L’ INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLE COINCIDENZE

Le Piramidi di Teotihuacán, Giza e Xianyang

di Simone Scotto di Carlo

Con i dati oggi in nostro possesso, è facile constatare ed è già stato dimostrato da diversi studiosi che quanto abilmente riportato in queste immagini, corrisponde a realtà:

Mappa_01
Immagine 1 elaborata e resa disponibile da Luca Bernasconi

Ingrandendo i punti di interesse, ci troviamo di fronte ad una situazione ancora più particolare, di cui la seguente immagine ne è una rappresentazione significativa:

Mappa_02
Immagine 2 disponibile dal sito http://onlythechanges.blogspot.it/

Sulla immagine 1 non ci sono dubbi e l’allineamento è facilmente constatabile da chiunque abbia accesso ad internet ed utilizzi un programma come Google Earth.
Sulla immagine 2, vi è maggiore difficoltà di riscontro senza mezzi informatici più specifici, ma per la seguente analisi statistica, basterà fare riferimento all’immagine 1.
Ciò premesso, riporto 2 osservazioni lampanti e scientificamente valide per i tre complessi piramidali più importanti di Messico, Egitto e Cina, rispettivamente collocati nelle regioni note come Teotihuacán, Giza e Xianyang:

  1. sono allineati lungo un’unica linea planetaria;
  2. la loro disposizione sul piano è molto simile;

Essendo le suddette 2 osservazioni state già oggetto di studi approfonditi da parte di studiosi molto più esperti di me, evito di entrare nel merito dei valori e delle dimostrazioni, lasciando al lettore l’onere ed il piacere di approfondire gli argomenti.
Il mio obiettivo è invece quello di trattare statisticamente i dati a disposizione.

Partiamo dall’osservazione n° 1: qual è la probabilità che 3 popoli diversi in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, costruiscano per pura coincidenza, 3 complessi piramidali allineandoli lungo una linea planetaria?
Per comodità dei lettori, riporto alcune semplici definizioni:

  1. Probabilità (classica) di un evento: il rapporto fra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi possibili supposti tutti ugualmente possibili;
  2. Coincidenza (Garzanti): concomitanza spesso casuale di più circostanze;

Per l’analisi statistica, dobbiamo definire l’estensione di un territorio (spazio campionario) come “insieme” delle probabilità dei luoghi di costruzione e dobbiamo individuare l’estensione spaziale del complesso piramidale.
Quest’ultimo dato possiamo stabilirlo come il rettangolo che contiene le 3 piramidi principali di ogni sito (per brevità lo chiameremo “rettangolo contenente”).
Ciò premesso, analizziamo i dati.
L’estensione del territorio dominato dai costruttori, è noto solo per Giza, purtroppo.
Anche in questo caso però, non possiamo ritenere idoneo alla costruzione del complesso piramidale il 100% del territorio dell’impero dell’Antico Regno (essendo presenti il Nilo, i rilievi, il deserto, etc.).
Per semplificare la trattazione, assumiamo cautelativamente che solo il 10% del territorio presentasse caratteristiche idonee alla costruzione: pianeggiante e con sufficiente capacità di sopportare il carico delle piramidi.

Per quanto riguarda Giza, abbiamo i seguenti dati:

  1. Estensione rettangolo contenente: circa 0,7 kmq (dato reale)
  2. Estensione impero costruttori: circa 300.000 kmq (dato reale)
  3. Estensione territorio idoneo: circa 30.000 kmq (ipotesi cautelativa)

Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel kmq di territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:

Formula_01.JPG

Confronto_09

Per Teotihuacan, l’archeologia ufficiale attribuiva la costruzione delle piramidi al popolo dei Toltechi, ma successivamente ha abbandonato questa ipotesi per abbracciarne altre non meglio definite.

