Ordunque, Alfabeto Ogham. Ne abbiamo già parlato, più volte, ed abbiamo dimostrato come su pietre e bronzi, soprattutto in Sardegna, sia possibile ancora oggi non solo interpretare tale antichissima forma di scrittura, ma addirittura trovarne un validissimo riscontro nelle attuali Lingue Sarda e Gaelica, tanto per confermare ancora una volta, ove ce ne fosse bisogno, i contatti tra Isola Sarda e Nord della Scozia, senza dimenticare la Penisola Iberica, non solo tappa intermedia tra questi due Territori, ma anche punto di vero e proprio riferimento per chi affrontasse le perigliose rotte Mediterraneo – Atlantiche.
Affrontiamo oggi un aspetto importante della “Questione Ogham”, importante soprattutto per dissipare ogni dubbio in merito alle datazioni relative a questa forma di Scrittura. Operazione non fine a se stessa, dal momento che ci permette, anche, di porre alcuni punti fermi in merito alla datazione di taluni siti che, in presenza della Scrittura Ogham appunto, riveleranno finalmente una cronologia da cui poter partire in modo concreto. Prima di proseguire desidero ringraziare pubblicamente Ornello Tofani, grande esperto e conoscitore dello straordinario sito cosiddetto “Megalitico” (una semplificazione da dover rivedere ed approfondire in quanto riduttiva al massimo) di Alatri, in Provincia di Frosinone, immerso nella splendida cornice Ciociara. Continua a leggere

ARCHEOLOGIA SARDA: L’ETIMOLOGIA DELLA PAROLA NURAGHE

di Fabio Garuti

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Affrontiamo oggi un argomento di quelli parecchio dibattuti, non ancora risolti, e su cui è opportuno confrontarsi apportando nuovi tasselli di ricerca e parametri di discussione. Nessuna Verità assoluta e preconcetta, ci mancherebbe, ma, data una sostanziale incertezza sull’origine di un nome molto comune e famoso, è opportuno e doveroso cercare altre e nuove soluzioni.
Fino ad oggi la denominazione NURAGHE/NURAGHI, straordinario edificio tipico della Sardegna, è stata fatta risalire a termini provenienti dal Mediterraneo Orientale (NUR-Fuoco ed anche AK-divinità Orientale) o ad un non meglio definito, e quindi molto vago, prefisso NUR derivante dal pre-Latino o dal Proto-Sardo. Nulla di definitivo e quindi da dover dimostrare per intero. Diventa quindi necessario provare a percorrere anche altre strade, con maggiori agganci e riscontri sul Territorio, almeno come spunto di riflessione e di ricerca. Soprattutto è opportuno, visti gli agganci con il Nord della Scozia, provare a cercare anche in quella direzione. Precludersi un percorso di ricerca è sempre dannoso.

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ANTICO ALFABETO SARDO SU PIETRA – ESEMPI DI SCRITTURA

Di Fabio Garuti

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Evidenziaziòne dei simboli da parte di Valeria Putzu

Colgo l’occasione datami dalla splendida immagine inviatami dal sempre puntuale Pino Fiore, che ringrazio, e relativa ad una pietra, basaltica, situata nei pressi dello splendido Nuraghe Lugherras. Ne abbiamo discusso,ed ho reputato opportuno scrivere un breve articolo affinché possiate avere un esempio “dal vivo” sulla Scrittura Sarda Antica su pietra. Ne seguiranno tanti altri. Allego i commenti per Vostra opportuna conoscenza.

