MUTAZIONI BIO-GENETICHE

Di Fabio Garuti

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La vicenda dei Campi Gamma, di cui più volte abbiamo parlato, è un’altra di quelle ” questioni ” su ed in cui la archeologia ufficiale non si addentra e non si esprime, per lo meno ad oggi, e questo per un motivo evidente : si tratta di un vero e proprio campo minato per quanto attenga a quelle concezioni meramente ” neolitiche ” che ormai, e non solo per questa vicenda, diventano ogni giorno più difficili da sostenere. Il periodo cosiddetto neolitico mostra incongruenze in tutto il mondo, e tra esse proprio tutto ciò che concerne i Cerchi Concentrici; sia a livello di raffigurazioni post – tecnologiche soprattutto su pietra, sia a livello di grandi Campi costruiti per l’appunto in forma di giganteschi cerchi di diametro decrescente. Ne riparliamo oggi in quanto, dopo ricerche e riscontri, abbiamo potuto accertare che essi sono stati edificati non solo molti millenni fa, non solo anche negli anni Cinquanta, ma anche in questi anni, tanto da essere, almeno in un esemplare , ancora utilizzati certamente fino ad un anno fa circa. Ma procediamo con ordine:
Un dato di partenza incontestabile di questa ricerca consiste nel poter affermare, con assoluta sicurezza, che molte migliaia di anni fa sono state effettuate sperimentazioni bio-genetiche sui vegetali.Tanti gli esempi di ortaggi, frutti e piante ” spuntati” praticamente dal nulla, come vari studi hanno asseverato , facendo risalire ad un periodo intercorrente tra i 12.000 e gli 8.000 anni fa moltissime specie vegetali. Così, all’improvviso,in tutto il mondo. In particolare consideriamo, in quanto prova inconfutabile, il Mais o Granturco, la cui ” Meccanica di Riproduzione ” , (e basta chiedere conferma ad un Agricoltore professionista), è assolutamente anomala, e certamente non – naturale; senza intervento umano la pianta si estinguerebbe in breve tempo: semi troppo pesanti, che oltretutto non si staccano dalla pianta madre, contenuti in una sorta di stretto avvolgimento naturale fatto di foglie. Ove mai detti semi giungessero sul terreno ( e comunque la pannocchia resta sulla pianta madre e va staccata ), le neo -piantine crescerebbero tutte insieme, soffocandosi l’un l’altra. Ed allora ? Modifiche, certamente, e non certo naturali. La Natura non contraddice mai se stessa,come ben sappiamo. Quando in Centro America giunsero i Conquistadores Spagnoli, il Mais si presentava già così.
Un vero mistero. Finché, negli anni Cinquanta,dopo il Secondo conflitto mondiale, sono stati costruiti campi circolari, di diametro di circa duecento metri, a cerchi concentrici decrescenti, in cui, ponendo al centro , su una torretta ad altezza variabile, materiale radioattivo, le varie piante, dislocate ovviamente a distanze differenti, subivano differenti mutazioni. La cosa non ebbe un enorme successo in quanto il procedimento era troppo ” violento ” e poco controllabile ( a differenza di quanto accade con gli O.G.M. estremamente più mirati ), ma ha permesso di comprendere a cosa siano serviti gli enormi campi circolari ( attualmente ancora inspiegati a livello ufficiale ) di Moray in Perù e di Columa in Bolivia, ( su quest’ultimo sito potete osservare un video su You Tube, intitolato i Cerchi di Columa, ottimamente curato da Manuel Bonoli ) entrambi ad alta quota ( 4.000 metri di altezza ) , sulle Ande. Dimensioni identiche ( è evidente che la ” copia ” è avvenuta proprio su queste strutture ) utilizzo inspiegato ( quando giunsero gli Spagnoli gli Inca non sapevano nulla di tali costruzioni, ricavate addirittura all’interno di una montagna ) e chiaro riferimento proprio al