Foto_01.jpg

Quindi, data l’incertezza sulla data di costruzione e sul popolo che l’ha costruita, possiamo ipotizzare che i costruttori avessero a disposizione un territorio vasto almeno 100.000 volte l’estensione del complesso piramidale. E’ un’ipotesi molto conservativa, considerando la complessità, la maestosità e lo splendore di Teotihuacan, sarebbe infatti lecito pensare che i costruttori dominassero su un impero ben più vasto (come termine di confronto basti pensare all’estensione dell’impero Egizio al tempo della costruzione delle piramidi della piana di Giza, che è più del doppio).

Semplificando i calcoli, abbiamo:

  1. Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato reale)
  2. Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
  3. Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)

Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel punto del territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:

Formula_02

Per il complesso di Xianyang, i dati attualmente in nostro possesso sono veramente scarsi (per cause legate a divieti militari del governo cinese), quindi per non interrompere lo studio, prendiamo come riferimento il rettangolo contenente ed i dati ipotizzati per Teotihuacan (nell’attesa di poter definire almeno il rettangolo contenente con più precisione e magari anche l’estensione dell’impero dei costruttori):

  1. Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato scelto per analogia con Teotihuacán)
  2. Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
  3. Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)

Formula_02

Pertanto la probabilità della coincidenza è:

Formula_03.JPG

Ovvero, la probabilità che Egizi, Precolombiani e Cinesi in 3 epoche diverse, in 3 continenti diversi, abbiano costruito per pura coincidenza, i 3 complessi piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang allineandoli lungo quella particolare linea planetaria, è pari a circa 2 su 100.000.000.000 (leggasi “due su cento miliardi”).
C’è da fare un considerazione (Osservazione 1 bis) a commento di questo risultato: due siti generici sul pianeta Terra saranno sempre allineati su una linea planetaria. Quindi la vera coincidenza è data dal terzo sito che viene costruito sulla linea planetaria definita dagli altri due siti.
Il calcolo quindi andrebbe fatto per il sito meno antico, ma siccome l’incertezza sulla datazione di Xian è troppo elevata, possiamo effettuare il calcolo per l’unico dei 3 siti per il quale abbiamo più dati a disposizione, ovvero Giza.
Ciò premesso, la probabilità che gli Egizi scegliessero di costruire il complesso piramidale di Giza proprio in quel punto, allineandolo per pura coincidenza gli altri due siti piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang vale:

Formula_05.JPG

Analizziamo ora l’osservazione n°2: partendo dalla probabilità di coincidenza sopra descritta, qual è la probabilità che i 3 popoli suddetti, in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, dopo aver allineato per pura coincidenza lungo
linee planetarie parallele i 3 complessi piramidali, abbiano disposto le piramidi secondo una geometria simile?
Per non entrare nel merito della trattazione, rimando agli studi di cui alla nota 1 e mi limito ad inserire le seguenti immagini per sostenere l’ipotesi della disposizione “molto simile”:

Confronto_010
Dal sito: http://www.earthquest.co.uk/articales/theory.html

Anche in questo caso, dobbiamo stabilire un criterio per determinare uno spazio campionario.
Un criterio possibile è quello di suddividere il rettangolo contenente in una maglia quadrata con estensione di un ettometro quadrato (valore plausibile in considerazione delle dimensioni di base delle piramidi).
Pertanto per Giza abbiamo 70 quadrati contenenti all’interno dei quali i costruttori avrebbero potuto collocare le proprie piramidi (per definizione un quadrato contiene la piramide quando il vertice della piramide coincide con il baricentro
del quadrato).
La prima piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:
Formula_06.JPG

La seconda piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:

Formula_07

La terza piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:

Formula_08

Pertanto la probabilità totale di disporre per pura coincidenza le Piramidi proprio secondo lo schema attuale è di:

Formula_09.JPG

Ovvero ci sono 3 probabilità su un milione.

Ripetendo i calcoli anche per Teotihuacán e Xianyang , otteniamo:

Formula_010

La probabilità parziale per l’osservazione 2 vale:

Formula_011.JPG
(Leggasi circa 1 probabilità su mille milioni di miliardi)

La probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 è la seguente:

Formula_012.JPG
(Leggasi circa 3 probabilità su cento miliardi di miliardi di miliardi)

Per comprendere questo numero, facciamo un esempio più pratico:

  • la probabilità di lanciare un dado a 6 facce ed ottenere il numero 6 è pari ad 1/6 ovvero il 16,66%;
  • per analogia, la 223 di cui sopra è la seguente: tirare 36 volte di seguito il dado ed ottenere sempre 6!