Alla prossima, Ciao


Fabio Garuti : Ringrazio Pino Fiore, per la magnifica immagine pubblicata. Nuraghe Lugherras, ed incisioni molto interessanti.Ovviamente lineari. Considerando la Scrittura Sarda Antica, e constatando quante testimonianze se ne trovino ancora oggi, dopo millenni, sull’Isola ( mi arrivano immagini splendide in continuazione ), direi che in Sardegna, oltre ad un Museo, è possibile visitare anche una Biblioteca a cielo aperto. magnifico . Caro Pino Fiore, giusto per completezza di informazione, ti dico che si tratta di un reperto molto chiaro. lettere ben distinguibili, traducibili nel nostro vocabolario ( grazie alla interpretazione tratta dal Libro di Ballymote – medievale ) in A-M-A-O-A-G (K). In Ogham la lettera K come la intendiamo noi,ossia con un suono molto duro, non esiste, ed è rappresentata da una nostra G con suono duro ( GATTO o GANCIO ,per fare un esempio e non GIUSTO o GIALLO ). Il significato ( dall’incrocio Sardo-Gaelico ? ) : TROVATA ( o ECCO QUI ) la QUERCIA……. Il Gruppo triletterale A-M-A è frequentissimo nelle iscrizioni effettuate su pietra, ed indicava certamente un riferimento. Prova ne sia che in Sardo attuale questo termine ha una doppia ( almeno doppia ) valenza : AMA come trovato, o come branco, gruppo di animali. Chiaro il riferimento proprio a questo tipo di iscrizioni. In pratica una sorta di indicazione pubblica. Sistema geniale, e la prova è costituita dal fatto che ancora oggi tali iscrizioni, nonostante i licheni ed il tempo trascorso,ossia millenni, sono ancora chiarissime. Altro che cartellonistica…..

Pino Fiore : Grazie Fabio, in questo caso l’ottimo stato di conservazione è dovuto anche alla roccia basaltica che per la sua composizione resiste più di altre all’azione erosiva degli agenti atmosferici.

Fabio Garuti Grazie Pino. Spiegazione molto importante sia per me che per Lettrici e Lettori. te ne ringrazio.

Fabio Garuti : Ricordo, quando studiavo in Germania, che il mio prof. di Linguistica ( un mostro della materia, ed altrettanto umile…….alla faccia di certi docenti che……vabbé lasciamo perdere ) mi disse, proprio a proposito dell’origine della parola OAK – Quercia, che l’origine di questo termine era incredibilmente complessa, data l’unione di due vocali ad inizio parola. Ci ho messo più di 30 anni ma l’ho risolta caro professore. Peccato non poterglielo comunicare. Un Bacio, ovunque Lei sia……..

ANTICO ALFABETO SARDO – ANALISI DEI SIMBOLI

Di Fabio Garuti

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Continuando nella nostra disamina sull’Antico Alfabeto Sardo, e dopo aver dimostrato come esistano raffigurazioni ben traducibili dall’Ogham alla nostra attuale Lingua (vedi articoli precedenti) , così da aver stabilito alcuni primi punti fermi, iniziamo oggi la disamina dei singoli simboli. Argomento anche in questo caso complesso, ma basilare, al fine di proseguire sulla nostra strada di ricerca. Essa ormai comincia a dividersi in tanti “filoni”, come è ovvio che sia, dato che un Alfabeto, ove reale ed usato, ha tante e tante sfaccettature che, una volta identificate, ne semplificano la comprensione. Più è semplice e lineare l’interpretazione di una forma alfabetica, meno la sua comprensione necessita quindi di “interpretazioni” personali, più si è vicini alla classica quadratura del cerchio. Laddove si debbano elaborare forme interpretative personali o personalistiche, l’oggettività perde giocoforza molta della propria forza, con conseguente perdita di credibilità di una analisi. Ma questo lo sapete bene.
Noto, in questi giorni, una accesa discussione, ovviamente a livello mediatico, su tanti aspetti della Alfabetica Sarda, da parte di Lettrici e Lettori, e questo mi fa molto piacere. Noto anche una partecipazione intensa, un voler ricercare siti e testimonianze sul Territorio (di cui spesso mi date ben gradite notizie correlate da immagini) davvero stimolante. Grazie di cuore. Continua a leggere