Mais per quanto riguarda il nome MORAY : in antica Lingua del posto ( Quechua ) il termine AYMORAY ha certamente attinenza con i raccolti di grano e di mais. Si è detto che le terrazze ( o settori circolari ) fungessero da stazioni agricole sperimentali, e la cosa non ha alcun senso : scavare e realizzare nella montagna strutture del genere per mera agricoltura sperimentale, o per testare il comportamento dei vegetali in alta quota, o altri parametri similari, è perfettamente inutile, mentre è chiaro che la montagna circostante servisse da schermo protettivo, fornisse la possibilità di aggiungere l’alta quota ad ulteriori parametri di riferimento, e soprattutto che, ricavando i cerchi ” a scalare “, si potessero testare le reazioni dei vegetali non solo a differenti distanze ma anche a differenti altezze. Oggi, per ovviare alla mancanza di strutture simili, viene utilizzata una torretta , proprio per modificare anche l’altezza,oltre che la distanza, della esposizione dei vegetali alla fonte radioattiva. . Una normale sperimentazione agricola non necessita di un tale e complesso apparato, peraltro,lo ripeto,ben precedente agli stessi Inca che non ne sapevano assolutamente nulla. Gli Spagnoli non distrussero il tutto pensando ad una qualche anomala forma di teatro, anche se la spiegazione non convinse già allora.
In ogni caso ( l’altra struttura è Columa, in Bolivia,poi abbandonata ) il tutto fu replicato negli anni Cinquanta, in America Settentrionale ed in Asia,ma non solo.
Ancora oggi, nell’ Est Asiatico, esiste, come detto, uno di questi campi, ancora in attività almeno fino ad un anno fa circa. Sperimentazioni molto mirate, fonti nucleari ridotte al minimo necessario , ma in ogni caso il procedimento è ancora ben attivo, con buona pace di chi pensa che le strutture circolari servano, e siano servite, per sperimentazioni agricole tradizionali. Non è affatto così.
Le proporzioni sono identiche ai Campi Centro Americani, i settori circolari ( in cui piante e semi vengono irradiati ) sono larghi una decina di metri ciascuno, e, al centro, viene posta una fonte radioattiva contenuta in una torretta, al fine di variare non solo la distanza, ma anche l’altezza dell’irradiamento. I geniali costruttori di Moray non ne hanno avuto bisogno : lì le terrazze circolari sono poste a differenti altezze già di per sé. Ecco spiegato il motivo per cui ” scendono ” sempre di più, pur mantenendo le medesime proporzioni.
Ma abbiamo di più, oltre a qualche immagine da cui si evince chiaramente il simbolo della Radioattività : una testimonianza di un addetto, che ho tradotto per Voi dall’Inglese , e che propongo :
” al centro viene portato in superficie materiale radioattivo, altrimenti conservato in una cassa di piombo.Non appena il campo è sgombro da addetti, inizia l’irradiamento delle piante,che varia chiaramente per distanza ed altezza di esposizione.le piante più vicine muoiono, quelle troppo distanti non subiscono alcuna mutazione, mentre quelle poste a distanza intermedia subiscono mutazioni che vanno poi studiate, sia per quanto riguarda la pianta, che i frutti, che i semi. Spesso le mutazioni non sono rilevabili osservando la pianta, bensì piantando successivamente i semi contenuti nei suoi frutti.”
Capirete come il sistema sia stato scoperto, dalla nostra attuale Civiltà, solo dopo le prime esplosioni terrificanti avvenute in Giappone nel 1945, e che hanno sancito la fine del secondo conflitto mondiale. Il fatto che si sia compreso come le piante potessero essere modificate, ha consentito anche di comprendere a cosa siano serviti, nella antichità, gli enormi Campi Circolari del Centro America.
Ma non è tutto.