Mentre la probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 bis è la seguente:

Formula_013.JPG
(Leggasi circa 3 su mille miliardi di miliardi)

Anche in questo caso, riportando l’esempio del dado a 6 facce, dovremmo lanciarlo per 29 volte di seguito ed ottenere sempre 6!

La Formula_014.JPGequivale a lanciare il dado 6 volte di seguito ed ottenere sempre 6.
Su questo dato, suggerisco esperimenti personali ai professori di egittologia che parlano di
coincidenze: comprate un dado a 6 facce e lanciatelo su un tavolo piano facendolo rotolare.
Non appena avrete raggiunto l’obiettivo di ottenere 6 volte di seguito un 6, avrete capito che la teoria classica è valida. In caso contrario, fatevi qualche domanda.

E’ doveroso evidenziare il fatto che non ho preso in considerazione l’immagine 2: infatti se avessi dovuto analizzare anche la probabilità che le singole piramidi di un sito sono allineate con le corrispettive degli altri 2 siti, allora credo che avrei avuto difficoltà anche solo a pronunciare il numero che rappresenta la probabilità di coincidenza totale.
A questo punto, il lettore esperto di statistica, o il lettore esperto di archeologia, potranno sollevare numerose obiezioni sulle ipotesi cautelative che ho dovuto fare per ottenere un valore di probabilità della coincidenza.
Come per i miei precedenti 2 studi ( http://unina.academia.edu/SimoneScottoDiCarlo ), sottolineo che il mio obiettivo è dare un ordine di grandezza al problema e non una soluzione precisa.
Pertanto, variando i dati in ingresso e variando le ipotesi cautelative, si otterranno sempre e comunque dei valori di probabilità di coincidenza così piccoli da indurre a pensare che la teoria archeologica ufficiale è da rivedere.
Oggi è insostenibile affermare con leggerezza che quanto sopra esposto sia solo una pura coincidenza: sono i numeri che mettono in forma matematica ciò che la logica e l’intuito suggeriscono da anni; vi è stata una scelta precisa e non casuale da parte dei costruttori a Teotihuacán, Giza e Xianyang di allineare i 3 siti piramidali lungo linee planetarie e
di disporre le piramidi secondo geometrie simili.
Negare questa verità oggi significa sostenere che la Terra è ancora al centro dell’Universo ed il Sole e le Stelle immutabili le girano intorno.
Ma se si accetta questa verità, il passo successivo è scoprire chi e quando (e magari anche perché e come) ha scelto di costruire i 3 complessi piramidali in 3 continenti diversi in quel modo così particolare.
Una sfida enorme, la cui complessità richiede lo sforzo di ricerca di tutti gli studiosi ufficiali e di tutti gli appassionati del settore. Collaborare per capire e scoprire, senza aggrapparsi ai “dogmi archeologici” che stanno oscurando una delle pagine più belle e più antiche della storia umana.

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LA PIRAMIDE MAYA DI TONINA

Nuove valutazioni della piramide maya recentemente trovata la colloca tra le più grandi

Traduzione di E.din: La Terra degli Anunnaki

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Cinque anni dopo la sua scoperta, gli scavi di una piramide Maya in Messico hanno rivelato che è una delle più grandi sin d’ora ritrovate. A 75 m. di altezza, sull’acropoli di Tonina Chiapas nel sud del Messico, la struttura possiede 208 gradini in pietra che conducono al suo apice.
Questa la pone saldamente alla stregua della “Piramide del Sole” di Teotichuacan, un’ampia costruzione, con 225 m. di lunghezza e un’altezza variabile tra i 65 ed i 75 m. di altezza.