Esistita una grande Civiltà Planetaria ( la medesima che ha edificato i tre siti Piramidali omologhi ed in Linea di Xian – Teotihuacan e Giza ), è più che normale affermare che sia esistita almeno una ( ma sono certamente varie ) grande Civiltà post – tecnologica, che, avendo avuto contatto con queste strutture, non ne ha potuto ovviamente comprenderne funzioni ed utilizzo, ed ha considerato il tutto un lascito degli dei.
Ne consegue che la raffigurazione di tali apparati, sia divenuta una vera e propria iconografia teistico post – tecnologica, ossia i famosi Cerchi Concentrici raffigurati dappertutto. Solo che appena tre luoghi, in tutto il Pianeta, possono offrire riproduzioni perfette in tal senso : Cuba ( ma qui parliamo di disegni e non di incisioni su pietra ) e poi Sardegna e Scozia. Questi due Territori, accomunati da varie e tante altre affinità, vantano Cerchi Concentrici magnifici, incisi sulla pietra in maniera talmente perfetta da sembrare realizzati con un qualche macchinario. Ma solo in questi due Territori peraltro “legati” da molte altre affinità, come abbiamo potuto analizzare nelle scorse settimane. Ciò denota chiaramente che la “Memoria” dei Campi Circolari era estremamente viva e fissa nella Mente di chi ha realizzato tali raffigurazioni iconografiche.
Nella memoria delle Civiltà post -tecnologiche, tali campi circolari sono stati accomunati, ovviamente, a strumenti degli dei che servivano a ” creare vita” ed in un certo senso la cosa è comprensibile. Da qui a raffigurare cerchi concentrici in tutto il Mondo, il passo è breve. Fino a quando non se ne è persa la memoria. Proprio alla progressiva ” perdita di memoria ” è dovuta la lenta ma costante trasformazione da Cerchi Concentrici a Spirali,ed infine a labirinti. Fateci caso : le dimensioni restano invariate, ma la raffigurazione cambia, seppure mai in maniera totale.In un prossimo articolo affronteremo più dettagliatamente tale interessante questione ( sempre trascurata dalla ufficialità, che ha preferito accomunare genericamente tutte le raffigurazioni, in modo a mio avviso errato, senza considerare che il concetto di cerchio è ben differente da quello di spirale e da quello di labirinto; ma , appunto, ne riparleremo ).
Dunque raffigurazioni dei cerchi Concentrici , originariamente iconografiche e ben precise, dicevamo. Ma la cui unica spiegazione plausibile è che riproducano proprio i Campi Gamma del Centro America, in particolare Moray, in Perù, appunto.
Come provarlo ? Dimenticavo un particolare ben adatto allo scopo : benché la Lingua Scozzese e quella Peruviana siano ben differenti, la Contea Scozzese in cui tali cerchi sono stati molto ben raffigurati si chiama MORAY ; incredibile vero ? Due luoghi così distanti, caratterizzati dallo stesso identico nome, e per giunta entrambi caratterizzati , ulteriormente, dalle medesime figure geometriche : i Cerchi Concentrici. Solo che in Perù sono reali, mentre in Scozia ed in Sardegna sono stati riprodotti. Penso che il mistero dei Cerchi Concentrici,della loro funzione e della loro raffigurazione sia definitivamente risolto, non Vi pare ? . I contatti tra Scozia Settentrionale e Sardegna sono ormai ben delineati ( ne abbiamo parlato più volte ). E proprio il fatto che tali Cerchi, in Sardegna, siano assolutamente perfetti, ( addirittura ancor più che in Scozia , dato che vengono raffigurate serie di Cerchi disposte esattamente come nel sito peruviano), la dice lunga sulla vetustà della Antica Civiltà Sarda e sulla Sua memoria plurimillenaria. Spesso gli argomenti Storico – Archeologici si intersecano.
E’ opportuno prenderne atto.

( tratto da : La Preistoria Atomica – Anguana Edizioni – Sossano – VI )
( tratto da : Sardegna, Pagine di Archeologia negata. Una grande Civiltà Mediterranea migliaia di anni prima della Storia di Roma – Anguana Edizioni – Sossano – VI )

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