Recenti scavi hanno dimostrato che la città maya di Tonina potrebbe avere un’estensione doppia rispetto a quanto anticipato in precedenza. Viene anche descritta come unica, in quanto la città ha sette distretti ben definiti all’interno del suo perimetro di circa 10-12 ha., ognuna dedicata ad un diverso scopo – come palazzi, templi, abitazioni e uffici amministrativi.
Il sito è stato classificato come uno dei più importanti del Messico, con più di 300 testi geroglifici finora identificati.

In precedenza, si riteneva che il il tempio di Tonina fosse stato costruito su una collina.
“E ‘una grande sorpresa vedere che la piramide è stata fatta quasi interamente dagli architetti e quindi sarebbe più artificiale che naturale,” come ha dichiarato ai media locali Emiliano Gallaga, direttore della zona archeologica.
“Questo è perché si credeva che quasi ogni collina fosse un tumulo naturale, ma recenti evidenze hanno rivelato che è stato quasi interamente costruito dagli antichi abitanti.”

Un sarcofago di pietra è stato trovato presso il sito all’inizio di quest’anno e da allora è stato datato all’ 840-900 d.C. All’interno sono stati trovati i resti di ossa e ceramiche, anche se un’origine certa non è ancora stata stabilita.

Tuttavia, un testo geroglifico trovato su un muro pochi mesi fa sembrerebbe riportare il nome completo e un ritratto del capo Maya che ha costruito la più importante casa fortificata della città, K’inich B’aaknal Chaahk – il sesto sovrano dei 14,noto per aver governato la città.
“Questo muro è fondamentale per comprendere un capitolo di storia Tonina tra il 680 e il 715 d.C., quando il 6 ° “seignior” “compare nella sequenza dinastica del sito”, spiega l’archeologo dottor Carlos Pallan Gayol.
“Per presentare, è noto che K’inich B’aaknal Chaahk era il sovrano con maggiore politico e potere egemonico in Tonina, una città conosciuta nei suoi tempi come Pò (bianco in lingua Mixe-Zoque).”
Dietro il muro è stato trovato un trono e le iscrizioni che tengono le date di marzo e giugno del 708 d.C..
I ricercatori sperano che la traduzione di altri geroglifici aiuterà a produrre una comprensione del perché la civiltà Maya è crollata.

Fonte della traduzione:
http://www.news.com.au/technology/science/new-assessment-of-recently-found-mayan-pyramid-puts-it-up-among-the-biggest/story-fnjwl1aw-1227441201493


Ringraziamo la pagina Egizi Maya Aztechi Sumeгi Dei o Extгateггestгi? nella persona di Elena Cencetti per la segnalazione della notizia:
https://www.facebook.com/Egizi-Maya-Aztechi-Sume%D0%B3i-Dei-o-Ext%D0%B3ate%D0%B3%D0%B3est%D0%B3i-132882843419961/timeline/


TEOTIHUACAN – NOVITA’ DAL SOTTOSUOLO

Traduzione di E.Din: La Terra degli Anunnaki

Articolo di qualche mese fa (Novembre 2014) che riproponiamo alla luce di quanto sta avvenendo in Messico riguardo le nuove scoperte sotto la piramide di Chichen Itza (Articolo E.din: https://edinterranunnaka.wordpress.com/2015/08/23/messico-la-piramide-di-kukulkan-nel-sito-di-chichen-itza-rivela-un-segreto-per-gli-scienziati/)

Continuano gli scavi che stanno portando alla luce una serie di camere poste sotto la città di Teotihucan.
Il fatto che abbiano scoperto condotti che si spingono sotto la falda freatica, camere, alcune delle quali semi allagate, ci indirizza sempre più verso le ipotesi fatte sull’utilizzo e la funzione delle piramidi.

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SORPRENDENTI SOMIGLIANZE TRA LE PIRAMIDI DI GIZA E QUELLE DI TEOTIHUACAN

Di Fabio Garuti

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Queste sono immagini che lasciano un po’ interdetto il pubblico che per la prima volta viene a conoscenza delle incredibili congruenze che accomunano la maggior parte delle civiltà antiche, un po’ per l’eccezionalità dell’argomento un po’ per il fatto di essere sempre stati allo scuro di questa incredibile realtà. Per coloro che invece hanno una certa confidenza con l’argomento, tramite la ricerca individuale e l’esplorazione del mondo di internet rappresentano invece la prova (una delle tante) che la storia dell’umanita’ non è quella favoletta che è scritta nei libri di storia studiati alle elementari e medie, e giorno dopo giorno prende coscienza di cio’ che era in realta’ il mondo antico, dai principi della razza umana, fino ad arrivare l’origine di tutte le civilta’ antiche note. Appare chiaro che queste civilta’ a loro insaputa hanno veicolato fino a giorni nostri il retaggio di una civilta’ precedente (prediluviana), evoluta e globalizzatta che ha avuto un ruolo fondamentale nel loro sviluppo.
Questo argomento rappresenta un vero e proprio tabu’ per la comunita’ scientifica, che nonostante evidenti prove che dimostrano
cio’ che abbiamo precedentemente esposto, tacciono. eppure queste non sono teorie, ma solide realta’ sotto gli occhi di tutti, è proprio cosi’, la verita’ è nascosta sotto gli occhi di tutti.
Nella foto abbiamo preso in considerazione complessi piramidali di Teotihuacan in Messico e di Giza in Egitto, entrambe mostrano una configurazione stellare nota, la cintura di Orione.
C’è almento un’altro sito nel mondo che mostra questa configurazione e si tratta del complesso delle tre piramidi di Xian in Cina come abbiamo gia’ dimostrato in un’altro post grazie all’articolo che ci ha gentilmente regalato Fabio Garuti.
Tornado ai siti che abbiamo preso in esame in foto si puo’ notare che che le piramidi centrali dei complessi sono le piu’ grandi, la piramide di Cheope e la Piramide del Sole. Questi piramidi hanno praticamente la stessa base, con una differenza di pochissimi metri su lati che ne misurano piu’ di 200.(alcune misurazioni danno questa differenza intorno ai 3 metri altre 5, io mi sono tenuto abbondante e ne ho indicati 5).1512359_836082539758176_8854713254076241473_n Queste eccezionali somiglianze non possono essere frutto del caso ma sono la prova di un progetto comune, un progetto che affonda le sue radici in tempi molto più antichi di qualsiasi civiltà che conosciamo.


Per l’immagine soggetta a copyright ringraziamo la pagina Facebook  Civiltà antiche e Antichi Misteri:
https://www.facebook.com/CiviltaAnticheEAntichiMisteri?fref=ts


SISTEMA ALIMENTARE PLANETARIO – PARTE I

Di Fabio Garuti

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Iniziato Settembre, non possiamo esimerci dal cominciare con una riflessione di tipo “alimentare”, tanto per concludere il discorso iniziato con il Mais in Centro America e con il Frumento in Medio Oriente. Giusto perché ci piace continuare ad analizzare “fatti”, ed offrire quesiti nonché spunti di riflessione critica ad appassionate ed appassionati, procediamo nella nostra disamina Planetaria su vegetali la cui origine si perde nel famoso “buio della Storia” che non è propriamente il “buco della Storia” , come incautamente copiò da me un compagno di classe al Liceo in una traduzione dal Greco; i commenti del professore costituiscono ancora oggi motivo di ilarità .Dicevo, il riso. Coltivato in acqua, e la cosa è già strana, in quanto senza “aiuto umano” sarebbe ben difficile che ciò avvenisse. Il riso è nato in Cina, molte migliaia di anni fa, non si sa come, ed in una zona “guarda caso” completamente invasa dalle acque. Che poi nella medesima zona ci siano le tre piramidi che si collegano in un gigantesco anello Planetario con Giza e Teotihuacan è un altro “fatto”. Ne consegue che oltre ad un “Anello di Piramidi”, intorno al nostro Pianeta fu creato, non si sa come e soprattutto da uomini cosiddetti “cavernicoli” anche un anello alimentare, fatto di Mais, Frumento e Riso. Rifletteteci.

Certo che questi cavernicoli erano proprio in gamba.

PIRAMIDI ED ANTENNE

Di Fabio Garuti

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A volte ci sono immagini che parlano più di tanti articoli, e soprattutto che lasciano alquanto sbigottiti.
Piramidi : i tre grandi complessi in Linea Planetaria ( Giza – Teotihuacan -Xian ), costruiti in modo simile, con un medesimo schema astrale ( presumibilmente la cosiddetta Cintura di Orione , che sembra essere la più rispondente allo schema ), con la terza Piramide inferiore di parecchio, per dimensioni, rispetto alle altre due, e soprattutto ubicati su un medesimo cerchio che cinge il Pianeta.
Ci si chiede che funzione possano aver avuto l’acqua, sempre presente in notevole quantità, e gli isolanti termici ad alte temperature, ottenuti grazie a procedimenti non certo Neolitici ( e sarebbe ben difficile sostenere il contrario dato che i reperti sono lì, in Centro America, a Teotihuacan, solo che se ne parla ben poco, come al solito…). Il pensiero va alla produzione ed alla trasmissione di energia, anche perché, come potete vedere dalle immagini allegate, qualche attinenza con “antenne”, ed anche belle alte date le proporzioni, c’è. Vediamo di cosa si tratta. Continua a leggere

IL FATTORE ACQUA NELLE PIRAMIDI – DEVIAZIONI FLUVIALI – PARTE III

Di Fabio Garuti

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Non è che si vogliano sempre sottolineare le ” incongruenze ” di certa ” ufficialità archeologica ” , ma quando esse risaltano in maniera preponderante non si può fare a meno di coglierle e segnalarle a Lettrici e Lettori , anche in considerazione del fatto che ne abbiamo già parlato, diverse volte, e la cosa, a parte il mondo di Appassionate ed Appassionati , non sembra essere ancora discussa, in determinati ambienti, come meriterebbe e dovrebbe.

” Prove ” di una raffinata tecnologia antichissima. Sito, splendido : Teotihuacan, Messico. Complesso piramidale in Linea con Giza e Xian, nonché simile ad essi, attualmente agli onori della cronaca in virtù di taluni interessanti studi nel sottosuolo della magnifica ed imponente Piramide del Sole. Nei pressi di tale immenso edificio sorge la cosiddetta ” Ciudadela – Cittadella ” , od anche ” Tempio di Quetzalcoatl ” la cui edificazione ( ufficialmente ad opera di maestranze dotate esclusivamente di cordame naturale, martelli e scalpelli, nonché della forza delle sole braccia !!! ) ha richiesto addirittura la deviazione di un fiume.
Avete letto bene : per edificare il tempio proprio in quel punto, e non in altri, è stato necessario ( in età Neolitica o giù di lì !!! ) deviare il corso del fiume San Juan, e non solo in un punto badate bene, bensì in due punti, creando così un doppio angolo retto molto preciso,in modo tale da sfiorare il complesso in costruzione. Commenti :

  • ma perché non costruire a qualche centinaio di metri di distanza ? Perché evidentemente era necessario, indispensabile, farlo proprio lì e solo lì ( evidentemente nel Neolitico sapevano fare le analisi del terreno e le opportune valutazioni idro – geologiche !!! )
  • deviare in tale maniera il corso di un fiume non è uno scherzo , e soprattutto deviarlo in maniera talmente perfetta da non lasciare la seppur minima traccia dell’alveo originario. ( Tecnica idro -Neolitica, non c’è alcun dubbio !!! )
  • la deviazione di un corso d’acqua implica necessariamente la costruzione di sbarramenti differenziati ( prima un lato poi l’altro ) , ed ovviamente il tutto è stato concepito prima che venisse edificato il Tempio di Quetzalcoatl ( o Ciudadela, come la ribattezzarono i Conquistadores Spagnoli ). Un lampante caso di progettualità nonché ingegneria Neolitica ( !!! ).

Stranamente non se ne parla mai. E vogliono le prove della tecnologia nella antichità. Quante ancora se ne devono trovare ? Misteri Neolitici…..

( tratto da : La Preistoria Atomica – Anguana Edizioni – Sossano – VI )